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Flavio Arensi (a cura di) – Federica Galli. Opere 1954-2007 – Torino, Alberto Allemandi & C., 2008

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Catalogo monografico con oltre 50 anni di incisioni, dalle vedute urbane agli alberi monumentali. Esemplare in perfetto stato, prima edizione.

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Flavio Arensi (a cura di)

Federica Galli. L’incanto dello sguardo. Opere 1954-2007
Torino, Alberto Allemandi & C., 2008

Descrizione bibliografica

  • Formato: in-4° (cm 24,5 x 28,5).
  • Legatura: cartonato editoriale bianco; piatto superiore illustrato; titoli in rosso al dorso.
  • Pagine: 200.
  • Illustrazioni: numerose riproduzioni delle opere in bianco e nero (incisioni, acqueforti e grafiche).
  • Edizione: prima edizione, 2008.

Contenuto
Catalogo monografico curato da Flavio Arensi, che documenta oltre cinquant’anni di attività artistica di Federica Galli (1932-2009), tra le più grandi incisore italiane del Novecento. Il volume raccoglie e analizza le opere realizzate tra il 1954 e il 2007, con particolare attenzione al suo straordinario lavoro sull’acquaforte.

Le sezioni principali includono i cicli dedicati agli alberi monumentali, alle vedute urbane di Milano e alle visioni veneziane, soggetti che hanno reso celebre l’artista. Il saggio introduttivo e gli apparati critici indagano la sua poetica dello sguardo: un’arte capace di unire rigore tecnico, sensibilità lirica e attenta osservazione della natura e del paesaggio urbano.

Importanza dell’opera
Quest’opera editoriale rappresenta uno dei cataloghi più completi mai dedicati alla Galli, pubblicato alla vigilia della sua scomparsa. Ha contribuito a consacrarne l’importanza nel panorama dell’incisione contemporanea e a inserirla nel solco dei grandi maestri calcografici europei.

Approfondimento critico: il ciclo degli alberi

Tra i diversi filoni tematici della sua produzione incisoria, il ciclo degli alberi monumentali occupa un posto centrale e rappresenta probabilmente l’esito più riconoscibile e poetico del lavoro di Federica Galli.

Realizzato nell’arco di decenni, questo progetto si propone come una sorta di “atlante visivo” degli alberi d’Italia, nel quale l’artista osserva e interpreta querce secolari, platani, cipressi e ulivi millenari, spesso isolati in paesaggi rurali o urbani. Galli non li riproduce mai in maniera impersonale: ogni albero diventa un ritratto individuale, con carattere, espressività e memoria.

La sua attenzione non è soltanto naturalistica ma anche simbolica. L’albero, con le sue radici profonde e i rami protesi verso il cielo, incarna per Galli il legame tra passato e futuro, tra storia e permanenza della natura. In questo senso, le incisioni non sono solo immagini di paesaggio ma meditazioni sulla durata e sulla continuità della vita.

Dal punto di vista tecnico, il ciclo mette in luce la sua straordinaria maestria nell’uso dell’acquaforte: la trama dei segni, fittissima e raffinata, restituisce l’intreccio delle cortecce, la vibrazione delle foglie, la luce che filtra tra i rami. Ne deriva un realismo poetico che richiama la tradizione grafica rinascimentale e nordica, ma con una sensibilità pienamente contemporanea.

Il ciclo degli alberi ha riscosso ampio successo anche in ambito istituzionale: molte delle incisioni sono entrate in musei, collezioni pubbliche e private, e hanno contribuito a consacrare Federica Galli come la più importante interprete italiana dell’arte incisoria della seconda metà del Novecento.

Alberi e città: due facce dello stesso sguardo

L’opera di Federica Galli trova un equilibrio originale tra due poli apparentemente opposti: la natura monumentale degli alberi e la modernità della città.

Da un lato, il ciclo degli alberi rappresenta la sua ricerca più lirica e universale: la forza silenziosa della natura, i ritmi millenari, il radicamento nella terra. Dall’altro, le vedute urbane – in particolare quelle dedicate a Milano, la sua città d’adozione – rivelano lo stesso sguardo attento, capace di cogliere i dettagli nascosti e i tratti essenziali dell’architettura.

Nelle incisioni milanesi, Galli non descrive solo monumenti o scorci celebri: restituisce la città come organismo vivente, con le sue ombre, le sue stratificazioni, i suoi ritmi quotidiani. Come gli alberi, anche le città diventano presenze vitali e identitarie, soggetti da osservare con rispetto e da interpretare come custodi di memoria collettiva.

Questa alternanza tra natura e città dimostra la coerenza della sua poetica: Galli non distingue tra paesaggio naturale e paesaggio urbano, ma li unisce sotto il segno dell’incanto dello sguardo. L’albero secolare e la piazza storica condividono la stessa dignità di testimoni del tempo, affidati alla precisione e alla sensibilità della sua acquaforte.

Stato di conservazione
Esemplare in condizioni perfette, con legatura fresca e interni immacolati.

Nota
Rilevante sia come catalogo d’arte che come strumento di studio, questo volume è oggi molto ricercato da collezionisti e studiosi di grafica.

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