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Françoise d’Aubigné, marchesa di Maintenon

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Françoise d’Aubigné, marchesa di Maintenon, Parigi, Étienne Desrochers, fine XVII secolo. Incisione a bulino e acquaforte con rara coloritura coeva e lumeggiature dorate, mm 144 × 100. Esemplare rifilato, completo della didascalia poetica e anticamente applicato su foglio.

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Françoise d’Aubigné, marchesa di Maintenon

Titolo: Françoise d’Aubigné, Marquise de Maintenon, Institutrice des Demoiselles de Saint-Cyr; incisore ed editore: Étienne Jehandier Desrochers, come da sottoscrizione «Gravé par E. Desrochers et se vend chez lui à Paris rue St. Jacques au Mécénas»; luogo: Parigi; epoca: fine del XVII secolo, verosimilmente ultimo decennio; tecnica: incisione su rame a bulino e acquaforte, con coloritura coeva a mano e lumeggiature dorate; dimensioni dell’incisione: mm 144 × 100; supporto: incisione rifilata, completa della didascalia impressa e anticamente applicata su un foglio di carta di maggiori dimensioni.

Corretta identificazione

Il soggetto indicato sinteticamente come “F. d’Aubigny” è identificabile con Françoise d’Aubigné, marchesa di Maintenon, una delle personalità femminili più influenti della Francia di Luigi XIV.

L’iscrizione disposta lungo la cornice ovale può essere ricostruita come:

«Françoise d’Aubigny, Marq. de Maintenon, Institutrice des Demoiselles de St. Cyr»

La grafia “Aubigny”, presente o adottata in alcune iscrizioni antiche, corrisponde al più corretto d’Aubigné. Il titolo di “Institutrice des Demoiselles de Saint-Cyr” ricorda la sua funzione di fondatrice e guida della prestigiosa istituzione educativa femminile creata a Saint-Cyr.

Françoise d’Aubigné, Madame de Maintenon

Françoise d’Aubigné nacque a Niort il 27 novembre 1635 e morì a Saint-Cyr il 15 aprile 1719. Proveniva da una famiglia nobile ma segnata da difficoltà economiche e religiose: suo nonno era il poeta e scrittore ugonotto Théodore Agrippa d’Aubigné, importante protagonista della cultura protestante francese.

Nel 1652 sposò lo scrittore Paul Scarron, molto più anziano di lei e gravemente infermo. Il matrimonio, pur privo di ricchezza, le consentì di entrare nei più raffinati ambienti letterari e mondani parigini. Rimasta vedova nel 1660, fu successivamente scelta come governante dei figli nati dalla relazione tra Luigi XIV e Madame de Montespan.

La sua discrezione, l’intelligenza e la capacità educativa le assicurarono una posizione sempre più autorevole a corte. Nel 1674 acquistò la proprietà di Maintenon e nel 1688 ricevette formalmente il titolo di marchesa. Dopo la morte della regina Maria Teresa d’Austria, avvenuta nel 1683, Françoise d’Aubigné avrebbe contratto con Luigi XIV un matrimonio segreto e morganatico, la cui data precisa resta discussa.

Non divenne mai regina di Francia, ma esercitò una considerevole influenza privata e morale sul sovrano. Il suo ruolo politico è stato spesso amplificato dalla memorialistica ostile; più documentata è invece la sua azione in campo religioso, educativo e assistenziale.

La Maison royale de Saint-Louis a Saint-Cyr

L’iscrizione dell’incisione celebra soprattutto Madame de Maintenon come “Institutrice des Demoiselles de Saint-Cyr”. Il riferimento riguarda la Maison royale de Saint-Louis, fondata nel 1686 a Saint-Cyr, nei pressi di Versailles, con il sostegno di Luigi XIV.

L’istituzione era destinata all’educazione delle figlie della nobiltà impoverita, giovani che possedevano un’ascendenza aristocratica ma non le risorse necessarie per ricevere una formazione adeguata o procurarsi una dote. Il progetto univa educazione religiosa, istruzione letteraria, formazione musicale, lavori femminili e preparazione alla vita sociale.

Saint-Cyr rappresentò un’esperienza innovativa nella storia dell’educazione femminile francese. Madame de Maintenon seguì personalmente l’organizzazione dell’istituto, intervenendo sui programmi, sui metodi educativi e sulla formazione morale delle allieve. La data di fondazione della Maison royale, il 1686, costituisce anche un importante termine cronologico: l’incisione non può essere anteriore a tale anno.

Françoise d’Aubigné è infatti ricordata non soltanto come seconda moglie segreta di Luigi XIV, ma come fondatrice di Saint-Cyr e protagonista della storia dell’educazione femminile francese (National Portrait Gallery).

