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La vita di Giuseppe La Farina

Giuseppe La Farina nacque a Messina il 20 luglio del 1815 in una modesta casa che fiancheggiava la chiesa del Purgatorio, sulla vecchia Via Dàrsena.

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Carducci prosatore un bilancio di Luca Serianni

Nel 1956, recensendo il XVIII volume dell’Epistolario carducciano, Eugenio Montale osservava che il Carducci appariva, anche nelle lettere, «un prosatore inimitabile eppure molto imitato per quel suo singolare impasto di classica purezza e di sorvegliatissima sprezzatura formale, desunta dal parlato, dall’uso». È un giudizio che oggi possiamo considerare acquisito dalla critica; ma che resta lungimirante e significativo, venendo da chi a suo tempo, in versi famosi, aveva preso le distanze come poeta proprio dai «poeti laureati» e dunque, è lecito pensarlo, in primis dal Carducci vincitore del Nobel ... continua

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“ SOTTO IL LAMPIONE” I. Grekova

Biografia I. Grekova inizia a scrivere e a pubblicare le proprie opere negli anni ’60, esattamente quando la “letteratura al femminile” stava iniziando a diffondersi in Unione Sovietica. La sua comparsa nel panorama letterario sovietico si può dire che avvenga relativamente tardi, quando ormai la Grekova ha già raggiunto la piena maturità ed è nel pieno di una carriera importante come docente e come scienziata. I. Grekova è lo pseudonimo scelto da Elena Sergeevna Ventzel’ per firmare i propri lavori letterari, una scelta che fa comprendere quanto per lei conti il suo primo lavoro di docente di matematica e cibernetica: I. Grekova deriva infatti dalla “i grek” russa, ossia l’incognita usata in matematica nella risoluzione dei problemi. La professione è sempre stata di importanza fondamentale per lei e lo diventa, inevitabilmente, anche per le protagoniste dei suoi lavori, a lei molto vicine nel modo di agire e di concepire la vita, tanto da far sembrare molti dei suoi racconti quasi autobiografici. Fino al momento del suo debutto in letteratura, la sua vita privata era stata abbastanza simile a quella di tante donne sovietiche. Nata nel 1907 a Reval, oggi Tallin, cresce in una famiglia di matematici ed è in un certo senso destinata ad intraprendere questa professione, proprio a causa della sua provenienza. Successivamente si sposa e si trasferisce prima a Leningrado e poi a Mosca, dove resta definitivamente a vivere e dove insegna prima all’Accademia Aeronautica e poi all’Università. E’ madre di tre figli, moglie, ha una carriera a cui dedicarsi e che occupa la maggior parte del suo tempo: nonostante questo, nel 1962 debutta come scrittrice sulla rivista letteraria Novij Mir. La Grekova debutta con un racconto ambientato in un laboratorio scientifico, perciò molto vicino alla sua realtà personale. Per l’autrice si tratta del suo proprio mondo, il suo preferito, conosciuto in tutte le sue pieghe e lei ne parla senza intermediari, usando le parole dell’uomo della strada, rivolgendosi direttamente al lettore. Questo permette alla Grekova non soltanto di descrivere ciò che la circonda, ma anche di portare il lettore a comprendere la psicologia dei suoi protagonisti. L’autrice per prima ammette di attingere dalla propria vita, dalle proprie esperienze nella creazione delle proprie opere. Normalmente tutto ha inizio da un avvenimento, un incontro, una sensazione personale molto intensa: qualcosa che vede, sente, o prova e che la colpisce in modo particolare, sia positivamente che negativamente; da questo deriva la necessità per la scrittrice di descrivere tali sensazioni in modo che anche le altre persone le provino. Da questo momento ha inizio la vita interiore dell’opera: dai prototipi reali, personaggi incontrati nella vita quotidiana, prendono forma i protagonisti del lavoro creativo; ad essi si affiancheranno, in un secondo tempo, altri personaggi completamente inventati, che potranno perfino assurgere al ruolo di protagonisti, purché sufficientemente realistici, ancorati alla vita quotidiana e alla realtà descritta nel racconto. In questo modo l’opera manterrà sempre quella freschezza realistica, che è propria delle produzioni di derivazione autobiografica. Allo stadio iniziale del racconto, le emozioni hanno la meglio sui pensieri razionali. La Grekova non si sforza di dare al lettore alcun insegnamento, partendo dal presupposto che lo scrittore non sia un individuo superiore, migliore degli altri, e che quindi non sia portatore di alcuna verità pseudo-divina. “Io penso che uno dei sentimenti che può comunicare lo scrittore, che ha il diritto di comunicare, sia il sentimento dell’incertezza, dell’incomprensione. (…) Lo scrittore quasi sempre non è quel tal saggio, conoscitore della vita – più spesso egli è un uomo comune (…) con un acuto senso delle parole. Egli ha il diritto di mostrare al lettore una situazione enigmatica, incomprensibile a lui stesso. Mostrare in modo tale che anche il lettore mediti su ciò che ha visto. Portare a meditare – anche questo è uno scopo, e non certo di scarsa importanza.” (I. Grekova, 1982). Grazie a questo modo di pensare, I. Grekova nelle sue opere non pretende di trovare soluzioni ai problemi, di giudicare determinati comportamenti, o avvenimenti: lei presenta soltanto la storia in tutti i suoi aspetti, portando il lettore a guardarla da diversi punti di vista, corrispondenti ad altrettanti personaggi diversi. Ed è proprio ciò che il lettore sperimenta con “Sotto il lampione”, racconto inedito per l’Italia, scritto nel 1963, facente quindi parte della produzione letteraria iniziale della nostra autrice, ma già pregno di quei temi e di quelle convenzioni letterarie, che resteranno tipiche di tutte le opere di I. Grekova. Buona lettura. Antonella Morosi

