R. P. D. Augustino Calmet
Dictionarium Historicum, Criticum, Chronologicum, Geographicum, et Literale Sacrae Scripturae
Authore R. P. D. Augustino Calmet, Ordinis S. Benedicti Abbate e Gallico in Latinum translatum a Joanne Dominico Mansi Congregationis Matris Dei Lucensi. Editio Veneta post Secundam cui addita fuerant & locis fui inferta ipsiusmet Auctoris supplementa Quarta longe emendatior & accuratior.
Venetiis, Apud Sebastianum Coleti, 1757
Due volumi in folio (cm 35 x 23), pp. XII, 144, 616 + 676. Traduzione latina a cura di Giovanni Domenico Mansi dell’imponente repertorio biblico del celebre benedettino francese Augustin Calmet. Edizione veneziana del 1757, accresciuta, corretta e integrata con supplementi dello stesso autore. Completa delle 28 tavole incise fuori testo, delle quali sei più volte ripiegate. Legatura coeva in piena pelle marmorizzata con ricche dorature ai dorsi. Esemplare in stato più che buono, internamente fresco e completo.
L’opera e il suo autore
Augustin Calmet (1672-1757), abate benedettino lorenese, fu una delle figure più autorevoli dell’erudizione biblica europea del XVIII secolo. Storico, esegeta, archeologo ante litteram e grande compilatore, dedicò la propria vita allo studio sistematico delle Sacre Scritture e delle civiltà del Vicino Oriente antico.
Il Dictionarium Historicum, Criticum, Chronologicum, Geographicum et Literale Sacrae Scripturae rappresenta uno dei vertici della sua produzione. Non si tratta di un semplice dizionario biblico, bensì di una vera enciclopedia della conoscenza sacra, concepita per offrire al lettore strumenti storici, geografici, archeologici, linguistici e cronologici indispensabili alla comprensione della Bibbia.
L’opera ebbe una straordinaria fortuna editoriale in tutta Europa e contribuì in modo decisivo alla nascita degli studi biblici moderni, introducendo un approccio che cercava di spiegare il testo sacro attraverso la storia, la geografia e le antichità orientali.
La presente traduzione latina fu curata da Giovanni Domenico Mansi (1692-1769), celebre erudito lucchese, destinato a divenire uno dei più importanti studiosi ecclesiastici del Settecento e autore della monumentale raccolta dei Concili.
Una vera enciclopedia illustrata del mondo biblico
L’aspetto più affascinante dell’opera risiede nell’eccezionale apparato iconografico, concepito non come semplice ornamento ma come autentico strumento didattico.
Le immagini documentano oggetti sacri, strumenti musicali, architetture, costumi sacerdotali, genealogie, geografia storica e ricostruzioni topografiche della Terra Santa.
Le tavole consentono al lettore settecentesco di visualizzare concretamente il mondo dell’Antico e del Nuovo Testamento, trasformando la lettura biblica in un’esperienza quasi archeologica.
L’apparato iconografico costituisce ancora oggi uno dei maggiori punti di interesse collezionistico dell’opera.
Apparato iconografico completo
Uno degli aspetti più notevoli di questa monumentale enciclopedia biblica è l’eccezionale corredo illustrativo, costituito da 28 tavole incise in rame, delle quali 6 più volte ripiegate, realizzate con finalità didattiche, storiche e antiquarie. Le immagini non svolgono una mera funzione decorativa, ma rappresentano un vero strumento di studio destinato a visualizzare luoghi, genealogie, oggetti sacri, costumi sacerdotali, strumenti musicali, itinerari geografici e concezioni cosmologiche della tradizione biblica.
