Achille Grimaldi
Coltivazioni Erbacee
Bologna, Edizioni Agricole, 1950
Descrizione bibliografica:
Volume in formato cm 14 × 21,5, pp. VII, (1), 418, con alcune illustrazioni fotoincise fuori testo. L’opera appartiene alla collana “Manuali di Economia e Tecnica Agraria”, precisamente al Corso di Agronomia e Coltivazioni – Vol. II, redatto da uno dei maggiori studiosi italiani di agronomia del Novecento.
Legatura e stato di conservazione:
Legatura originale in cartoncino editoriale con grande vignetta rurale stilizzata in rosso al centro e titoli al piatto e al dorso. La coperta presenta fioriture diffuse, come tipico delle Edizioni Agricole del periodo, ma risulta solida e ben conservata. Interni perfetti, cartaceo pulito, nessuna sottolineatura o difetto strutturale. Copia complessivamente buona e superiore alla media.
Contenuto dell’opera:
Manuale universitario e tecnico di largo impiego negli anni Cinquanta, dedicato alla coltivazione di tutte le principali specie erbacee dell’economia agricola italiana. Tra gli argomenti affrontati:
- principi generali di agronomia e fisiologia colturale;
- tecniche di lavorazione, semina, concimazione e rotazione;
- grano, orzo, segale, avena, mais, miglio, sorgo;
- leguminose da granella e da foraggio;
- piante industriali erbacee (canapa, lino, barbabietola, tabacco ecc.);
- descrizione delle principali varietà italiane selezionate e delle rese agronomiche;
- macchine, attrezzature, pratiche innovative del dopoguerra.
Opera di riferimento per studiosi, collezionisti di agricoltura storica e ricercatori sulle tecniche agrarie italiane del XX secolo.
Nota biografica – Achille Grimaldi (1891–1964)
Achille Grimaldi fu uno dei più autorevoli agronomi italiani della prima metà del Novecento, figura di rilievo nella definizione dei programmi agrari universitari e tra i protagonisti dell’ammodernamento tecnico delle coltivazioni erbacee in Italia. Nato nel 1891, si formò in piena età positivista, in un contesto in cui la scienza agronomica italiana cercava di allinearsi ai modelli sperimentali tedeschi e francesi. Il suo percorso accademico lo portò a diventare professore ordinario di Agronomia e Coltivazioni Erbacee presso l’Università di Perugia, dove fu per decenni punto di riferimento per generazioni di studenti, tecnici e ricercatori.
La sua attività scientifica si concentrò su tre fronti principali:
- Miglioramento agronomico delle colture erbacee (cereali, leguminose, foraggere), con un’attenzione particolare alle varietà autoctone e alla loro adattabilità ai diversi ambienti pedoclimatici italiani.
- Tecniche colturali e organizzazione agraria, mirate all’ottimizzazione delle rese e alla razionalizzazione delle pratiche agricole in un’Italia ancora fortemente rurale.
- Divulgazione tecnico-scientifica, grazie a una scrittura limpida e metodica che rese i suoi manuali strumenti fondamentali per agricoltori, studenti, periti agrari e funzionari pubblici.
Per le Edizioni Agricole di Bologna, tra i principali editori del settore, Grimaldi pubblicò alcuni dei volumi più importanti della collana Manuali di Economia e Tecnica Agraria, fra cui Coltivazioni erbacee, Coltivazioni arboree, Principi di agronomia e numerosi contributi specialistici e aggiornamenti. I suoi testi ebbero ampia diffusione dagli anni Trenta ai Cinquanta e restano oggi preziose testimonianze dell’evoluzione delle metodologie colturali nel periodo pre-industriale e post-bellico.
La produzione scientifica di Grimaldi è caratterizzata da un forte rigore sperimentale e da un approccio didattico innovativo, che coniugava osservazione sul campo, prove agronomiche e sistematicità espositiva. Sotto la sua influenza, l’agronomia italiana compì un significativo passo verso una maggiore specializzazione e una più stretta interdipendenza con la ricerca internazionale.
Achille Grimaldi morì nel 1964, lasciando un patrimonio bibliografico tuttora ricercato e una vasta eredità nella formazione di tecnici e studiosi che avrebbero guidato l’agricoltura italiana del secondo dopoguerra.
Contesto storico-agronomico (Italia, anni ’30–’40)
Il volume si colloca nel quadro della politica agraria italiana tra gli anni Trenta e la prima metà degli anni Quaranta, un periodo segnato da un forte intervento statale nel settore primario. La battaglia del grano, avviata nel 1925, aveva imposto la necessità di aumentare l’autosufficienza cerealicola nazionale, stimolando la ricerca varietale, la selezione di frumenti più produttivi e l’estensione delle superfici coltivate, anche in aree fino ad allora marginali. In questo contesto, gli istituti agronomici e le stazioni sperimentali promuovevano studi dedicati alle colture di montagna, ritenute importanti per sfruttare superfici mai adeguatamente valorizzate.
Le pubblicazioni tecniche del periodo – come questa di Achille Grimaldi – rispondono a questa esigenza: documentano esperimenti su frumenti rustici e resistenti, analizzano rese e adattabilità climatica, e propongono tecniche di coltivazione razionali pensate per contadini e consorzi agrari delle Alpi e dell’Appennino. Si tratta dunque di opere profondamente legate alla politica autarchica ma allo stesso tempo di grande valore storico, perché testimoniano l’evoluzione dell’agronomia italiana in condizioni ambientali difficili, mostrando il passaggio da una tradizione empirica a una sperimentazione più scientificamente indirizzata.