Étienne Jehandier Desrochers

L’incisione reca al piede la sottoscrizione:

«Gravé par E. Desrochers et se vend chez lui à Paris rue St. Jacques au Mécénas»

Si tratta di Étienne Jehandier Desrochers, nato a Lione nel 1668 e morto a Parigi nel 1741, incisore ed editore specializzato soprattutto nel ritratto. La sua produzione comprende una vasta galleria di sovrani, principi, ecclesiastici, letterati, magistrati e personaggi illustri della Francia tra la fine del regno di Luigi XIV e i primi decenni del Settecento.

La bottega era situata a Parigi in rue Saint-Jacques, principale centro del commercio calcografico francese, all’insegna del Mécénas. La formula impressa sull’esemplare chiarisce che Desrochers non fu soltanto l’incisore, ma anche l’editore e il venditore della stampa.

L’attribuzione trova conferma nei repertori museali, che registrano un ritratto di Françoise d’Aubigné eseguito proprio da Étienne Desrochers con tecnica incisoria mista di acquaforte e bulino (Fitzwilliam Museum).

Datazione

La tradizionale collocazione alla fine del XVII secolo è plausibile. La fondazione di Saint-Cyr nel 1686 fornisce il termine post quem, mentre l’attività parigina di Desrochers e l’aspetto ancora relativamente giovane della marchesa suggeriscono una realizzazione negli ultimi anni del Seicento, indicativamente tra il 1690 e il 1700.

Non si può escludere una tiratura o una ristampa nei primissimi anni del XVIII secolo; tuttavia, in assenza di una data incisa, è corretto conservare la catalogazione prudenziale: Parigi, fine XVII secolo.

Analisi del ritratto

Madame de Maintenon è rappresentata a mezzo busto, quasi frontalmente, con il volto leggermente ruotato e lo sguardo rivolto verso l’osservatore. La posa combina dignità aristocratica e controllo morale, evitando sia la spettacolarità dei grandi ritratti ufficiali sia l’austerità assoluta dell’immagine religiosa.

Il volto è incorniciato da capelli raccolti e disposti in morbide onde. Sul capo compare una piccola acconciatura ornamentale, mentre dietro la figura si apre un ampio velo o manto scuro, bordato d’oro. Questa quinta nera conferisce profondità al ritratto e fa emergere con particolare evidenza il viso.

La marchesa indossa una sontuosa veste rossa, arricchita da motivi floreali dorati e da bordure metalliche. La scollatura è profilata da un delicato pizzo; al collo porta una collana di perle dalla quale pende una piccola croce. L’unione fra lusso aristocratico e simboli religiosi sintetizza efficacemente la duplice identità della protagonista: donna di corte e guida morale dell’istituzione di Saint-Cyr.

La corona e l’immagine del potere

L’ornamento posto sul capo non deve essere interpretato necessariamente come una corona regale in senso stretto. Madame de Maintenon non fu mai ufficialmente regina di Francia e il suo matrimonio con Luigi XIV rimase segreto e morganatico.

L’elemento può avere una funzione prevalentemente celebrativa o alludere alla posizione eccezionale raggiunta dalla marchesa presso il sovrano. L’incisione costruisce infatti un’immagine di prestigio che, senza attribuirle apertamente un titolo regale, la presenta come figura degna della massima considerazione pubblica.

La cornice ovale rosa, recante nome, titolo e funzione, assume quasi il valore di una medaglia encomiastica. Il ritratto non è soltanto fisionomico: è una dichiarazione visiva di virtù, intelligenza, bellezza e autorevolezza.

La didascalia poetica

Al piede è conservata la didascalia originale a stampa, disposta entro un riquadro rettangolare:

«Rarement la vertu, l’Esprit et la Beauté
Dans un même sujet sont de Société;
Mais le Ciel de ses dons prodigue sans mesure,
Les ayant rassemblés dans celle que tu vois,
Ce Chef-d’œuvre de la Nature
Mérite d’être aimé des Peuples et des Rois.»

In traduzione:

«Raramente la virtù, l’ingegno e la bellezza si trovano uniti nella stessa persona; ma il Cielo, prodigo senza misura dei suoi doni, avendoli riuniti in colei che vedi, ha fatto di questo capolavoro della Natura una donna degna di essere amata dai popoli e dai re.»

Il componimento svolge una funzione apertamente encomiastica. La marchesa viene celebrata come sintesi eccezionale di virtù morale, intelligenza e bellezza. L’ultimo verso contiene un’allusione evidente al rapporto privilegiato con Luigi XIV: ella merita di essere amata non soltanto dai popoli, ma anche “dai re”.

La conservazione integrale di questi versi è particolarmente importante, poiché consente di comprendere la finalità originaria dell’incisione e la costruzione pubblica dell’immagine di Madame de Maintenon.

Tecnica incisoria

Il ritratto è eseguito mediante una raffinata combinazione di bulino e acquaforte. L’acquaforte sembra essere stata utilizzata per impostare le linee generali, mentre il bulino definisce i minuti particolari del volto, dei capelli, dei gioielli e dei tessuti.

