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Giraudeau de Saint-Gervais – Trattato delle malattie sifilitiche… – Torino, Stabilimento tipografico di Alessandro Fontana, 1847

450,00  369,00 

Prima edizione italiana del trattato medico di Giraudeau de Saint-Gervais, con cinque tavole litografiche a colori tratte dall’Atlas des Maladies Syphilitiques. Esemplare completo, in legatura coeva in mezza pelle con fregi dorati, ben conservato e raro nella sua integrità.

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Giraudeau de Saint-Gervais, [Jean-Baptiste-Antoine]

Trattato delle malattie sifilitiche, delle affezioni della pelle e delle malattie degli organi genito-urinarii…

Torino, Stabilimento tipografico di Alessandro Fontana, 1847
Prima versione italiana

Descrizione fisica

Un volume in 8° grande (cm. 16,5 × 26); pagine: 714, (2).
Con ritratto inciso dell’autore all’antiporta e 5 tavole litografiche a colori raffiguranti lesioni sifilitiche e dermatosi, tratte dall’Atlas des maladies syphilitiques. Legatura coeva in mezza pelle verde e marrone, piatti in carta marmorizzata; dorso a nervi finti con titolo e fregi dorati entro comparti decorati.
Esemplare genuino e completo, con leggere fioriture marginali ma ottima conservazione generale, carta forte e ben preservata.

Contenuto

Prima traduzione italiana dell’importante trattato medico di Jean-Baptiste-Antoine Giraudeau de Saint-Gervais, dedicato allo studio sistematico delle malattie veneree, sifilitiche e cutanee.
L’opera — ampliata rispetto all’edizione francese — unisce rigore clinico e intento didattico, con un approccio comparativo ai diversi metodi terapeutici dell’epoca e un’ampia trattazione delle manifestazioni cutanee correlate al morbo sifilitico.

Il volume si apre con una disamina delle origini e della diffusione della sifilide, seguita da un esame morfologico delle lesioni primarie e secondarie, delle affezioni mucose, oculari e genitali, e da un’ampia sezione terapeutica che discute le pratiche mercuriali, i rimedi alternativi e la necessità di protocolli profilattici moderni.

Il testo è arricchito dalle riflessioni pratiche sui pericoli del mercurio e sull’insufficienza degli antillogistici, anticipando la sensibilità scientifica che porterà alle ricerche tossicologiche della seconda metà dell’Ottocento.

Apparato illustrativo

Le cinque tavole litografiche a colori, di notevole impatto visivo, riproducono con realismo anatomico e sensibilità clinica le principali forme di lesioni sifilitiche e cutanee (ulcere palatine, pustole, eczema, escrescenze, lesioni ereditate, fimosi).
Ciascuna tavola reca la doppia dicitura Syphilides – Atlas des Maladies Syphilitiques – Traité du Dr. Giraudeau de St. Gervais e risulta finemente acquerellata a mano, con una resa cromatica morbida ma precisa.
Le tavole, tipiche della scuola medica parigina di metà Ottocento, rappresentano una sintesi tra rigore scientifico e arte anatomica, e costituiscono un prezioso documento della grafica medica d’epoca.

Contesto storico e scientifico

L’opera segna una tappa fondamentale nella storia della dermatologia e venereologia moderna, collocandosi tra Alibert, Cazenave e Ricord.
Giraudeau, medico della Facoltà di Parigi e membro di numerose accademie europee, fu tra i primi a promuovere una classificazione nosologica razionale delle malattie cutanee e sifilitiche, fondata su osservazione diretta, descrizione morfologica e confronto anatomo-clinico.

La traduzione italiana del 1847, stampata a Torino, testimonia la rapida diffusione in Italia delle teorie mediche francesi e riflette l’interesse dei circoli scientifici piemontesi per la medicina sperimentale.

Nota comparativa: da Fracastoro a Giraudeau

L’accostamento tra la Sifilide di Girolamo Fracastoro (1530) e il presente trattato di Giraudeau de Saint-Gervais (1847) consente di cogliere, a oltre tre secoli di distanza, l’evoluzione del pensiero medico e dell’immaginario collegato al morbo gallico.
Nel poema rinascimentale il male è allegoria cosmica e morale, castigo divino e occasione di meditazione filosofica; nel trattato ottocentesco, al contrario, esso diviene oggetto di analisi clinica e sperimentale, descritto con rigore anatomico e accompagnato da un apparato iconografico di forte impatto realistico.

Il percorso che unisce Fracastoro a Giraudeau testimonia la trasformazione del sapere medico da scienza umanistica a scienza positivista, ma anche la continuità di un tema — la sifilide — che attraversa l’arte, la letteratura e la medicina come simbolo della modernità.
Così, la pagina incisa del Ramanzini e la tavola cromolitografica torinese diventano due volti di una stessa storia culturale: quella del corpo malato come specchio della conoscenza e della fragilità umana.

Rarità e stato di conservazione

Esemplare completo di tutte le tavole (spesso mancanti o fortemente rovinate nelle copie coeve), in legatura editoriale coeva ben conservata. Opera non comune sul mercato antiquario italiano, particolarmente rara nella versione torinese del 1847, che precede di un anno l’edizione milanese.

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