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Prima Collettiva Innaturalista a Milano Anno 2009
Il MOVIMENTO INNATURALISTA nasce a Milano il primo gennaio 2009 attorno al manifesto omonimo pubblicato sul sito http:/www.innaturalismo.com/
Il MOVIMENTO INNATURALISTA muove dal rifiuto dell'attuale sistema artistico ed esprime un giudizio fortemente negativo nei confronti dell'arte dell'ultimo mezzo secolo. Gli Innaturalisti ritengono che tranne poche eccezioni, dopo la fine delle avanguardie, l'arte si sia ridotta a un'accademia modernistica fatta da professionisti guidati dall'interesse economico.
Il Movimento Innaturalista si rifà allo spirito originario delle avanguardie: disprezzo totale nei confronti dell'arte e della critica mercificata, avventura libera della creazione, responsabilità morale dell'artista, sincerità assoluta dell'espressione.
Il MOVIMENTO INNATURALISTA non è l'ennesima astuzia per lanciare un prodotto artistico sfruttando l'attuale crisi del mercato e quella economica e morale del Paese. Una volta tanto gli artisti innaturalisti non hanno secondi fini. Essi sono mossi soltanto da finalità artistiche e appunto in questo risiede la loro straordinaria novità nel panorama attuale.
L'Arte Innaturalista muove dalla presa d'atto del totale snaturamento della condizione umana.
Essa registra il nulla irreversibile in cui, dietro un'apparente felicità alla portata di tutti, è scivolata l'attuale società. Le opere Innaturaliste si fanno specchio di questo snaturamento e di questa nullità ormai planetaria, riflettendone i multiformi aspetti talvolta con ironia, sempre senza retorica e inutili commiserazioni.
Il MOVIMENTO INNATURALISTA non propone né uno stile né un modello unitario: ritiene superato questo aspetto delle avanguardie.
Il MOVIMENTO INNATURALISTA nasce come gruppo aperto. Lo scopo della mostra è far conoscere le opere degli artisti e le idee che le sorreggono anche per allargare e far crescere il Movimento.
In questa prima collettiva vengono esposte le opere di sette pittori Innaturalisti: Silvano BRUSCELLA, Alfio CATANIA, Fulvio MARTINI, Jimmy RIVOLTELLA, Luca PALAZZI,Alessandro SCAPINELLI, SKAWALKER.


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Maison Bouasse-Lebel Editore parigino
Video promozionale dell'ultima pubblicazione degli amici Flavio Cammarano e Aldo Florian dal titolo "Santini e Storia di un Editore parigino" Maison Bouasse-Lebel , un volume davvero irrinunciabile per tutti i Collezionisti dei "SANTINI".  

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Francesco LONDONIO
Serie di acqueforti del milanese Francesco LONDONIO Roma 1763. Dedicati al Cavagliere Inglese DUNDAS*, sono 12 acqueforti su carta e ritoccate a biacca a mano dallartista,

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L`atelier de reliure Nadine Dumain
Semplicemente bellissimo
VIDEO DEDICATO a tutti gli amanti del LIBRO

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La Biblioteca Vaticana verso la riapertura

Dopo due anni di lavori e a 14 mesi dal ritorno degli studiosi, i primi dipendenti della Biblioteca vaticana entrano nei locali completamente ristrutturati, prende forma il nuovo ascensore nel cortile e cominciano a rientrare anche i manoscritti. Viaggio alla scoperta di tutte le novità della Biblioteca del Papa.

A due anni dalla chiusura agli studiosi esterni, la Biblioteca apostolica vaticana è ancora un grande cantiere, che non si ferma nemmeno in questi mesi d’estate. Ma sotto il sole di luglio sono iniziati anche i primi “rientri” di volumi, in vista della riapertura, programmata per settembre del 2010. E anche il personale della Biblioteca comincia a trasferirsi nei locali ristrutturati. Ecco il laboratorio fotografico e digitale, per la riproduzione di testi, nella sua nuova collocazione al quarto piano dell’edificio che più è stato interessato dai lavori di consolidamento e restauro. Così era a febbraio di quest’anno, e così è oggi, dove in precedenza era ospitato un deposito di volumi.

Ai due piani inferiori quasi tutto è pronto per far rientrare foto, pellicole e microfilm dell’archivio fotografico, che già si trovava in questi spazi, oggi completamente rinnovati con questa soluzione a tramezzatura e climatizzati. Si è provveduto anche a restaurare tutte le decorazioni alle pareti e a creare questa sala per la conservazione, a temperature molto basse, delle vecchie pellicole acetate. L’archivio sarà così distinto in archivio storico o di conservazione, su un piano, e in archivio di fruizione, sull’altro, per esaudire le sempre più numerose richieste di consultazione da parte degli studiosi.

Al primo piano dell’edificio è stato creato questo nuovo deposito per manoscritti che non necessitano di particolare climatizzazione, ricavato nel grande salone di consultazione dei manoscritti, spostando in avanti anche il busto di Pio XI che i frequentatori della sala conoscono bene. Scendendo nei sotterranei dell’edificio, arriviamo al deposito manoscritti, detto anche “bunker”. Ecco com’era prima dell’inizio dei lavori e com’era il 14 luglio, quando è iniziati il rientro dei preziosissimi manoscritti custoditi per più di un anno nei depositi dell’Archivio Segreto Vaticano. Le pareti sono state trattate con vernici speciali che impediranno il diffondersi delle polveri, e materiali simili sono stati utilizzati per la nuova pavimentazione. E’stato completamente cambiato l’impianto di climatizzazione, i cui motori principali sono ora all’esterno dell’edificio, per evitare rischi per il personale e i manoscritti, e sempre per motivi di sicurezza è stata creata l’uscita di emergenza sul cortile della Biblioteca, prevista nel progetto originario e mai realizzata.

Ed è proprio il cortile della Biblioteca il cuore dei lavori più imponenti: ecco com’era prima della chiusura al pubblico e come è oggi. Accostato al lato sinistro della parete dell’edificio che ospita la sala di consultazione manoscritti, l’archivio e il laboratorio fotografico, sta prendendo forma il nuovo ascensore che collegherà tutti questi spazi, lo stesso cortile e il deposito manoscritti nel sottosuolo. Permetterà al personale delle Biblioteca e delle ditte esterne di muoversi senza dover attraversare la sala di consultazione, come avveniva in passato, con evidente disagio per gli studiosi e rischi per i manoscritti, i libri e gli oggetti d’arte.

Sul lato destro della stessa parete il vecchio ascensore per gli studiosi viene alzato di un piano, ingrandito e reso più comodo con un accesso diretto dall’ingresso della Biblioteca. Gli operai stanno rinforzando il vano che lo ospita, che è stato ampliato e sarà dotato di nuovi accessi, uno dei quali permetterà di salire al Salone Sistino, che tornerà ad essere una Sala di Consultazione, con volumi a scaffale aperto a disposizione degli studiosi.



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