Millauer, Maximilian
Böhmens Denkmale der Tempelherren. Sammt einer treuen Darstellung der Glasmahlerey bei Sankt Anna in Prag
Prag, Gottlieb Haase, 1822
Descrizione fisica
Opuscolo proveniente da grande collezione, rilegato in mezza tela blu con piatti marmorizzati in blu e nero, titoli dorati al dorso, ex-libris inciso “VADREIT” applicato alla seconda copertina.
Formato cm 13 × 23,5; pagine VIII, 53, (1); al fine una grande tavola litografica più volte ripiegata raffigurante la decorazione vetraria della chiesa di S. Anna a Praga (Treue Darstellung der Glasmalerei…).
Le carte, di bella e ancora robusta qualità, mostrano leggero foxing ma ottima freschezza complessiva. Buona copia, genuina e integra.
Contenuto e interesse
Prima e rara edizione di uno studio fondamentale sui monumenti templari della Boemia, pubblicato per gli Abhandlungen der königl. böhm. Gesellschaft der Wissenschaften (Atti della Reale Società Boema delle Scienze).
L’opera raccoglie e commenta numerosi siti e testimonianze templari nel territorio boemo e moravo, unendo l’analisi storico-religiosa, simbolica e archeologica.
Tra i capitoli principali:
- I segni templari di Bubin, Eger, Pottenstein, Heuraffel e Littitz;
- I monumenti templari di Schönbrunn e Waltenhof;
- Simboli biblici, iscrizioni e motivi iconografici associati all’Ordine;
- L’importante sezione finale dedicata alla chiesa di Sant’Anna a Praga, con descrizione della vetrata decorata conservata nel convento soppresso e attribuita a A. Langweil, autore dei disegni originali riprodotti nella grande tavola.
Il frontespizio reca la firma completa dell’autore, Maximilian Millauer (1759–1831), canonico cistercense, teologo e storico, docente all’Università di Praga e direttore della Königl. Böhmische Gesellschaft der Wissenschaften.
Le tavole
La grande tavola litografica multipla, incisa da Gottlieb Haase in Praga, reca la dicitura:
“Treue Darstellung der Glasmalerei an den fünf nördlichen Fenstern der Kirche des ehemaligen St. Anna Klosters in der Altstadt Prag. Gezeichnet v. A. Langweil.”
Le cinque sezioni mostrano disegni araldici e simbolici (croci, squadre, compassi, astri, leoni, mani, e altri emblemi), con evidenti riferimenti massonici e templari. La tavola, più volte ripiegata, rappresenta una preziosa testimonianza iconografica del primo Ottocento sulle sopravvivenze simboliche dell’Ordine in area boema.
Contesto storico
L’opera nasce in un momento di grande interesse per la riscoperta romantica dei Templari e delle loro leggende in Europa centrale. In particolare, a Praga e in Boemia si moltiplicarono tra 1810 e 1830 gli studi su simboli, cripte e rovine templari, interpretate in chiave ermetico-religiosa.
Millauer, di formazione cistercense, si distingue per l’approccio scientifico e documentario, basato su fonti archivistiche, iscrizioni e testimonianze materiali, anticipando la metodologia che sarà poi seguita dagli studiosi di archeologia sacra mitteleuropea.
Provenienza
L’esemplare proviene dalla medesima raccolta caratterizzata dall’ex-libris inciso “VADREIT”, con braccio in armatura che regge un’asta con banderuola crociata: simbolo ricorrente nei volumi di area cavalleresca e giovannita, indice di una collezione tematica dedicata agli ordini religiosi e militari dell’Europa centrale.
Collegamento con la raccolta giovannita e significato comparativo
Questo raro studio di Maximilian Millauer rappresenta, nel contesto della raccolta, la premessa storica e simbolica del successivo filone dedicato agli Ordini cavallereschi cristiani.
Pubblicato a Praga nel 1822 — appena dopo la Restaurazione e in un clima di fervente riscoperta romantica delle origini templari — il volume costituisce un anello di congiunzione tra l’erudizione settecentesca e la nascente storiografia cavalleresca mitteleuropea.
L’attenzione di Millauer per i monumenti templari boemi e per la persistenza dei simboli massonici e cristologici (croci, stelle, lune, compassi) si pone in diretto rapporto con gli studi più tardi sull’Ordine di San Giovanni, come quelli di Freysar, Schade e Seitz, anch’essi rappresentati nella stessa raccolta.
Dove Seitz sistematizza filologicamente la storia delle commende giovannite, Millauer anticipa — con spirito ancora romantico e teologico — la riflessione sulle radici spirituali comuni dei Templari e dei Giovanniti, individuandole nel linguaggio simbolico dell’architettura e delle arti sacre.
Per la sua antichità (1822) e la stretta connessione con le indagini praghese sulla simbologia templare, l’opera assume un valore di fondamento storico e iconografico della collezione cavalleresca “VADREIT”, completandone idealmente l’arco cronologico:
dal romanticismo templare di inizio Ottocento (Millauer),
alla ricostruzione storica slesiana di metà secolo (Schade),
fino alla sistematizzazione archivistica svizzera del primo Novecento (Seitz).






















