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Carlo VIII, re di Francia – dalla serie dei sovrani francesi

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Nicolas de Larmessin, Carlo VIII, re di Francia, tavola n. 55. Parigi, circa 1675–1690; incisione su rame con coloritura coeva, applicata su carta antica, mm 325 × 230. Dalla serie Les Augustes Représentations de tous les Rois de France.

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Carlo VIII, re di Francia – dalla serie dei sovrani francesi

Nicolas de Larmessin, detto Nicolas II (1632–1694), Charles VIII, Roy de France, tavola numerata 55 dalla serie Les Augustes Représentations de tous les Rois de France depuis Pharamond jusqu’à Louis XIV, Parigi, circa 1675–1690; incisione su rame a bulino e acquaforte con coloritura coeva e lumeggiature dorate, ritagliata lungo il limite della composizione e anticamente applicata su carta vergata; dimensioni del foglio di supporto mm 325 × 230; completa di passe-partout.

Identificazione e attribuzione

Il personaggio è identificato dalle iscrizioni come Carlo VIII di Valois, re di Francia dal 1483 al 1498. Il ritratto, numerato “55” al centro del margine superiore, appartiene alla vasta galleria dinastica ideata e incisa da Nicolas de Larmessin, dedicata ai sovrani francesi da Faramondo a Luigi XIV.

La responsabilità dell’incisore è dichiarata sul cartiglio inferiore:

De Larmessin Sculp.

Nicolas de Larmessin, nato nel 1632 e morto nel 1694, fu incisore, editore e mercante di stampe attivo a Parigi. È generalmente indicato come Nicolas II, sebbene la numerazione dei diversi membri della famiglia Larmessin non sia uniforme nella letteratura specialistica.

L’artista è noto soprattutto per le serie di sovrani, regine, papi e personaggi illustri, oltre che per i celebri Costumes grotesques, nei quali gli artigiani sono raffigurati con abiti composti dagli strumenti dei rispettivi mestieri.

Serie e datazione

Il foglio proviene dalla sezione intitolata:

Les Augustes Représentations de tous les Rois de France depuis Pharamond jusqu’à Louis XIV.

Si trattava di un ambizioso repertorio storico e iconografico composto da ritratti accompagnati da stemmi e ampie biografie. Le matrici furono inizialmente pubblicate da Pierre Bertrand, suocero di Larmessin, e successivamente dalla vedova Bertrand e dallo stesso incisore.

La Bibliothèque nationale de France registra un’edizione organica della raccolta pubblicata da Nicolas de Larmessin nel 1690, composta da sessantacinque tavole dedicate ai re di Francia, interamente incise e corredate da compendi storici (Bibliothèque nationale de France).

Alcune tavole circolavano tuttavia già separatamente prima della sistemazione editoriale del 1690. Per questo esemplare è prudente proporre una datazione circa 1675–1690, pienamente compresa nell’ultimo quarto del Seicento.

Il ritratto di Carlo VIII

Carlo VIII è raffigurato a mezzo busto, quasi frontalmente, con il volto leggermente orientato verso destra. Indossa un’elaborata armatura cerimoniale, una corona gigliata sopra l’elmo e un ampio manto azzurro. La fisionomia è idealizzata: non deriva necessariamente da un ritratto eseguito dal vero, ma dalla tradizione figurativa e storiografica successiva.

Il volto giovane, lo sguardo diretto e i baffi sottili conferiscono al sovrano un carattere cortese e marziale. La corona con gigli, l’armatura e il manto azzurro riuniscono i principali simboli della regalità francese.

La figura è inserita entro una cornice ovale verde e dorata, sospesa a un grande nastro rosso con nappe. Al centro inferiore compare lo stemma di Francia con i tre gigli, coronato e circondato dal collare dell’Ordine di San Michele.

L’impostazione, ricorrente nella serie, combina ritratto, araldica e narrazione storica: il sovrano è presentato non soltanto come individuo, ma come anello della continuità dinastica francese.

Il testo biografico

Le due colonne che affiancano lo stemma iniziano con:

Charles VIII, fils de Louis XIe… Roy de France.

L’iscrizione ricorda che Carlo VIII, figlio di Luigi XI, succedette al padre ancora minorenne. Il governo venne affidato alla sorella Anna di Francia e al marito Pietro di Beaujeu, circostanza che provocò l’opposizione di Luigi d’Orléans e di altri principi del regno.

Viene quindi narrata la guerra combattuta in Bretagna, conclusa con la sconfitta degli avversari a Saint-Aubin-du-Cormier e con il matrimonio tra Carlo e Anna di Bretagna. Tale unione ebbe un’importanza determinante nel processo di incorporazione del ducato bretone nella monarchia francese.

L’ultima parte è dedicata alla spedizione italiana del 1494–1495, intrapresa per rivendicare i diritti angioini sul Regno di Napoli. Il testo riferisce l’ingresso del re in Italia, la conquista di Napoli e la successiva ritirata, culminata nella battaglia di Fornovo.

L’iscrizione conclude ricordando la morte improvvisa di Carlo VIII ad Amboise nel 1498, a soli ventotto anni e senza figli maschi sopravvissuti.

