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Glossario


M
Undicesima lettera dell`alfabeto italiano (se si escludono J e K), dodicesima di quello latino e greco. Già presente nell`alfabeto fenicio, dove la linea ondulata che la costituisce rappresentava le onde dell`acqua, fu ripresa in seguito, con qualche modifica, dall`alfabeto greco e successivamente da quello latino. Presso i greci aveva anche valore numerico diverso a seconda dei casi.
Presso i romani, come numero indica il mille. come abbreviazione fu usata con significati molteplici: Magister, Marcus, Manibus, Municipium ecc.
In francese, l`abbreviazione M. significa Monsieur, in tedesco Marco, come misura indica il metro.

Macchina per (da) scrivere
Strumento di scrittura per imprimere lettere su un foglio di carta (o su più fogli contemporaneamente). La prima macchina del genere fu attribuita all'italiano Rampazzetto, che la inventò nel 1500. Era costituita da lettere intagliate a rilievo su legno e montate su aste. Circa cento anni dopo, il francese Leroy presentava a Luigi XIV una macchina per scrivere a leve.
Strumenti simili furono ideati nel 1713 dall'inglese Henry Mill e nel 1808 da Turri di Castelnuovo. Fu però nell'800 che numerosi inventori brevettarono macchine di questo tipo, al punto che è difficile attribuire il primato dell'invenzione definitiva a questa o quella nazione.
Nel 1823 Pietro Conti metteva a punto un ''tachigrafo'', nel 1829 Willam A. Burt, americano, brevettava il '' Typoghrapher''. In seguito, numerosi inventori francesi, Progin, Bidet, ed altri, migliorarono il procedimento. In Italia è noto il ''Cembalo scrivano'' ideato dall'avvocato Giuseppe Ravizza di Novara, macchina a leve munita in seguito di rullo inchiostrato. Nel 1875 l'americano Philo Remington iniziava la prima produzione industriale di macchine da scrivere, che in Italia cominciò solo nel 1906, ad Ivrea, ad opera della Olivetti.

Macchine cucitrici
Macchine di vario tipo, usate industrialmente per cucire i volumi, in sostituzione del lavoro fatto a mano. Esistono anche macchine piegatrici-cucitrici, che piegano i fascicoli e li cuciono allo stesso tempo.

Manuale
Si indica genericamente con questo termine un libro agevole da maneggiare e di facile consultazione, con scopi didattici o informazioni pratiche. Per estensione il termine viene anche applicato a libri che, pur non essendo materialmente ''manuali'', raccolgono secondo un certo ordine sistematico un insegnamento intorno ad un argomento particolare. Esempio notissimo è quello dei manuali Hoepli.

Mappamondo
Rappresentazione di tutta la terra su una superficie piana, con i metodi del disegno o dell'incisione. Uno dei primi M. risale al 2700 a. C. ed è sumero. Si ritiene ideato per rappresentare le varie fasi di una battaglia. Si attribuisce ad Anassimandro il primo M. greco. Per tutta l'antichità, e anche durante il medioevo, si era soliti rappresentare il M. indicando al centro una località nota che faceva da riferimento per tutto il disegno.
Dal XVI sec. in poi comparvero mappamondi a contorno ovale o cilindrico (famosa è la PROIEZIONE di Mercatore), che sarebbe più corretto chiamare planisferi (v.). L'aspetto delle rappresentazioni varia a seconda del concetto che si ebbe, nei vari secoli, della distribuzione delle terre e delle acque.

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