Camillo Eucherio de Quinziis S.J.
Inarime seu De Balneis Pithecusarum libri VI
Neapoli, Felix Mosca, 1726
Descrizione bibliografica
Un volume in 8° grande (cm 14 × 20,5); pp. (46), 320, (24).
Frontespizio in rosso e nero con stemma calcografico, antiporta figurata incisa in rame e sette splendide tavole fuori testo disegnate da Antonio Baldi e incise da Andrea Magliar. Numerose testatine e iniziali ornate calcografiche.
Legatura: piena pelle marrone coeva, dorso a 5 nervi con titoli e fregi floreali dorati, cornici dorate ai piatti, unghie dorate, carte di guardia alla Remondini, tagli spruzzati policromi. Esemplare fresco, genuino e solidamente conservato.
Contenuto e struttura dell’opera
Opera erudita e poetica dedicata alle terme e ai bagni minerali dell’isola d’Ischia (Pithecusa – Inarime in latino classico), scritta in versi latini con commento e note dell’autore, il gesuita Camillo Eucherio de Quinziis, marchese di Amiterno.
L’autore, umanista e scienziato, unisce al gusto barocco della descrizione mitologica un’approfondita trattazione scientifica, medica e naturalistica sulle proprietà curative delle acque termali ischitane.
L’opera si articola in sei libri, preceduti da un’imponente dedica al re Giovanni V del Portogallo, mecenate della cultura gesuitica, e da un ampio apparato introduttivo.
Apparato iconografico
L’apparato illustrativo, di grande interesse artistico e documentario, comprende:
- Antiporta allegorica: figura femminile su carro marino trainato da tritoni, recante lo stendardo “Flano Clebrata Aequoreis In Oram”;
- Ritratto dedicatario del re Giovanni V con allegorie della Giustizia e della Gloria;
- Carta geografica dell’isola d’Ischia con toponimi e rappresentazione delle sorgenti termali;
- Cinque tavole allegoriche con divinità classiche, ninfe, figure mitologiche e riferimenti ai poteri curativi delle acque.
- Testatine, capilettera e finalini
Le incisioni, di grande qualità tecnica, sono firmate da Antonio Baldi invenit e Andrea Magliar sculpsit:
- Antonio Baldi (1705-1783), allievo di Domenico Rossi e di Solimena, fu incisore, pittore e architetto napoletano di fine gusto rococò, autore di apparati figurativi per edizioni di lusso;
- Andrea Magliar (o Magliarino), attivo tra Napoli e Roma nel primo Settecento, fu incisore di fiducia della tipografia Mosca, noto per la pulizia del tratto e l’equilibrio nella resa dei panneggi e dei volumi.
Analisi iconografica e culturale
L’opera rappresenta un vertice della letteratura scientifico-celebrativa napoletana del XVIII secolo, nella quale la tradizione poetica latina si unisce alla topografia fisico-medica delle acque minerali.
L’apparato figurativo traduce in chiave mitologica la vitalità delle forze naturali dell’isola — fuoco, acqua, terra e aria — e la loro connessione con la medicina del corpo e dell’anima.
La Inarime di Quinziis si pone accanto alle opere coeve di Valentini, Marsili, e Baglivi, ma se ne distingue per il tono poetico e la dedica regale, che ne sancisce la funzione di dono diplomatico destinato a un sovrano illuminato.
Le terme di Ischia nel Settecento: simbolo di scienza, natura e regalità
Nel Settecento l’isola d’Ischia — l’antica Inarime dei poeti latini — divenne uno dei centri più celebrati d’Europa per le sue acque termali. Medici, naturalisti e letterati vi riconobbero un laboratorio naturale in cui la fisica sperimentale e la filosofia naturale si intrecciavano al mito.
L’opera di Camillo Eucherio de Quinziis nasce in questo clima di fervore intellettuale e di rinnovato interesse per la medicina idrologica, sostenuta dagli ambienti gesuitici e dai circoli scientifici napoletani.
Le acque calde, già note fin dall’antichità per i loro effetti terapeutici, vengono reinterpretate dall’autore come manifestazioni divine della “Natura medicatrix”, la forza vitale che unisce corpo e spirito, scienza e fede.
Nel dedicare i suoi versi al re Giovanni V del Portogallo, Quinziis non compie soltanto un atto di devozione politica, ma celebra l’idea di sovranità illuminata: un monarca che protegge le scienze e favorisce la conoscenza dei segreti della natura. Le incisioni di Antonio Baldi, animate da ninfe, tritoni e allegorie, traducono visivamente questa unione di sapienza classica e sapere moderno, restituendo al lettore l’immagine di un mondo in cui l’acqua termale diventa simbolo di purificazione, equilibrio e ordine cosmico.
L’opera, per il suo tono poetico e per la sua ricchezza illustrativa, si colloca accanto ai grandi testi enciclopedici e naturalistici del primo Settecento, ma se ne distingue per la capacità di fondere erudizione, arte e devozione, incarnando perfettamente lo spirito del barocco scientifico napoletano.
Osservazioni bibliografiche
Prima e unica edizione, non comune, censita nei principali repertori gesuitici e naturalistici settecenteschi. L’edizione di Felix Mosca, stampatore ufficiale del Regno di Napoli, si segnala per la qualità tipografica e incisoria, tra le migliori dell’editoria partenopea dell’epoca.













