AA.VV. – Il Sempione. Numero di Natale dell’Illustrazione Italiana
Milano, Fratelli Treves Editori, 1906
Dati editoriali
- Milano, Fratelli Treves Editori
- Anno: 1906
- Formato: in-folio (cm 30 × 41)
- Pagine: 48
- Numerazione continua
- Apparato iconografico: ricchissimo, quasi ogni pagina illustrata
- Tavole: numerose tavole a colori a piena pagina da acquerelli di A. Ferraguti e R. Salvadori; fotografie d’epoca e vignette in b/n
Legatura
Cartonato editoriale originale, illustrato a colori.
- Copertina anteriore: la celebre tavola di Riccardo Salvadori raffigurante il giovane operaio del traforo del Sempione (datata 1905-1906).
- Quarta di copertina: splendida pubblicità d’epoca bicroma e tricroma (bianco, nero, rosso).
Minimi segni d’uso ai bordi; esemplare nel complesso in ottime condizioni, raro in questa freschezza.
Descrizione del contenuto
Numero monografico interamente dedicato al Sempione, alle sue valli, al traforo ferroviario e alle grandi opere ingegneristiche del tempo.
Le illustrazioni comprendono:
- Acquerelli di Angelo Ferraguti: Domodossola, Iselle, il torrente Diveria, il mercato di Domodossola, paesaggi alpini innevati, mulattiere e carrozze postali.
- Opere di Riccardo Salvadori: scene di vita quotidiana sul passo, diligenze estive e invernali, la copertina iconica.
- Documentazione fotografica originale: operai nelle gallerie, ingegneri, cantieri e macchinari.
- Ampio testo tecnico e storico firmato da Giuseppe Colombo, destinato a celebrare l’apertura del traforo ferroviario più lungo del mondo all’epoca (19.803 metri).
Contenuti principali (in evidenza)
- Storia della strada napoleonica e dei collegamenti alpini
- Le prime esplorazioni del valico
- Il vecchio ospizio napoleonico del Sempione
- Le grandi imprese ingegneristiche: perforazioni, cantieri, logistica, tecnologie
- Vita quotidiana nei paesi alpini prima dell’arrivo della ferrovia
- Trasporti, diligenze, merci e posta nel periodo pre-ferroviario
- Ampio reportage fotografico sugli operai (“L’ultimo bolognino”)
- Paesaggi e vita di Domodossola e della Val d’Ossola a inizio ’900
Analisi iconografica
Il volume rappresenta uno dei più alti esempi dell’editoria illustrata italiana del primo ’900.
Le tavole a colori mostrano:
- Tecnica pittorica mista (acquerello + gouache)
- Uso raffinato della luce alpina e dei contrasti stagionali
- Grande attenzione ai dettagli etnografici: abiti, cavalli, finimenti, attrezzi
- Documentazione di paesaggi oggi profondamente mutati
Le illustrazioni a piena pagina hanno un forte valore documentario:
- ritraggono la condizione operaia
- fissano luoghi oggi scomparsi o trasformati
- sono firmate da due grandi maestri dell’illustrazione italiana.
Importanza storico-editoriale
Questo “Numero di Natale” del 1906 coincide con l’apertura ufficiale del Traforo del Sempione, inaugurato il 19 maggio 1906 da Vittorio Emanuele III e dal presidente francese Fallières.
L’illustrazione italiana dedicò a tale evento un numero celebrativo che è oggi:
- importante documento della modernità italiana
- testimonianza dell’epopea ingegneristica pre-bellica
- uno dei più bei numeri speciali pubblicati da Treves
- ricercato per le tavole di Salvadori e Ferraguti, oggi molto apprezzati nel mercato collezionistico.
Stato di conservazione
- Esterni: minimi segni del tempo al cartonato, lieve sfregamento al dorso
- Interni: perfetti; carta molto fresca, tavole nitide e senza fioriture
- Nessuna mancanza, nessuno strappo
Volume decisamente superiore alla media degli esemplari circolanti.
Approfondimento sugli illustratori: Angelo Ferraguti e Riccardo Salvadori
Angelo Ferraguti (1851–1912)
Pittore, acquerellista e illustratore parmense, Ferraguti fu uno dei protagonisti dell’illustrazione italiana di fine Ottocento e primo Novecento. Formatosi all’Accademia di Parma, maturò uno stile personale fondato su un naturalismo lirico, fatto di luce morbida, trasparenze e un senso profondamente emotivo del paesaggio. Collaborò con L’Illustrazione Italiana, La Lettura, La Domenica del Corriere e con i maggiori editori dell’epoca (tra cui Treves).
Il suo segno è immediatamente riconoscibile:
- stesure ad acquerello di altissima qualità, dalla vena quasi impressionista
- capacità di rendere l’atmosfera del paesaggio montano con grande sensibilità luministica
- attenzione ai dettagli etnografici, soprattutto nelle scene di vita rurale e alpina
- composizioni equilibrate e delicate, spesso dominate da cieli ampi e tonalità fredde
Nel numero dedicato al Sempione, Ferraguti mette a frutto la sua conoscenza profonda dei paesaggi alpini, restituendo con rara fedeltà cromatica l’ambiente naturale, le architetture minori e la vita quotidiana di Domodossola e dell’Ossola preindustrializzata. Le sue tavole hanno oggi un forte valore documentario oltre che artistico.
Riccardo Salvadori (1866–1927)
Illustratore, pittore e scenografo, Salvadori fu uno dei nomi più eminenti dell’immaginario visivo italiano tra Otto e Novecento. Napoletano di nascita e milanese d’adozione, collaborò per decenni con la casa editrice Treves, diventando una delle firme principali de L’Illustrazione Italiana e de La Lettura. Fu anche scenografo per il Teatro alla Scala, attività che influenzò profondamente il suo modo di costruire la scena e il movimento nei dipinti.
Caratteristiche distintive della sua arte:
- un segno energico, virile, spesso drammatico
- figure forti e plastiche, modellate con gusto quasi scultoreo
- grande capacità narrativa, eredità della tradizione verista napoletana
- tavolozze intense e dinamiche, con ampio uso di contrasti
La sua tavola di copertina di questo “Numero di Natale” del 1906 – il giovane operaio della galleria del Sempione, torso nudo, illuminato da una luce epica – è uno degli esempi più noti della sua produzione: un’immagine iconica del mito del progresso, dell’eroe moderno, del lavoro come forza creatrice. Firmata e datata (1905-06), rappresenta un manifesto dell’epica industriale che caratterizzò la cultura figurativa italiana dei primi anni del Novecento.
Valore storico e collezionistico degli illustratori nella pubblicazione
La presenza combinata di Ferraguti e Salvadori rende questo numero dell’Illustrazione Italiana un oggetto particolarmente ricercato, poiché unisce due linee distinte dell’arte italiana:
- Ferraguti → lirico e contemplativo
- Salvadori → monumentale ed epico
Insieme offrono una visione completa del Sempione: da un lato l’ambiente naturale e la vita civile, dall’altro il mito tecnologico e il sacrificio umano dei lavoratori. Per questo, il numero del 1906 è considerato uno dei più alti esempi di illustratore-reportage della modernità italiana.


















