Alessandro Capra, La nuova architettura militare d’antica rinovata, Bologna, Giacomo Monti, 1683
Autore: Alessandro Capra
Titolo: La nuova architettura militare d’antica rinovata da Alessandro Capra architetto, e cittadino cremonese; divisa in tre parti, con l’indice, e loro argomenti
Luogo, editore e data: Bologna, per Giacomo Monti, 1683
Edizione: prima edizione
Formato: in-4°, circa cm 21,5 × 15
Paginazione: (16), 184 pp.
Illustrazioni: 97 incisioni complessivamente presenti nell’esemplare, comprendenti frontespizio figurato, ritratto dell’autore, numerosissime xilografie tecniche nel testo e a piena pagina e 4 grandi tavole più volte ripiegate. Dal confronto con un esemplare completo risulta assente una sola tavola ripiegata (Tavola posta tra la pagina 104 e 105).
Legatura: piena pergamena rigida, dorso con tassello in pelle rossa e titolo impresso in oro.
Stato dell’esemplare: ben legato; carte sane e forti; impressioni generalmente vigorose e ben inchiostrate.
L’opera e la sua importanza bibliografica
La nuova architettura militare d’antica rinovata appartiene alla fase conclusiva dell’attività editoriale di Alessandro Capra e costituisce una delle testimonianze più interessanti dell’ingegneria militare e meccanica italiana del tardo Seicento. La presente edizione bolognese del 1683 è l’edizione originale autonoma dell’opera, precedente di oltre trent’anni alla rielaborazione collettiva del 1717. L’esistenza dell’edizione del 1683 con questa specifica intitolazione, attribuita a Giacomo Monti, è confermata da cataloghi e collezioni istituzionali, fra cui la National Gallery of Art e collezioni bibliografiche europee.
La successiva edizione del 1717, pubblicata a Cremona da Pietro Ricchini, riunirà infatti la precedente Nuova architettura famigliare del 1678 e la presente Nuova architettura militare del 1683 in un’opera complessiva di architettura civile e militare. Ne consegue che il volume qui descritto conserva un preciso interesse quale testimonianza della prima formulazione editoriale dell’opera militare di Capra, nella forma in cui l’autore volle presentarla autonomamente.
Alessandro Capra: architetto, ingegnere e inventore
Alessandro Capra fu architetto e tecnico cremonese attivo nel XVII secolo. Treccani lo ricorda come autore di opere di architettura e attribuisce al suo progetto la cattedrale di Pontremoli, iniziata nel Seicento; la sua attività si colloca all’intersezione fra architettura civile, fortificazione, geometria applicata e costruzione di macchine.
Particolarmente significativa, anche sulla base della prefazione visibile nel presente esemplare, è la componente autobiografica della sua formazione. Capra dichiara di essersi dedicato fin dalla giovinezza all’architettura civile e militare, di avere seguito Giacomo Erba e di aver maturato esperienza concreta nelle campagne militari e nelle fortificazioni. È quindi un autore che non presenta la materia soltanto come esercizio teorico, ma tende costantemente a ricondurre geometria, costruzione e meccanica all’esperienza operativa.
Questo elemento distingue nettamente l’opera da molti trattati meramente compilativi: il libro appartiene alla cultura del tecnico-pratico seicentesco, nel quale sapere matematico, cantiere, architettura fortificata e costruzione di macchine formano un unico sistema.
La struttura in tre parti
Come documentano i tre distinti frontespizi interni presenti nell’esemplare, l’opera è articolata in tre parti autonome ma organicamente connesse.
La Parte prima è dedicata ai fondamenti geometrici necessari all’architettura militare moderna e affronta le modalità di fortificazione, compreso il sistema cosiddetto “all’olandese”. La geometria non è concepita come disciplina astratta, ma come strumento per determinare profili, angoli, distanze, spessori e proporzioni delle opere difensive.
La Parte seconda entra propriamente nel campo dell’architettura fortificata. Le immagini mostrano sezioni estremamente analitiche di baluardi, fossati, controscarpe, strade coperte, parapetti e terrapieni, accompagnate da lettere di richiamo e misure. Le grandi tavole ripiegate consentono di rappresentare strutture che non potrebbero essere comprese nella normale dimensione della pagina: sono dunque parte integrante del ragionamento tecnico, non meri ornamenti.