Carlo VIII e le guerre d’Italia

Nato nel 1470, Carlo VIII salì al trono nel 1483. Durante la sua minorità, la reggenza di fatto fu esercitata dalla sorella Anna di Beaujeu, figura politica di notevole autorevolezza.

Nel 1491 Carlo sposò Anna di Bretagna, determinando un passaggio decisivo verso l’unione del ducato alla Corona. Pochi anni dopo intraprese la celebre discesa in Italia, convinto di poter conquistare il Regno di Napoli sulla base dei diritti ereditari degli Angiò.

La campagna del 1494 aprì la lunga stagione delle guerre d’Italia, durante la quale la penisola divenne il principale terreno di confronto fra la monarchia francese, la Spagna, l’Impero e gli Stati italiani. L’avanzata inizialmente rapidissima di Carlo VIII provocò una coalizione antifrancese e costrinse il re a rientrare in patria.

Morì il 7 aprile 1498 nel castello di Amboise, dopo aver battuto violentemente il capo contro l’architrave di una porta. Gli succedette il cugino Luigi XII.

Impianto araldico e celebrativo

La cornice ovale, i nastri, lo stemma e il collare cavalleresco trasformano il ritratto in un’immagine solenne della regalità. I tre gigli d’oro su campo azzurro costituiscono le armi della monarchia francese nella forma adottata dalla fine del XIV secolo.

Il collare che circonda lo scudo richiama l’Ordine di San Michele, istituito da Luigi XI nel 1469. La sua presenza accresce il carattere dinastico e istituzionale del foglio, anche se l’immagine non deve essere letta come una ricostruzione archeologicamente esatta del costume quattrocentesco.

La serie di Larmessin rispondeva infatti a una visione celebrativa della storia: tutti i sovrani del passato vengono inseriti entro un’identica struttura grafica, come membri di una successione ininterrotta culminante nel regno di Luigi XIV.

Tecnica incisoria

La matrice è lavorata prevalentemente a bulino, con possibili interventi all’acquaforte nella preparazione delle campiture. Il volto è modellato attraverso sottili linee curve, mentre l’armatura è resa con tratteggi fitti e regolari capaci di differenziare le superfici metalliche.

Particolarmente accurato è il fondo scuro dell’ovale, ottenuto mediante un reticolo serrato che fa emergere il volto e il manto. La cornice e il testo biografico mostrano la precisione richiesta a una stampa destinata contemporaneamente alla contemplazione visiva e alla lettura.

La coloritura coeva

La coloritura manuale è dominata dall’azzurro del manto, dal verde della cornice, dal rosso dei nastri e dal giallo-oro applicato alla corona, all’armatura, allo stemma e alle filettature decorative.

I pigmenti sono stesi lasciando visibile la trama incisa e sembrano coerenti con la coloritura antica delle immagini storico-dinastiche. L’oro, utilizzato per evidenziare i simboli monarchici, conferisce all’esemplare un carattere prezioso e marcatamente decorativo.

L’azzurro del mantello, oltre alla funzione estetica, richiama il colore araldico della monarchia francese. Il rosso del nastro e il verde della cornice producono un contrasto vivace, tipico della coloritura applicata alle stampe destinate al collezionismo e all’arredo.

Stato dell’opera

L’incisione risulta completa nella composizione, nel numero progressivo, nella firma, nello stemma e nel testo biografico, ma è stata rifilata lungo o molto vicino al limite figurato e anticamente applicata su un più ampio foglio di carta vergata.

La superficie presenta una fisiologica tonalità rosata e alcune leggere irregolarità, con minime abrasioni soprattutto nella parte superiore e lungo la cornice. La coloritura conserva una notevole vivacità e il testo resta ampiamente leggibile.

L’applicazione su carta antica ha probabilmente svolto una funzione conservativa e decorativa, permettendo di presentare nuovamente il foglio dopo il rifilo. Il passe-partout appare successivo e dovrà essere verificato sotto il profilo conservativo, assicurandosi che sia realizzato con cartone privo di acidità.

Lo stato può essere definito buono e completo, tenendo conto del rifilo e del montaggio antico, che costituiscono interventi storici ma incidono sulla valutazione rispetto a un esemplare sciolto e marginoso.

Perché è interessante oggi

Il foglio riunisce ritratto, storia politica e araldica in una composizione di immediata efficacia. Carlo VIII è una figura centrale della storia europea perché la sua spedizione del 1494 inaugurò le guerre d’Italia e modificò profondamente gli equilibri diplomatici della penisola.

L’appartenenza a una celebre galleria dinastica di Nicolas de Larmessin, la firma dell’incisore e la coloritura antica rendono l’opera interessante tanto per il collezionista di ritratti storici quanto per chi raccoglie incisioni francesi, araldica o testimonianze relative alle guerre d’Italia.

Perché è un acquisto consapevole

L’attribuzione è sostenuta dalla firma incisa e il soggetto è identificato senza ambiguità dal titolo e dalla biografia. La serie di provenienza è documentata nelle principali raccolte pubbliche e la datazione può essere collocata con buona precisione nell’ultimo quarto del XVII secolo.

Il rifilo e l’applicazione su carta antica sono chiaramente riconoscibili e devono essere considerati nella valutazione; al tempo stesso, la completezza dell’immagine e del testo, la coloritura coeva e la piacevole presentazione con passe-partout ne mantengono un significativo valore collezionistico e decorativo.

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