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Glossario


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1 2 Avanti
T
Diciottesima lettera dell`alfabeto italiano (o ventesima, se si comprendono anche le lettere J e K). Deriva dal tau greco e dalla T latina. Il segno fenicio originale, che fu ripreso dai greci, aveva la forma della croce di S. Andrea.
1. Nelle epigrafi romane era molto usata come abbreviazione; T = tempus, ter, terra, testamentus; TI = Tiberius; T.T.L.S.= terra tibi levis sit ecc.
2. Come numerale valeva 9, con due punti sovrapposti 9000. Presso i Greci indicava anche il 19° oggetto di una serie e nelle somme di denaro, il talento. Presso i Romani indicò il numero 160, con una lineetta sovrapposta indicava il 160.000.
3. In chimica, T4 indica un esplosivo; in fisica t indica il tempo o la temperatura, T la temperatura assoluta; t è anche simbolo della tonnellata.



Tabulario
  Edificio pubblico destinato ad archivio. Esisteva in Roma fin dai primi tempi della Repubblica. I resti di una di queste costruzioni sono ancora visibili a Roma nella zona dove fu innalzato il Palazzo Senatorio capitolino: era formata da una grande corte su cui si aprivano i vari uffici.



Tapa
Millenaria tecnica, diffusa in estremo Oriente e Oceania, utilizzata, tra l'altro, per la fabbricazione della carta. La pianta del gelso (Brussonetia papyrifera) fu usata, oltre che per l'allevamento dei bachi da seta, anche per la produzione di abiti: la corteccia, battuta con mazze, veniva fatta macerare nell'acqua, trasformandosi in una pasta di fibre che, pressate, formavano una specie di tessuto.

Con lo stesso procedimento si giunse alla fabbricazione di alcune carte. La tecnica è ancora usata in Nepal. La parte interna della corteccia del gelso, detta ''libro'', viene ridotta a lamine che si fanno cuocere con cenere di legna. Si pestano poi le lamine ricavando fibre che vengono ulteriormente pestate fino ad ottenere strati filamentosi che, diluiti con acqua, vengono passati al setaccio. Quando lo spessore della pasta è omogeneo, si lascia asciugare al sole. L'asciugatura viene fatta applicando il foglio su un cavalletto con una spazzola morbida.

Questo spiega perchè il verso del foglio, sul quale agisce la spazzola, risulta alla fine più ruvido del recto. L'aspetto del foglio asciugato ricorda quello della carta assorbente. Per renderlo idoneo alla scrittura l'artigiano vi applica, a mano, una pellicola impermeabile di amido di riso. In certi casi casi la pellicola di amido è sostituita da una pellicola di cera. La carta così ottenuta ha spesso un particolare colore ambrato. Nella preparazione della carta ''alla cinese'' è prevista, in certi casi, anche la coloritura del foglio.

Si usano di solito colori vegetali che allontanano gli insetti aggressivi. I fogli destinati a ricevere i testi buddhisti vengono quasi sempre dipinti con giallo di alburno, pianta dal legno particolarmente tenero.



Tarlo
Nome generico usato per indicare le larve di varie specie di insetti xilofagi (Anobii) dannosi per le librerie in legno, ma anche per i libri stessi. In particolare, le larve tendono ad attaccare le rilegature costituite da assicelle di legno e, spesso, per portarsi da un piatto all'altro, perforano l'intero volume. Attaccano facilmente anche carta e pergamena.



Tavolette di cera
  Tavolette di legno ricoperto di cera usate dai Romani e dai Greci per scrivere con lo stilo.





Alessandro Castiglioni in questa sezione ha raccolto le definizioni di alcuni dei termini più frequentemente presenti nelle materie trattate. Il glossario è suddiviso per lettere, clicca su quella di tuo interesse e visiona gratuitamente le definizioni che ti sono utili.

La realizzazione di questo GLOSSARIO è stata possibile grazie al prezioso contributo di un caro amico Roberto Campagna.

 




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