La Parte terza amplia considerevolmente l’interesse dell’opera entrando nel mondo delle macchine. Capra tratta leve, ruote, sistemi di sollevamento, carrucole, taglie, mulini, dispositivi per l’edilizia militare, macchine per battere pali, pompe e trombe per sollevare acqua. Proprio questa parte inserisce il volume nella più ampia tradizione europea dei cosiddetti “teatri di macchine”, genere tecnico-illustrativo di grande fortuna fra Cinque e Seicento. Anche Treccani inserisce Capra in questo contesto della letteratura sulle macchine.
L’apparato iconografico: 97 incisioni presenti
Questo è uno dei punti che meritano la maggiore valorizzazione nella scheda dell’esemplare.
Un conteggio materiale del volume porta a 97 incisioni effettivamente presenti (esclusi capilettera e finalini) , comprendendo il frontespizio figurato, il ritratto di Alessandro Capra, le numerose illustrazioni tecniche e decorative disseminate nelle tre parti e le quattro grandi tavole più volte ripiegate.
È un apparato figurativo di eccezionale densità per un trattato tecnico del periodo. Le xilografie non hanno semplice funzione decorativa: formano una vera grammatica visiva della tecnologia seicentesca. Le lettere alfabetiche applicate ai singoli componenti permettono al lettore di seguire la spiegazione del testo e di ricostruire mentalmente il funzionamento delle macchine.
Particolarmente suggestive sono le rappresentazioni dei sistemi di carrucole, degli argani, dei mulini, delle pompe e delle macchine da cantiere. In alcune tavole la figura umana è inserita accanto al dispositivo, consentendo di comprenderne immediatamente scala e modalità d’impiego; altrove l’oggetto viene sezionato per renderne intelligibile il funzionamento interno.
Le quattro grandi tavole ripiegate conservate rivestono particolare importanza bibliografica perché appartengono alla componente più fragile e più facilmente dispersa dei libri tecnici antichi.
Le grandi tavole di fortificazione
Le immagini dell’esemplare mostrano almeno due spettacolari tavole ripiegate dedicate ai sistemi di fortificazione. Sono rappresentazioni prospettiche e sezioni tecniche di forte efficacia didattica, nelle quali fossati, baluardi, controscarpe, strade coperte, parapetti e terrapieni vengono individuati mediante lettere e descrizioni.
Una tavola porta esplicitamente l’indicazione del profilo adottato per fortificazioni “moderne all’italiana”, mentre un’altra confronta o illustra modelli di fortificazione riferiti alla pratica olandese. Si tratta di materiale di particolare interesse per chi studia la trasformazione della difesa urbana fra XVI e XVII secolo, quando l’artiglieria impose una radicale revisione delle fortificazioni medievali.
Il libro diviene così anche una fonte primaria per lo studio della cultura della fortificazione bastionata.
Le macchine e la cultura tecnica del Seicento
Forse ancora più affascinante per il lettore contemporaneo è la terza parte.
Capra descrive macchine semplici e composte, sistemi di sollevamento e moltiplicazione della forza, carrucole multiple, pompe, dispositivi idraulici e strumenti destinati al cantiere. Le immagini mostrano con immediatezza la fase di passaggio fra la tradizione empirica medievale e una concezione progressivamente più razionale e geometrizzata della meccanica.
La tavola della macchina per battere i pali nelle fortificazioni, per esempio, mette in relazione una grande ruota dentata con un sistema di sollevamento e caduta del battente; altre xilografie illustrano taglie multiple e sistemi di carrucole destinati a ridurre la forza richiesta per il sollevamento.
È precisamente questa commistione fra fortificazione e tecnologia meccanica a rendere la Nuova architettura militare qualcosa di più di un semplice trattato militare.
L’edizione del 1683 e quella del 1717
Questo confronto va chiarito perché ha un peso determinante anche sul piano commerciale.
