Francesco Ramognini
Poemetti
Pinerolo, Tipografia Chiantore e Mascarelli, 1874
Descrizione
Volume in-8° piccolo (cm 19,5 × 13), pp. 262, (2). Prima edizione. Brossura editoriale originale in cartoncino leggero azzurro-acqua con titoli entro cornice tipografica al piatto anteriore e titoli al dorso. Interno ben conservato, con alcune naturali ossidazioni della carta e minimi segni del tempo al margine della coperta. Cucitura solida e margini ampi, caratteristici delle tirature locali piemontesi della seconda metà dell’Ottocento. Buona copia, genuina e non rifilata.
Contesto letterario
Ramognini si inserisce nel filone poetico ottocentesco che alterna descrizioni paesaggistiche, sentimenti patriottici e riflessioni morali. Le stampe locali come questa sono preziose per ricostruire i percorsi di autori secondari, spesso ignoti ai repertori nazionali.
Interesse collezionistico
Le edizioni pinerolesi di questo periodo, soprattutto in coperta originale e in buono stato, sono oggi ricercate dai collezionisti di letteratura piemontese e di tipografia locale. L’esemplare, completo e integro, rientra tra i pezzi difficili da reperire sul mercato ordinario.
Stato di conservazione
Copia solida, con normale patina del tempo: leggere tracce d’uso al piatto anteriore, piccole fioriture marginali alla carta, ma struttura complessivamente sana. La coperta in cartoncino leggero, spesso fragile in opere simili, risulta qui ben conservata.
Profilo biografico dell’autore
Francesco Ramognini (attivo nella seconda metà dell’Ottocento) fu figura appartenente alla cultura letteraria locale dell’area pinerolese, autore di componimenti poetici a carattere civile, descrittivo e talvolta celebrativo. La sua produzione, oggi poco documentata nei repertori nazionali, riflette l’interesse per una poesia colta ma destinata a circuiti municipali o regionali, pubblicata presso tipografie locali come Chiantore e Mascarelli. Le sue opere, spesso stampate in tirature contenute e raramente conservate in buono stato, rappresentano testimonianze significative della vitalità intellettuale minore dell’Italia postunitaria, offrendo uno spaccato autentico della sensibilità letteraria piemontese dell’epoca.








