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Charles A. Lindbergh – New-York – Parigi senza scalo – Milano, A. Mondadori Editore, 1930

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Celebre resoconto della trasvolata atlantica di Lindbergh. Illustrata e completa, rappresenta uno dei testi fondativi della narrativa aeronautica moderna. Un classico dell’epopea del volo nello stile della prima Mondadori.

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Charles A. Lindbergh

New-York – Parigi senza scalo 
Traduzione di P. Gerardo Jansen
Milano, A. Mondadori Editore, 1930

Descrizione bibliografica
Volume in 8° (cm 23 x 15), pp. 242, (4). Con numerose illustrazioni fotografiche fuori testo (ritratti, immagini del “Spirit of St. Louis”, scatti del viaggio e della tournée celebrativa negli Stati Uniti). Brossura editoriale in cartoncino con le ali, coperta superiore illustrata con ritratto di Lindbergh e l’aeroplano; titoli al dorso. Esemplare ben conservato, con fisiologiche tracce d’uso.

Note
Charles Lindbergh racconta la preparazione, il volo solitario e la successiva consacrazione pubblica dopo la storica trasvolata del 20–21 maggio 1927, quando collegò New York a Parigi senza scalo a bordo del “Spirit of St. Louis”. Il volume, pubblicato da Mondadori in un momento in cui l’editoria italiana dedicava crescente attenzione alle imprese aeronautiche, contribuì a diffondere nel pubblico nazionale il mito del giovane aviatore americano, simbolo di modernità, temerarietà e progresso tecnologico.

Paragrafo storico-critico sulle trasvolate e sul ruolo di Lindbergh nella cultura aeronautica

La trasvolata New York–Parigi del 20–21 maggio 1927 rappresentò una frattura epocale nella storia dell’aviazione: un’impresa che segnò definitivamente il passaggio dal volo come attività pionieristica al volo come sistema maturo, tecnicamente affidabile e culturalmente centrale nell’immaginario moderno. Prima di Lindbergh, numerosi aviatori avevano tentato l’Atlantico settentrionale, ma il successo in solitaria e senza scalo a bordo di un velivolo monomotore — il celebre Spirit of St. Louis — elevò il giovane pilota americano a simbolo universale di audacia e competenza tecnica. L’eco mondiale dell’impresa non solo accelerò gli investimenti nel trasporto aereo civile, ma contribuì a definire l’aviazione come nuovo orizzonte della modernità, alla pari delle grandi conquiste geografiche dell’Ottocento.

Lindbergh acquisì in pochi giorni una statura quasi mitologica: incarnava l’eroe moderno, sobrio e metodico, contrapposto all’avventuriero romantico delle prime stagioni del volo. La sua narrazione — sobria, tecnica, priva di enfasi retorica — influenzò profondamente la letteratura aeronautica, orientandola verso modelli di reportage rigoroso, centrato su preparazione, disciplina e visione ingegneristica dell’impresa. Nel contesto europeo, e in particolare italiano, il successo editoriale delle sue memorie contribuì a rafforzare la ricezione culturale dell’aeronautica come disciplina nazionale strategica negli anni tra le due guerre, quando trasvolatori come De Pinedo, Ferrarin o Balbo cercavano di conferire all’Italia un ruolo primario nel settore.

L’impatto di Lindbergh non fu solo tecnico, ma anche iconografico: la sua immagine — giovane, ascetica, davanti alla fusoliera del Spirit of St. Louis — divenne uno dei simboli globali del progresso tecnologico del Novecento. Le edizioni illustrate, come quella italiana di Mondadori, funsero da veicolo di diffusione di un modello umano e professionale che superava i confini del mito del pioniere: Lindbergh incarnava l’aviazione come metodo, scienza, disciplina. Il suo racconto, tradotto in molte lingue, contribuì a creare un pubblico nuovo, non solo interessato all’avventura, ma anche alla meccanica del volo, alla progettazione, alla meteorologia, all’organizzazione operativa delle imprese aeronautiche. In tal senso, può essere considerato uno dei testi fondativi della cultura aeronautica di massa.

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