L’edizione Bologna, Giacomo Monti, 1683 è la prima pubblicazione autonoma della Nuova architettura militare. La versione Cremona, Pietro Ricchini, 1717 è invece una successiva edizione collettiva che riunisce la precedente opera di architettura famigliare del 1678 e quella militare del 1683.
Il 1717 possiede indubbiamente grande importanza perché costituisce la sistemazione complessiva e ampliata degli scritti architettonici di Capra. Tuttavia, dal punto di vista del collezionista di prime edizioni, il 1683 ha un fascino particolare: documenta il trattato militare nella sua forma originaria e appartiene direttamente alla prima storia editoriale dell’opera.
L’esemplare
Il presente esemplare conserva una piacevole e appropriata legatura in piena pergamena rigida, con tassello rosso al dorso e titolo dorato. La veste è coerente con la tipologia dei trattati scientifici e tecnici antichi e conferisce al volume quell’aspetto sobrio e autorevole particolarmente ricercato dal collezionismo bibliografico.
Le carte appaiono sane e consistenti, con buona conservazione generale dell’impressione. Le xilografie mostrano frequentemente neri pieni e leggibilità netta delle linee, caratteristica particolarmente importante in un’opera nella quale l’illustrazione svolge una funzione scientifica.
La presenza di quattro tavole ripiegate su cinque (manca la Tavola posta tra la pagina 104 e 105) deve essere descritta con trasparenza, ma non va trasformata nel criterio dominante per giudicare l’intero esemplare. Il volume conserva infatti il testo completo delle tre parti, i tre frontespizi divisionali, il ritratto, il vastissimo corpus xilografico e 97 incisioni complessivamente presenti.
In termini antiquariali, dunque, parlerei di esemplare ampiamente significativo e collezionisticamente importante, con una sola tavola ripiegata mancante (Tavola posta tra la pagina 104 e 105).
Interesse storico, scientifico e collezionistico
L’opera si presta contemporaneamente a più settori di raccolta: architettura militare, storia delle fortificazioni, ingegneria, meccanica, idraulica, storia delle macchine, storia della tecnologia, libri illustrati del Seicento e trattatistica scientifica italiana.
Questo carattere trasversale ne amplia considerevolmente l’interesse. Non è un libro destinato esclusivamente allo specialista di architettura militare: può attrarre anche il collezionista di trattati meccanici, di libri illustrati scientifici e di storia dell’ingegneria.
Il fatto che numerose immagini raffigurino strumenti e macchine realmente concepiti per l’uso rende inoltre il volume particolarmente efficace dal punto di vista divulgativo.
Stato dell’opera
Buona copia della rara prima edizione del 1683, in piena pergamena rigida con tassello rosso e titolo dorato al dorso. Carte sane e forti, apparato iconografico generalmente ben impresso. Conservate 97 incisioni complessive, comprese quattro tavole più volte ripiegate; dal raffronto con esemplare completo risulta mancante una sola tavola ripiegata.
Perché è interessante oggi
Perché permette di osservare dall’interno il laboratorio dell’ingegneria europea del Seicento. Fortificazioni, geometria, macchine, pompe, mulini, carrucole e dispositivi da cantiere sono illustrati non come curiosità, ma come strumenti di un sapere pratico fondato sull’esperienza.
È inoltre un libro straordinariamente “visivo”: le 97 incisioni consentono anche al lettore moderno di comprendere il funzionamento dei congegni e l’organizzazione delle difese senza dover possedere una formazione specialistica.
Perché è un acquisto consapevole
Si acquista una prima edizione seicentesca autonoma, e non una ristampa tarda, di uno dei principali trattati di Alessandro Capra. La copia conserva praticamente tutto il vastissimo apparato figurativo: 97 incisioni, incluse quattro grandi tavole ripiegate, oltre al ritratto e ai frontespizi delle parti.
La singola tavola mancante è un dato bibliografico preciso e chiaramente dichiarabile; va quindi considerata nella formazione del prezzo, ma all’interno di un esemplare che conserva una quantità e qualità di materiale iconografico del tutto rilevante.






































