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Epistolario edito e inedito di Giuseppe Giusti a cura di Ferdinando Martini – Firenze, Successori Le Monnier, 1904

200,00  164,00 

Edizione in 3 voll. con ritratto all’antiporta e XXI Appendice. Esemplare raro in brossura editoriale originale, più che buono.

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Giuseppe Giusti

Epistolario edito e inedito di Giuseppe Giusti. Raccolto, ordinato e annotato da Ferdinando Martini con l’aggiunta di XXI Appendice
Firenze, Successori Le Monnier, 1904

Descrizione bibliografica

  • Formato: in-8° (cm 12 x 18,5).
  • Legatura: 3 volumi in brossura editoriale originale, con titoli ai dorsi ed entro cornice tipografica alle coperte.
  • Antiporta: ritratto inciso di Giuseppe Giusti al primo volume.
  • Pagine: V, (1), 561, (1) – 577, (1) – 581, (1).
  • Edizione: 1904.

Contenuto
L’opera raccoglie in modo sistematico le lettere edite e inedite di Giuseppe Giusti (1809–1850), poeta e patriota toscano, noto per la sua produzione satirica ma anche per l’intensa attività epistolare.

Curata da Ferdinando Martini (1841–1928), uomo politico e letterato, l’edizione presenta un corpus ordinato cronologicamente e corredato da un ampio apparato di note storico-critiche. Le lettere permettono di seguire da vicino la vita e il pensiero di Giusti: il suo impegno patriottico, le riflessioni letterarie, i rapporti con intellettuali e politici del Risorgimento, la sua ironia pungente e al tempo stesso la fragilità personale.

La presenza della XXI Appendice arricchisce ulteriormente la raccolta, includendo materiali aggiuntivi che non erano apparsi nelle precedenti edizioni.

Importanza dell’opera
Questa edizione costituisce una delle più complete e affidabili raccolte epistolari di Giusti, fondamentale per la conoscenza dell’uomo e del poeta. Oltre a restituire il profilo privato e intellettuale del satirico toscano, il corpus epistolare illumina il clima politico e culturale dell’Italia preunitaria.

Stato di conservazione
Esemplare in più che buone condizioni, raro a trovarsi ancora nelle brossure editoriali originali, con i dorsi e le coperte tipografiche ben conservate.

Nota
Opera di riferimento per gli studi su Giusti e per la storia culturale del Risorgimento toscano.

Approfondimento critico: Ferdinando Martini (1841–1928)

Letterato, giornalista e uomo politico, Ferdinando Martini fu una delle figure più versatili dell’Italia postunitaria. Toscano, nato a Firenze nel 1841, si formò in un ambiente intriso di patriottismo e cultura liberale, che influenzò sia la sua carriera letteraria sia quella politica.

Come letterato e critico, Martini collaborò con riviste e giornali, distinguendosi per la chiarezza espositiva e per una vena ironica che lo avvicinava, per sensibilità, allo stesso Giuseppe Giusti, del quale curò con competenza e passione l’epistolario. La sua edizione del 1904, ancora oggi fondamentale, non si limita a raccogliere le lettere ma le arricchisce con un apparato di note che chiariscono riferimenti storici, personaggi e contesto, restituendo così al lettore il “mondo giustiano” nella sua interezza.

Parallelamente, Martini ebbe una lunga carriera politica: fu deputato della Sinistra storica, più volte ministro (tra cui alla Pubblica Istruzione), presidente della Camera dei Deputati (1892–1895) e soprattutto primo governatore della Colonia Eritrea (1897–1907), ruolo che segnò profondamente il dibattito sull’espansione coloniale italiana.

La doppia veste di letterato e uomo politico lo rese un personaggio emblematico della cultura italiana tra XIX e XX secolo: capace di valorizzare i classici del Risorgimento (come Giusti), ma anche di interpretare le sfide moderne dello Stato unitario.

Eredità
La curatela dell’Epistolario di Giusti riflette bene la sua sensibilità: Martini vedeva nel poeta toscano non solo un autore satirico, ma un interprete del sentimento nazionale. Il suo lavoro contribuì a consolidare l’immagine di Giusti come voce civile e patriottica, collocandolo tra i riferimenti culturali della nuova Italia.

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