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Glossario


V
Ventesima lettera dell`alfabeto italiano (se non si comprendono la J e la K). Deriva dal "wau" fenicio e fu accolta nell`alfabeto latino con il suono della u italiana.
E` già presente nelle epigrafi più antiche, spesso con varianti nell`aspetto, che si ritengono dovute più ad un capriccio estetico degli scritori che ad una diversità di suono vera e propria. Il segno v ebbe per molto tempo sia un uso vocalico (u) che consonantico. Secondo Svetonio fu l`imperatore Claudio che cercò di separare i due segni, senza riuscirci, al punto che l`uso indiscriminato di u e v durò per molto tempo.
1. In Epigravia, la V. è abbreviazione di molti nomi (Valerius, Vopiscus, Vitellius). Sta anche per vale, per uti, per urbs. V. A. sta per vixit annos o annis...; V. C. per vir consolaris, vir clarissimus, o anche urbs condita; V. E. per vir egregius; V. P. per vir perfectissimus. 2. Come numerale è simbolo del cinque, anche se sembra che più che la lettera V, intesa come metà della lettera X rappresentasse una mano stilizzata. 3. In chimica è simbolo del Vanadio. 4. In fisica indica la velocità.

Vedette
Termine francese, indica una parte della composizione tipografica sulla quale è necessario attirare l'attenzione del lettore (v. anche ''fromage'').

Versione dei Settanta
Si intende con questo termine, e con la sigla LXX la prima versione greca della Bibbia (v.), fatta ad Alessandria d'Egitto ad uso degli ebrei ivi residenti, che ormai non comprendevano più la lingua ebraica. E' detta per questo anche ''Alessandrina''. Iniziata intorno al III sec. a.C., fu compiuta sul principio del II sec. a.C. Seguita anche dai primi cristiani, fu la base anche delle prime traduzioni latine.

Volet
Termine francese, sta per "aletta".

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