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John Brewer, I Piaceri dell’Immaginazione.

«Le belle arti sono considerate come le arti che si rivolgono all’immaginazione, e i piaceri che esse offrono sono definiti, per distinguerli, come i Piaceri dell’Immaginazione […] il loro fine è produrre emozioni di gusto».

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Torti Francesco Apologia della corrispondenza

Cos’è che rende un libro qualsiasi, un libro per bibliofili? (Torti Francesco). Apologia della corrispondenza di Monteverde contro il Giornale La Voce della Ragione Nei Fascicoli dal 15 Novembre 1834 Fino al Febbraio 1835. Il libro in questione è il documento di una infuocata polemica che coinvolse due importanti, per quanto opposte, personalità della cultura italiana dell`epoca, e che alla fine richiese anche l`intervento della censura vaticana.

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Enrico Sacchetti VITA D’ARTISTA (Libero Andreotti)

UN LIBRO Cos’è che rende un libro qualsiasi, un libro per bibliofili? Può essere il testo, la rarità, il valore di mercato, così come possono essere le caratteristiche tipografiche di una determinata edizione, o l’importanza storica della stessa. Possono essere tutte queste caratteristiche messe insieme, o una sola. In questa pagina presenteremo di volta in volta libri che in qualche modo possono interessare i bibliofili, qualunque sia il motivo, fosse pure solamente una bella copertina. Questo perché crediamo che nessuna teoria valga quanto l’esempio pratico. Chi si avvicina al mondo della bibliofilia solo adesso potrà così capire come ragiona, un bibliofilo di fronte ad un libro, tenendo presente, ovviamente, che i ragionamenti possibili sono infiniti e diversi da bibliofilo a bibliofilo. Enrico Sacchetti. Vita d’artista (Libero Andreotti). Con 30 disegni originali dell’autore e 13 tavole fuori testo. Milano, Treves, 1936. GRAZIE a www.libriantichierari.it

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Incisori del XIX secolo Ac - Ac

Incisori del XIX secolo Notizie e immagini di Jean Alexis Achard - Acker J.

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Incisori del XIX secolo - Aa - Ab

Incisori del XIX secolo Notizie e immagini di Abbema Louise - Eugène Abot - Tancréde Abraham

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La Biblioteca Nazionale di Felice Le Monnier

Nel 1831 giunse a Firenze il giovane figlio di un orologiaio di Verdun. Alle spalle aveva una carriera militare fallita, e una notevole esperienza di tipografo, alle dipendenze del quotidiano francese Le Temps.

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Franco Riva

Alla fine della guerra, all`età di 23 anni, il veronese Franco Riva abbandonò una promettente carriera bancaria appena intrapresa per accettare il lavoro come semplice “coadiutore avventizio” della Biblioteca Civica di Verona. Immaginiamo che all`epoca la sua scelta abbia destato perplessità nelle persone a lui vicine. Ma fu una scelta d`amore: l`amore per i libri

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