L’esemplare risulta completo del seguente apparato iconografico:
Volume I
- Tavola ripiegata Terrae Promissae
- Tavola ripiegata Peculiaris Regionum
- Tavola Arbor Genealogica Adam et Evae
- Tavola Ara Thymiamatum
- Tavola Columnae Jachin et Booz
- Tavola Candelabrum Aureum
- Tavola ripiegata Itineris et Stationum Israelitarum in Deserto
- Tavola Altare Holocaustorum
- Tavola ripiegata Novus Conspectus Veteris Ierusalem
- Tavola Levitarum Vestitus
Volume II
- Tavola Dudaim seu Mauz Arabum
- Tavola Mandragora
- Tavola Systema Creationis Mundi juxta Moysem (prima parte)
- Tavola Systema Creationis Mundi juxta Moysem (seconda parte)
- Tavola Instrumenta Musica
- Tavola ripiegata Arbor Genealogica Descendentium Noe post Diluvium
- Tavola ripiegata Paradis Terrestris
- Tavola Tephili seu Phylacteria
- Tavola Panes Propositionis
- Tavola Pectorale
- Tavola Habitus Simplicis Sacerdotis
- Tavola Habitus Summi Pontificis
- Tavola Atrium Tabernaculi
- Tavola Teraphim Simulacra
- Tavola Numismatica Romana
- Tavola Numismatica Judaica I
- Tavola Numismatica Judaica II
- Tavola Numismatica Judaica III
Le tavole più spettacolari e ricercate
Tra le incisioni maggiormente apprezzate dai collezionisti spicca la grande Arbor Genealogica Descendentium Noe post Diluvium, conservata nel presente esemplare in eccellente stato. La composizione sviluppa in forma arborea la discendenza dei figli di Noè e la nascita delle nazioni del mondo antico, rappresentando una delle più suggestive sintesi genealogiche prodotte dall’erudizione biblica del XVIII secolo.
Di grande fascino è inoltre la tavola ripiegata Novus Conspectus Veteris Ierusalem, che propone una ricostruzione ideale della Gerusalemme antica con il Tempio, il Palazzo Reale e i quartieri urbani. L’incisione costituisce uno dei più interessanti esempi settecenteschi di archeologia biblica figurata.
Particolarmente importante per la storia della cartografia sacra è la Tabula Itineris et Stationum Israelitarum in Deserto, che ricostruisce il percorso dell’Esodo dall’Egitto alla Terra Promessa, mentre la Peculiaris Regionum illustra il bacino mediterraneo e le regioni evangelizzate dagli Apostoli.
Le fotografie dell’esemplare documentano inoltre la presenza della tavola Instrumenta Musica, una delle più celebri dell’intera opera. Vi sono raffigurati strumenti musicali citati nelle Scritture — lire, arpe, trombe, timpani, cimbali, sistro, sambuca e organi primitivi — oggi molto ricercata da studiosi di musicologia e storia degli strumenti antichi.
Meritano inoltre particolare attenzione le due tavole del Systema Creationis Mundi juxta Moysem, nelle quali viene rappresentata la cosmologia biblica secondo l’interpretazione erudita settecentesca. Queste immagini costituiscono una testimonianza estremamente interessante dell’incontro tra scienza, teologia e cosmografia nell’Europa illuminista.
Completano il ricco apparato le tavole dedicate agli arredi del Tempio di Gerusalemme, agli abiti sacerdotali, ai filatteri, ai terafim, ai pani di proposizione, alle monete romane e giudaiche, offrendo una vera enciclopedia visiva delle antichità bibliche.
Provenienza e segni di possesso
Le fotografie evidenziano interessanti note manoscritte settecentesche ai frontespizi.
È presente l’antica indicazione di appartenenza al Collegio degli Eremitani di San Paolo, testimonianza della circolazione dell’opera in ambiente religioso e accademico.
Tali note di provenienza accrescono il fascino storico dell’esemplare, documentandone la vita e la consultazione nel corso dei secoli.
Legatura e stato di conservazione
L’opera conserva una splendida legatura coeva in piena pelle marmorizzata marrone. I dorsi presentano ricca decorazione floreale impressa in oro, tasselli con titolo e numerazione dei volumi, nervi rilevati e raffinati ferri ornamentali. La conservazione appare superiore alla media per opere di tale mole e consultazione. Le carte risultano generalmente fresche, le tavole ben impresse e le piegature delle carte geografiche ancora solide. Sono presenti soltanto modesti segni del tempo e fisiologiche tracce d’uso, pienamente compatibili con un’opera settecentesca di consultazione.
Perché è interessante oggi
Perché rappresenta uno dei più importanti tentativi settecenteschi di spiegare la Bibbia attraverso la storia, la geografia, l’archeologia e l’analisi critica. È un’opera che anticipa molti metodi degli studi biblici moderni e conserva un apparato iconografico di straordinario valore documentario.
Perché è un acquisto consapevole
Perché riunisce in un’unica opera diversi interessi collezionistici: storia della Bibbia, cartografia antica, archeologia sacra, iconografia religiosa, storia della musica, cosmografia e storia del libro illustrato. La completezza delle tavole e la conservazione della legatura originale ne aumentano significativamente l’interesse sul mercato antiquario.
























