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Carlo T. Dalbono – Josafat. Memorie Brigantesche – Napoli, s.e. [senza editore], 1872

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Seconda edizione rara, romanzo sul brigantaggio meridionale, con incisione all’antiporta.
Esemplare intonso, in legatura moderna con brossure editoriali conservate.

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Carlo T. Dalbono

Josafat. Memorie Brigantesche
Napoli, s.e. [senza editore], 1872

Descrizione bibliografica

  • Formato: in-8° (cm 12,5 x 20,5).
  • Legatura: mezza tela moderna marrone con piatti in carta marmorizzata; conservate all’interno le brossure editoriali originali.
  • Antiporta: incisione raffigurante scena brigantesca.
  • Pagine: XV, (1), 511, (1).
  • Edizione: seconda edizione, 1872.

Contenuto
Romanzo storico-sociale che prende le mosse dal fenomeno del brigantaggio meridionale, ambientato nell’Italia post-unitaria. Dalbono, giornalista e scrittore napoletano, rielabora in forma narrativa episodi e memorie legati alle bande brigantesche, restituendo al lettore un affresco realistico e drammatico della società meridionale dopo il 1860.

L’opera, tra documento e invenzione letteraria, si inserisce nel filone di scritti che cercarono di interpretare il brigantaggio non soltanto come criminalità ma anche come fenomeno sociale e politico, radicato nel malcontento delle popolazioni rurali e nella difficile transizione dal Regno delle Due Sicilie all’Italia unita.

Importanza dell’opera
Il Josafat di Dalbono rappresenta una delle prime e più articolate testimonianze letterarie sul brigantaggio, e conserva oggi un grande valore storico e documentario. La seconda edizione del 1872, molto rara, è apprezzata da collezionisti e studiosi di storia meridionale e di letteratura risorgimentale.

Approfondimento critico: il brigantaggio tra storia e letteratura

Il brigantaggio meridionale, esploso negli anni immediatamente successivi all’Unità d’Italia (1860–1870), fu uno dei fenomeni più complessi e controversi del Risorgimento. Ufficialmente interpretato dalle autorità sabaude come mera criminalità, in realtà racchiudeva componenti sociali, economiche e politiche: povertà diffusa, malcontento contadino, resistenza filo-borbonica e opposizione alle nuove istituzioni unitarie.

La repressione fu durissima: l’esercito italiano impegnò decine di migliaia di uomini in una vera e propria “guerra civile” interna, che lasciò dietro di sé un’eredità di violenza e fratture profonde tra Stato e popolazioni meridionali.

Dal punto di vista letterario e giornalistico, il brigantaggio suscitò ampio interesse già nell’Ottocento: memoriali, cronache e romanzi cercarono di descriverlo, spesso oscillando tra condanna morale e fascinazione romantica. Autori come Carlo T. Dalbono con il Josafat (1872), o più tardi Franchetti e Sonnino con le loro inchieste meridionali, contribuirono a fissare nell’immaginario nazionale la figura del brigante come emblema della “questione meridionale”.

Il romanzo di Dalbono ha valore peculiare perché unisce narrazione letteraria e documentazione storica, restituendo sia il clima drammatico dell’epoca sia il giudizio ambivalente della cultura urbana su un fenomeno radicato nelle campagne. Da un lato, i briganti appaiono criminali spietati; dall’altro, portatori di un malessere sociale profondo, che rendeva fragile la giovane unità nazionale.

Eredità
La letteratura sul brigantaggio contribuì a forgiare uno dei miti fondativi (e problematici) dell’Italia unita: quello di un Sud ribelle, marginale e in conflitto con lo Stato centrale. Ancora oggi, opere come il Josafat sono preziose per comprendere non solo la storia del brigantaggio, ma anche la percezione culturale e politica che ne ebbe la società ottocentesca.

Stato di conservazione
Esemplare in più che buone condizioni: pagine intonse, legatura solida, interne fresche; lievi segni d’uso, ma conservazione complessivamente eccellente, anche grazie al mantenimento delle brossure originali.

Nota
Volume di interesse storico-letterario, raro a trovarsi completo e ben conservato. La presenza delle brossure editoriali interne accresce il pregio collezionistico dell’esemplare.

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