Cesare Cantù
Beccaria e il diritto penale. Saggio
Firenze, G. Barbera Editore, 1862
Volume in 8° (cm 19 × 12,5); pagine: VI, 466, (2).
Copia genuina in brossura editoriale originale, con titolo entro cornice tipografica al piatto.
Esemplare ben conservato, con minimi segni del tempo e fisiologiche tracce d’uso alla coperta.
Inquadramento dell’opera
Questo importante saggio di Cesare Cantù si inserisce nel solco della riflessione ottocentesca sul pensiero giuridico illuminista, prendendo come fulcro la figura di Cesare Beccaria, autore del celeberrimo Dei delitti e delle pene.
Pubblicato a Firenze da Barbera nel 1862, in un’Italia da poco unificata, il volume riflette l’esigenza di rileggere le basi morali e giuridiche della società moderna.
Contenuto e significato
Cantù analizza il pensiero di Beccaria non solo sotto il profilo giuridico, ma anche storico, politico e morale.
L’opera affronta:
- la nascita del diritto penale moderno
- la critica alla tortura e alla pena di morte
- il concetto di proporzionalità della pena
- il ruolo dello Stato e della giustizia
Il saggio si distingue per una lettura sistematica e divulgativa, capace di rendere accessibili i principi dell’Illuminismo giuridico anche a un pubblico colto ma non specialistico.
Rilevanza storica
Il volume assume particolare rilievo perché:
- testimonia la ricezione ottocentesca del pensiero beccariano
- si colloca nel dibattito giuridico dell’Italia post-unitaria
- contribuisce alla diffusione dei principi di civiltà giuridica moderna
Cantù, storico e divulgatore di grande successo, svolge qui un ruolo di mediatore tra Illuminismo e cultura nazionale.
Aspetti collezionistici
Esemplare interessante per:
- presenza della brossura editoriale originale, elemento spesso mancante
- buona conservazione generale
- appartenenza al catalogo Barbera, editore fondamentale della cultura italiana ottocentesca
Opera non rara in assoluto, ma sempre più difficile da reperire in condizioni autentiche e non rifilate.
Perché è interessante oggi
Tema centrale e ancora attuale: giustizia, pena e diritti dell’uomo.
Connessione diretta con uno dei testi fondativi della civiltà giuridica moderna.
Lettura storica che aiuta a comprendere le radici del diritto contemporaneo.
Perché è un acquisto consapevole
Esemplare integro nella sua veste originaria, con buona leggibilità e autenticità conservativa.
Opera culturalmente solida, accessibile e sempre richiesta in ambito storico-giuridico.
“Giustizia e pensiero civile tra Illuminismo e Ottocento”








