Alessandro Besozzi
Italia e Palestina
Milano, Edizioni «Alpes», 1930
Dati editoriali
Alessandro Besozzi, Italia e Palestina. Milano, Edizioni «Alpes», 1930.
Volume in 8° (cm 20 × 14), pp. 302, (2). Brossura editoriale originale in carta leggera illustrata in nero e rosso, titoli al dorso. Completo della carta geografica della Palestina, a colori e più volte ripiegata.
Descrizione fisica
Esemplare in brossura originale, con coperta illustrata raffigurante l’Arco di Tito e la Croce di Gerusalemme, secondo la tipica estetica grafica delle Edizioni Alpes degli anni ’20–’30. La carta è leggermente ingiallita con normali fioriture, minimi difetti marginali alla coperta, ma complessivamente ottima copia. La grande carta geografica della Palestina è integra, senza strappi né mancanze, elemento raro e spesso assente negli esemplari circolanti. Timbro a secco editoriale alla pagina del titolo.
Contenuto principale
Opera di viaggio, osservazione storica e riflessione politico-culturale ambientata nella Palestina del Mandato Britannico (1920–1948). Besozzi alterna descrizioni paesaggistiche e archeologiche (Gerusalemme, Giudea, Samaria, Galilea), note di carattere biblico e storico, osservazioni sui popoli e sui costumi locali, oltre a considerazioni sul ruolo dell’Italia nel Mediterraneo e sui richiami ideali tra romanità e Terra Santa. Una testimonianza significativa del crescente interesse italiano verso il Vicino Oriente e la questione palestinese negli anni ’30, prima ancora della fase espansiva della politica coloniale.
La carta geografica della Palestina
La grande carta a colori, stampata su carta leggera e più volte ripiegata, presenta confini amministrativi del Mandato Britannico, linee ferroviarie, centri abitati, distanze, principali aree bibliche e toponomastica moderna. È una carta di notevole interesse storico, spesso mancante nelle copie e in questo caso presente e ben conservata.
Nota storica sulle Edizioni Alpes
Le Edizioni «Alpes» furono una casa editrice milanese attiva tra gli anni ’20 e ’40, specializzata in saggi politici, geografici e coloniali, biografie, reportage di viaggio e opere di orientamento cattolico. Nacquero dall’esperienza culturale di Angelo Fortunato Formiggini, ma si affermarono con una propria linea editoriale fortemente caratterizzata: copertine illustrate di impatto, attenzione grafica, chiara vocazione internazionale e un catalogo attento alle tematiche geopolitiche contemporanee. Tra i loro titoli figurano opere su Medio Oriente, Africa Settentrionale, Balcani, missioni cattoliche e viaggi religiosi. Italia e Palestina si inserisce a pieno titolo in questa produzione, unendo reportage, archeologia biblica e interesse politico.
Approfondimento sull’autore Alessandro Besozzi
Alessandro Besozzi (attivo tra gli anni Venti e Quaranta del Novecento) fu giornalista, viaggiatore e autore di saggi geografico-politici destinati a un pubblico colto e attento alle trasformazioni internazionali del periodo fra le due guerre. Collaborò con diverse riviste italiane e si dedicò a reportage dall’estero, con particolare interesse per l’area mediterranea, il Vicino Oriente e le regioni di tradizione biblica. La sua scrittura alterna osservazioni dirette, riflessioni storiche e digressioni culturali, con un taglio spesso vicino alla divulgazione colta più che alla pura analisi geopolitica. Italia e Palestina rappresenta una delle sue opere più note, in cui combina la dimensione del viaggio con una lettura dell’Oriente profondamente influenzata dalle correnti culturali italiane degli anni Trenta.
Le fonti e il metodo di osservazione di Besozzi
Besozzi impiega un approccio che unisce osservazione diretta, consultazione di fonti storiche e uso di materiali cartografici contemporanei. Nei suoi testi alterna descrizioni paesaggistiche e urbane con riferimenti ai testi biblici, alla storiografia classica e ai resoconti degli esploratori dell’Ottocento, mostrando una solida cultura geografico-letteraria. Le sue note di viaggio derivano da sopralluoghi effettivi nei luoghi descritti, raccolta di testimonianze locali, dialoghi con funzionari britannici e missionari, nonché dalla lettura delle relazioni pubblicate dalle autorità del Mandato, che negli anni Trenta costituivano uno dei principali strumenti di comprensione del territorio. Il metodo di Besozzi rimane pertanto ibrido e tipicamente novecentesco: un intreccio di reportage, narrativa di viaggio e analisi storica, volto a offrire al lettore italiano un quadro insieme suggestivo, documentato e politicamente significativo della Palestina contemporanea.
Contesto storico: la Palestina sotto Mandato Britannico
Il viaggio e il resoconto di Besozzi si collocano nel pieno del Mandato Britannico sulla Palestina (1920-1948), istituito dalla Società delle Nazioni dopo la dissoluzione dell’Impero Ottomano. Gli anni Venti e Trenta furono segnati da mutamenti profondi: l’immigrazione ebraica favorita dalle autorità britanniche, le tensioni con la popolazione araba, lo sviluppo di nuove infrastrutture e la crescente rilevanza politica di Gerusalemme come centro internazionale. In questo clima, la Palestina divenne oggetto di grande interesse per studiosi, missionari, viaggiatori e giornalisti europei, attratti sia dal suo valore religioso sia dalla sua importanza strategica nello scenario mediorientale. L’opera di Besozzi riflette chiaramente questo contesto, restituendo una fotografia culturale e politica di un territorio in rapido mutamento, ancora sospeso tra tradizioni ottomane, presenza coloniale britannica e fermenti nazionalisti.