Il viso è modellato attraverso una sottile rete di segni puntiformi e brevi tratti curvilinei. Particolarmente accurati risultano gli occhi, la bocca e le ciocche dei capelli. Il fondo verde presenta una trama molto fitta e regolare, mentre il grande velo nero crea una superficie compatta che contrasta con la luminosità dell’incarnato.

La veste è resa mediante tratti incrociati, successivamente arricchiti dalla coloritura rossa e dalle applicazioni dorate. Nonostante le ridotte dimensioni, il ritratto conserva un notevole grado di precisione.

Coloritura coeva e dorature

La coloritura manuale presenta caratteristiche compatibili con un intervento antico e verosimilmente coevo. La tavolozza è dominata dal rosso della veste, dal verde scuro dello sfondo, dal rosa della cornice e dal nero del velo.

Le dorature sono distribuite lungo i bordi del manto, sulle profilature dell’abito, nei motivi floreali della stoffa, nei gioielli, nella croce e nell’ornamento dei capelli. La loro applicazione non è soltanto decorativa, ma rafforza l’immagine di prestigio della marchesa.

Di particolare effetto è il contrasto fra il rosso profondo dell’abito e i piccoli tocchi d’oro disseminati sulla superficie. La coloritura trasforma così una stampa seriale in un manufatto individuale, più prezioso e destinato a una raccolta di particolare pregio.

Struttura materiale e montaggio antico

L’incisione misura mm 144 × 100 ed è stata rifilata, conservando però il ritratto, l’intera iscrizione identificativa, l’indirizzo editoriale e la didascalia poetica al piede. È stata successivamente e anticamente incollata su un foglio di carta di maggiori dimensioni.

Il montaggio risponde verosimilmente a una pratica collezionistica: piccoli ritratti di personaggi illustri venivano ritagliati, colorati e ordinati entro album o raccolte iconografiche. Il foglio di supporto assolve quindi una funzione protettiva e documenta una fase storica della conservazione dell’opera.

La didascalia non è manoscritta né aggiunta successivamente: appartiene alla matrice ed è parte integrante della stampa. La sua completezza costituisce un elemento favorevole nella valutazione dell’esemplare.

Stato di conservazione

Ottima copia, con impressione nitida e ben contrastata. Il volto conserva i minuti passaggi chiaroscurali, mentre le iscrizioni risultano sostanzialmente complete e leggibili.

L’incisione è rifilata e anticamente applicata su foglio, come dichiarato. La figurazione principale, la cornice ovale, la sottoscrizione editoriale e il testo poetico sono conservati. La coloritura mantiene una notevole vivacità e le dorature sono ancora ampiamente presenti.

Si osservano soltanto modeste irregolarità nella stesura dei pigmenti, minimi segni superficiali e naturali tracce del tempo, senza elementi tali da compromettere la qualità estetica o la leggibilità dell’opera.

Rarità e interesse collezionistico

Il ritratto possiede un interesse considerevole sia per l’importanza storica della protagonista sia per l’identificazione dell’incisore-editore. Le incisioni di Desrochers sono note nel mercato antiquario, ma gli esemplari con coloritura coeva e diffuse dorature sono sensibilmente meno comuni delle normali prove in bianco e nero.

Il foglio riunisce diversi motivi d’interesse: ritratto femminile, corte di Luigi XIV, storia dell’educazione, iconografia di Saint-Cyr, incisione parigina della rue Saint-Jacques e antiche pratiche di coloritura.

La completezza della didascalia poetica e dell’indirizzo editoriale permette inoltre una catalogazione precisa, compensando in buona misura la rifilatura e il montaggio antico.

Perché è interessante oggi

Françoise d’Aubigné fu una donna capace di trasformare una condizione iniziale fragile in una posizione di straordinaria influenza culturale e politica. Il suo progetto di Saint-Cyr rappresenta una pagina fondamentale nella storia dell’educazione femminile e nella lenta affermazione del diritto delle donne a una formazione articolata.

L’incisione consente inoltre di osservare come un ritratto fosse utilizzato per costruire una reputazione pubblica: l’immagine e i versi uniscono bellezza, intelligenza e virtù in un modello femminile destinato a essere ammirato dalla società del tempo.

Perché è un acquisto consapevole

L’opera è correttamente identificata, firmata nella lastra da Étienne Desrochers e completa della sua iscrizione encomiastica. La rifilatura e il montaggio antico sono chiaramente dichiarati, mentre risultano valorizzati la qualità dell’impressione, la coloritura coeva e l’estesa decorazione dorata.

Si tratta di un piccolo ma raffinato documento originale della cultura figurativa francese tra Sei e Settecento, legato a una protagonista di assoluto rilievo e a un incisore specializzato nel ritratto storico.

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