Gabriele Mandel Khān
Alfabeto arabo. Stili, varianti e adattamenti calligrafici
Milano, Mondadori Arte, 2010
Volume (cm 23 × 15,5), pp. 143, (1). Brossura editoriale in cartoncino lucido con alette, illustrata a colori alle coperte; titoli al dorso. Riccamente illustrato nel testo con esempi di lettere, varianti grafiche, tavole calligrafiche, miniature arabe, composizioni zoomorfe e antropomorfe, iscrizioni architettoniche e modelli tratti da manoscritti storici. Buona copia.
Nota storico-critica
Quest’opera di Gabriele Mandel Khān – islamista, psicanalista sufi e fra i più autorevoli studiosi europei di calligrafia orientale – costituisce uno dei testi divulgativi più completi e accessibili dedicati all’alfabeto arabo in chiave storico-artistica. Mandel non si limita a descrivere le forme delle lettere, ma ne segue l’evoluzione dalle prime grafie nabatee fino ai grandi stili classici (kūfic, naskh, thuluth, diwani, maghribi), mostrando come la scrittura araba sia al tempo stesso sistema grafico e arte sacra, permeata da simbolismo numerologico, valenze mistiche e adattamenti culturali nei diversi paesi dell’Islam.
Uno degli aspetti più rilevanti del volume è la presentazione della calligrafia come architettura, evidenziata attraverso modelli monumentali ottomani, iscrizioni su moschee, intrecci poligonali kūfici e composizioni decorative che trasformano la parola in struttura visiva. Accanto a ciò, Mandel dedica spazio alle combinazioni antropomorfe e zoomorfe, un genere raffinato e oggi molto ricercato, che dimostra la capacità dei calligrafi di fondere testo e immagine mantenendo la leggibilità del messaggio sacro.
La parte finale del volume, dedicata alla spiegazione lettera per lettera – significati simbolici, valori fonetici, varianti stilistiche e contesti d’uso – offre un quadro compatto e aggiornato del linguaggio calligrafico arabo moderno, rendendo il libro un riferimento sia per studenti e grafici contemporanei, sia per collezionisti di manoscritti e arti dell’Islam.














