Alfredo Viglieri
48 giorni sul «PACK»
Milano, A. Mondadori Editore, 1929
Descrizione bibliografica
Volume (dimensioni cm 23 × 15), Prima edizione, pagine: 263, (9). Illustrato con 31 fotografie fuori testo relative alla spedizione sul pack artico e 3 cartine geografiche che documentano le rotte, le zone di ricerca e la posizione dei relitti. Brossura editoriale originale in cartoncino con le ali, copertina figurata con celebri immagini dei superstiti e dell’apparecchio precipitato sulla banchisa; titoli al dorso. Ottima copia, con fisiologici minimi segni d’uso ai margini.
Contenuto e interesse dell’opera
Testimonianza diretta dell’aviatore Alfredo Viglieri, protagonista del drammatico tentativo di soccorrere la spedizione Nobile dopo il disastro del dirigibile Italia (1928). Il libro narra in prima persona le fasi della missione, il gelo, la precarietà dei mezzi, la sopravvivenza sul ghiaccio e la lunga attesa dei soccorsi. Le fotografie costituiscono una delle documentazioni più straordinarie del salvataggio artico: apparecchi rovesciati, tende ricavate con materiali di fortuna, cordate di recupero, gli idrovolanti svedesi di Lundborg e gli equipaggi italiani impegnati nella ricerca.
Stato di conservazione
Brossura integra, dorso completo e non restaurato, barbe editoriali in parte intonse, interni freschi. Rare fioriture iniziali e finali come d’uso, ma ottimo esemplare per questa edizione notoriamente fragile.
Il ruolo degli aviatori italiani nel soccorso alla spedizione Nobile (1928)
Il disastro del dirigibile Italia (maggio 1928), precipitato sul pack artico durante il ritorno dal Polo Nord, mise alla prova non solo la capacità tecnologica dell’aeronautica europea, ma anche lo spirito di iniziativa e il coraggio individuale degli aviatori italiani. L’intervento di soccorso, complesso e spesso burrascoso sul piano diplomatico, vide proprio negli equipaggi dell’Aeronautica del Regno alcuni dei protagonisti più esposti e risolutivi.
Fra essi spiccano Umberto Maddalena, comandante di idrovolanti pesanti S.55, e soprattutto Alfredo Viglieri, che nelle pagine del suo 48 giorni sul «Pack» lascia una delle testimonianze più vive e crudeli delle condizioni estreme dell’operazione: atterraggi forzati sulla banchisa, apparecchi rovesciati, tende improvvisate, cibo razionato e radio che funzionavano a intermittenza. L’aviatore svedese Einar Lundborg, celebrato per il salvataggio del generale Nobile, operò con il supporto tecnico e logistico degli italiani, i quali mantennero sulle aree di ricerca una continuità di volo e di osservazione che, nonostante perdite materiali e rischi enormi, contribuì in modo sostanziale alla localizzazione e alla sopravvivenza del gruppo della “Tenda Rossa”.
La spedizione di soccorso mostrò quanto l’aviazione italiana, pur giovane e ancora imperfetta, fosse già capace di operare fuori dai propri confini geografici in missioni complesse e multinazionali. Le ricognizioni artiche divennero così un banco di prova per la costruzione dell’immagine dell’aviatore-eroe, alimentata dalla stampa e dalla politica; un’immagine destinata a segnare profondamente la cultura aeronautica del Ventennio.
Le principali imprese aeronautiche italiane (1926–1931)
Un quinquennio straordinario, in cui l’Italia divenne uno dei riferimenti mondiali per voli di lunga distanza, record e crociere collettive.
1926 – Il volo Roma-Tokyo (Arturo Ferrarin e Carlo Del Prete)
Primo grande exploit aeronautico italiano del dopoguerra, simbolo dell’espansione tecnica del paese. Ferrarin e Del Prete dimostrarono l’affidabilità dei velivoli FIAT e la possibilità di utilizzare l’aereo come ponte culturale tra nazioni lontane. L’impresa ebbe un’eco immensa in Europa e in Giappone.
1927–1928 – Volo del Savoia-Marchetti e Coppa Schneider
Gli idrovolanti italiani, sviluppati da SIAI Marchetti e Macchi, raggiunsero livelli di eccellenza mondiale. Le competizioni della Coppa Schneider videro l’Italia gareggiare ad altissimo livello, con prestazioni di velocità e di manovrabilità che anticiparono la scuola dei futuristici Macchi M.72.
1928 – La tragedia del dirigibile Italia e i voli di soccorso
La caduta del dirigibile comandato da Umberto Nobile provocò la più vasta operazione di salvataggio artico mai tentata fino ad allora.
Le missioni italiane coinvolsero:
- idrovolanti S.55 e Dornier Wal,
- aviazione navale,
- equipaggi altamente specializzati (Maddalena, Viglieri, Zappi).
Fu una prova di resistenza estrema, immortalata nelle opere di Maddalena e Viglieri e destinata a segnare l’immaginario aeronautico mondiale.
1928–1929 – Il raid mondiale di Ferrarin e Del Prete (Roma–Bahia di 7.188 km)
Nuovo record assoluto di distanza in linea retta (non ancora omologato come primato mondiale ufficiale per ragioni di regolamento), ma universalmente riconosciuto come una delle più straordinarie imprese tecniche dell’epoca. Fu il trionfo della scuola motoristica FIAT e del rigore ingegneristico del maggiore Rosatelli.
1928–1930 – Le crociere aeree di Italo Balbo
Verso la fine degli anni Venti, Balbo trasformò la Regia Aeronautica in un’arma collettiva d’avanguardia attraverso le “crociere di massa”:
- 1928: Crociera del Mediterraneo occidentale
- 1929: Crociera del Mediterraneo orientale
- 1930–31: preparazione e grande Crociera Aerea Italia-Brasile, che costituirà il culmine del progetto di trasformare il volo in una dimostrazione di modernità statale.
Queste crociere ebbero una funzione duplice: addestrare equipaggi e dimostrare potenza simbolica. Le uniformi, la disciplina, i rituali di partenza e arrivo contribuirono alla costruzione del mito della Regia Aeronautica come corpo d’élite.
1931 – Consolidamento dell’immagine dell’aviatore italiano
L’uscita di opere come Voli per il mondo (Ferrarin) e Lotte e vittorie sul mare e nel cielo (Maddalena) rappresenta la maturazione di un’intera generazione.
In questi testi si percepiscono:
- la professionalizzazione tecnica,
- la fiducia nella macchina,
- il culto del volo come missione nazionale,
- l’importanza del reportage fotografico come documento e propaganda.
Sintesi interpretativa
Il periodo 1926–1931 rappresenta l’età dell’oro dell’aviazione italiana: da imprese individuali di pionieri coraggiosi si passa a grandi operazioni collettive, sostenute dallo Stato, dalla stampa e dall’industria.
Le opere di Ferrarin, Maddalena e Viglieri costituiscono il trittico narrativo più autentico di questa stagione.
Mostrano tre facce complementari del mito aeronautico:
- Il raid come conquista globale (Ferrarin).
- L’azione militare e di soccorso (Maddalena e Viglieri).
- La costruzione del prestigio nazionale (Balbo e le crociere).
Insieme fotografano un’Italia che voleva essere moderna, tecnica, internazionale – e che scelse il volo come linguaggio privilegiato per raccontarsi.












