INVESTI in Arte, Cultura e Bellezza -> Sconto 18%
, , ,

Giambatista Pizzi – Opere di Giambatista Pizzi, prete veronese. Volume primo – Venezia, dalla Tipografia di Alvisopoli, 1832

120,00  98,40 

Curiosa edizione veneziana del 1832 dedicata agli scritti del sacerdote veronese Giambatista Pizzi. Il volume, stampato a spese del professore Carlo Roggia presso la tipografia Alvisopoli, raccoglie l’elogio accademico letto all’Ateneo di Venezia e alcuni panegirici dell’autore. La dicitura Volume primo lascia supporre un progetto editoriale più ampio probabilmente mai completato.

Disponibilità: 1 disponibili

- +

Giambatista Pizzi

Opere di Giambatista Pizzi, prete veronese. Volume primo  

Venezia, dalla Tipografia di Alvisopoli, 1832

Volume in 8° (cm 22 × 13,5); pagine (4) + 154 + (4).

Antiporta con ritratto inciso di Giambatista Pizzi, firmato Fr. Rosa inc..
Frontespizio tipografico con fregio ornamentale centrale.

Elegante legatura coeva in piena percalina color ocra-aranciato con titolo e fregi al dorso.

Stato di conservazione

Esemplare complessivamente buono.

Presenta:

  • fioriture diffuse nelle carte
  • lievi segni del tempo alla legatura
  • carta ancora solida e ben conservata.

Il ritratto inciso

L’antiporta raffigura Giambatista Pizzi in abito sacerdotale con berretta clericale. L’incisione, firmata Fr. Rosa, è realizzata con tratteggio sottile e rientra nella tipologia dei ritratti librari celebrativi ottocenteschi, destinati a fissare l’immagine dell’autore nelle pubblicazioni commemorative. Il volto è modellato con attenzione psicologica e restituisce l’immagine di un ecclesiastico austero e colto, tipica rappresentazione dei predicatori e oratori sacri dell’epoca.

Contenuto dell’opera

Il volume raccoglie testi celebrativi e oratori dedicati alla figura del sacerdote veronese.

Contenuti principali

  • Elogio di Giovanni Battista Pizzi, letto nell’Ateneo di Venezia dal prof. Carlo Roggia
  • Panegirici di Giambatista Pizzi

I panegirici appartengono alla tradizione dell’oratoria sacra, genere molto diffuso tra Sei e Ottocento, destinato a cerimonie religiose, feste liturgiche e commemorazioni ecclesiastiche.

Origine dell’opera

L’opera nasce da un preciso episodio della vita culturale veneziana. Il 21 aprile 1831 il professore Carlo Roggia pronunciò presso l’Ateneo Veneto di Venezia un elogio dedicato a Giambatista Pizzi.

Questo discorso venne inizialmente stampato come opuscolo autonomo nel 1831 presso la stessa tipografia Alvisopoli.

L’edizione del 1832 rappresenta quindi una versione ampliata e inserita in un progetto editoriale più ambizioso, destinato a raccogliere le opere del sacerdote veronese.

Un progetto editoriale probabilmente incompiuto

Il frontespizio riporta chiaramente la dicitura:

Volume primo

Tuttavia le ricerche bibliografiche non permettono di individuare con certezza ulteriori volumi della serie.

È quindi molto probabile che il progetto editoriale:

  • fosse concepito in più tomi
  • ma non sia stato completato.

Situazioni analoghe erano piuttosto frequenti nell’editoria ottocentesca, soprattutto quando le pubblicazioni venivano finanziate a spese private di eruditi o accademici.

Giambatista Pizzi

Giambatista Pizzi fu un sacerdote veronese e oratore sacro, attivo probabilmente tra la fine del XVIII e i primi decenni del XIX secolo. La presenza di un elogio pronunciato all’Ateneo veneziano dimostra che la sua figura era stimata negli ambienti ecclesiastici e culturali veneti. Il volume costituisce oggi una delle principali testimonianze bibliografiche della sua attività oratoria.

Carlo Roggia

Il curatore dell’opera, Carlo Roggia, appare come un erudito o professore legato agli ambienti culturali veneziani. Nel proemio egli dichiara di aver sostenuto personalmente le spese di stampa, segno che la pubblicazione aveva un carattere commemorativo e culturale piuttosto che commerciale. Questo tipo di iniziativa era piuttosto comune nell’ambiente accademico dell’Ottocento.

La Tipografia di Alvisopoli

La Tipografia di Alvisopoli fu una delle principali officine tipografiche veneziane tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento. L’officina proseguì la lunga tradizione tipografica veneziana stampando:

  • opere letterarie
  • testi religiosi
  • pubblicazioni accademiche
  • edizioni commemorative.

Il piccolo fregio ornamentale presente nel frontespizio è tipico della produzione Alvisopoli degli anni 1820-1840, periodo in cui le tipografie veneziane adottavano uno stile tipografico sobrio di gusto neoclassico.

Interesse storico e collezionistico

Opera interessante per diversi motivi:

  • testimonianza dell’oratoria sacra veneta dell’Ottocento
  • edizione privata promossa da un erudito
  • presenza di ritratto inciso dell’autore
  • possibile opera incompiuta
  • stampa di prestigiosa tipografia veneziana.

Il volume rappresenta inoltre una curiosa testimonianza della vita culturale veneziana legata all’Ateneo Veneto..

Torna in alto