Balì Cosimo Andrea Sanminiatelli
La Costituzione e la Politica nel secolo dei Lumi e del Progresso. Articoli
S.l., s.e., 10 Giugno 1835
Descrizione fisica
Opuscolo in brossura editoriale azzurra con titolo racchiuso in elegante cornice geometrica alla coperta superiore; al verso dell’ultima coperta, entro analoga cornice, l’indicazione tipografica “prezzo baj 10”.
Formato in 8° (cm 13 × 21); pp. 31, (1).
Esemplare genuino e completo, con sporadiche e tenui fioriture, margini ampi e carta croccante. Ottima copia in conservazione originale.
Contenuto e contesto
Raro opuscolo politico-morale del Balì Cosimo Andrea Sanminiatelli, ecclesiastico e pubblicista toscano, noto per le sue posizioni reazionarie e antirivoluzionarie nella prima metà dell’Ottocento.
Il testo raccoglie una serie di articoli, pubblicati originariamente su giornali conservatori, in cui l’autore polemizza contro l’abuso della parola “Costituzione” e i principi del liberalismo e del progresso moderno, giudicati artifici semantici capaci di traviare le masse e destabilizzare l’ordine cristiano e monarchico.
Sanminiatelli oppone alla “costituzione dei popoli” la “costituzione dell’anima”, fondata sulla morale e sulla legge divina; in tal modo l’opera si inserisce nel dibattito post-napoleonico e nella reazione pontificia e neoguelfa che precedette il 1848, facendo eco ai temi de La Voce della Ragione, periodico romano di orientamento clericale citato in nota a piè di pagina.
Nota biografica sull’autore
Cosimo Andrea Sanminiatelli (Balì di Santo Stefano, 1778-1855) fu figura eminente del clero toscano e pubblicista di orientamento ultracattolico e reazionario. Appartenente a una nobile famiglia senese, vestì l’abito dei Cavalieri di Malta e ricoprì ruoli di rilievo nelle istituzioni ecclesiastiche e accademiche.
Durante il periodo della Restaurazione si impose come uno dei più accesi oppositori delle idee giacobine e liberali, difendendo nei suoi scritti il primato della Chiesa e l’autorità monarchica contro i principi del costituzionalismo moderno. Collaborò con testate cattoliche quali La Voce della Ragione e L’Amico della Religione, nelle quali sostenne la necessità di un ritorno alla morale evangelica come fondamento dell’ordine civile.
Oltre a La Costituzione e la Politica, gli sono attribuite altre operette morali e religiose di tono apologetico, spesso stampate anonime o sotto pseudonimo, oggi rare sul mercato antiquario. La sua prosa, animata da fervore polemico e da un linguaggio ricercato, costituisce una testimonianza rappresentativa del pensiero controrivoluzionario italiano della prima metà dell’Ottocento.
Nota comparativa
L’opuscolo La Costituzione e la Politica del Balì Cosimo Andrea Sanminiatelli si inserisce in una linea coerente di pubblicistica controrivoluzionaria e morale cattolica che percorre la prima metà dell’Ottocento, accomunata da un tono polemico verso la modernità, il liberalismo e l’idea di sovranità popolare.
Nel linguaggio, nello stile e nel contenuto, il testo trova precisi riscontri in:
- Anonimo, Logica dei Demagoghi a disinganno del popolo (Roma, 1849) – breve trattato satirico e politico contro le istanze repubblicane e le derive populiste della rivoluzione romana; anch’esso utilizza la retorica del “disinganno” e il linguaggio moraleggiante per denunciare l’illusione democratica e difendere il principio d’obbedienza all’autorità legittima.
- Anonimo, L’Austria e il suo avvenire. Traduzione dal tedesco sopra l’ultima edizione (Parigi, 1843) – opera di tono politico-diplomatico, filoasburgica e antinazionale, che condivide con Sanminiatelli l’idea della monarchia come presidio dell’ordine europeo e la diffidenza verso i fermenti liberali italiani.
Tutti e tre gli scritti partecipano a un comune orizzonte ideologico reazionario e clericale, espressione di quella letteratura “difensiva” che cercò di contrastare la diffusione dei principi costituzionali e del pensiero democratico nel periodo preunitario.
Dal punto di vista editoriale, mostrano analogie nella presentazione tipografica sobria, nel linguaggio moralistico e nella circolazione semi-clandestina, spesso senza luogo né editore, indizio di un ambiente di stampa vicino ai circoli cattolici romani o toscani.
Nel complesso, costituiscono un nucleo tematico di grande interesse documentario per la storia delle idee politiche e religiose italiane tra Restaurazione e Risorgimento.










