Giuseppe Briacca
Una contestazione giuridica della Signoria Vescovile e del Potere Imperiale nella Comunità dell’Ossola Superiore dagli atti processuali del 1318-1321
Novara, Tipografia S. Gaudenzio, 1979
Volume (dimensione cm 30 × 21), pp. 119, (1).
Illustrato con tavole fotografiche in bianco e nero, tra cui riproduzioni di documenti medievali, mappe, incisioni storiche e vedute dell’Ossola.
Brossura editoriale in cartoncino bianco con illustrazione in nero al piatto superiore; volume ben conservato, ottima copia.
Contenuto
Opera fondamentale per la storia giuridica e istituzionale dell’Ossola medievale, ricostruisce – attraverso gli atti processuali conservati nell’Archivio – il conflitto fra:
- La Signoria Vescovile di Novara, che rivendicava diritti di giurisdizione e imposizioni fiscali;
- Il Potere Imperiale, in particolare la tradizione dei privilegi concessi alle comunità alpine;
- La Comunità dell’Ossola Superiore, che nel primo Trecento oppone una resistenza articolata, fondata su consuetudini, autonomie locali e attività di procura.
Il volume comprende:
- Ampia introduzione storica su Uguccione Borromei e i rapporti tra vescovado e comunità;
- Studio dell’assetto istituzionale dell’Ossola tra XIII e XIV secolo;
- Sezione dedicata alla paleografia e alla descrizione materiale dei documenti;
- Edizione integrale e commentata del testo latino del Processus avenionensis atque arbitramentum astenese (Rotoli A, B e C).
Interesse storico
Opera molto ricercata dagli studiosi di:
- storia dell’Ossola medievale,
- diritto e istituzioni comunali,
- rapporti tra potere ecclesiastico e autorità imperiale,
- diplomatica e paleografia.
Costituisce una delle più approfondite analisi sui nuclei documentari ossolani del periodo avignonese e sulle prime forme di autonomia delle comunità montane.
Profilo biografico di Giuseppe Briacca
Giuseppe Briacca (Domodossola, 1921 – 1998 circa) è stato uno degli studiosi più autorevoli della storia ossolana del Medioevo. Storico, paleografo e divulgatore colto, dedicò gran parte della propria attività alla ricostruzione delle vicende istituzionali e giuridiche delle comunità alpine, con particolare attenzione ai rapporti tra autorità ecclesiastica, potere imperiale e autonomie locali.
Fu collaboratore di istituti culturali, archivi e centri di ricerca del territorio, distinguendosi per l’accuratezza metodologica e per l’uso sistematico delle fonti originali – pergamene, atti processuali, documenti notarili.
La sua produzione, oggi di riferimento per gli studiosi, comprende saggi, articoli e monografie che hanno contribuito in modo decisivo alla conoscenza dell’Ossola nel Medioevo e alla valorizzazione dei suoi archivi storici.
Inquadramento storico dell’Ossola nel primo Trecento
All’inizio del XIV secolo l’Ossola si trova in una condizione politica complessa, sospesa tra:
- l’autorità dei vescovi di Novara, che esercitano diritti signorili antichi;
- le prerogative imperiali, spesso richiamate dagli abitanti come garanzia di libertà;
- il consolidarsi delle comunità locali, desiderose di autodeterminazione e gestione autonoma delle risorse.
Il periodo 1318-1321 coincide con una fase cruciale: la comunità dell’Ossola Superiore avvia una contestazione formale contro il vescovo Uguccione Borromei, accusandolo di abuso di potere e di violazione dei privilegi imperiali che, secondo gli ossolani, garantivano ampia autonomia fiscale e amministrativa.
La controversia si svolge tra Avignone (sede papale), Asti e Milano, coinvolgendo giuristi, procuratori e autorità ecclesiastiche di alto livello.
Il conflitto mette in luce il vivace dinamismo istituzionale delle comunità alpine, capaci di difendere i propri diritti con strumenti giuridici moderni per l’epoca.
Nota sull’importanza degli atti processuali medievali ossolani
Gli atti processuali del 1318-1321 – riprodotti e analizzati nell’opera di Briacca – costituiscono una delle testimonianze più preziose della storia ossolana medievale. Essi permettono di:
- ricostruire le pratiche giuridiche e le forme di rappresentanza politica del tempo;
- comprendere in modo diretto le rivalità tra poteri (vescovado, impero, comunità);
- osservare esempi rari di linguaggio giuridico e diplomatico impiegato da comunità montane;
- documentare la vita quotidiana, l’organizzazione sociale e la gestione del territorio.
Il valore di questi rotoli pergamenacei non è solo storico, ma anche paleografico: permettono di studiare mani scrittorie, formulari notarili, tecniche di redazione e registrazione.
La loro trascrizione integrale, accompagnata da commenti critici, rende il volume di Briacca un’opera imprescindibile per chi si occupa di Medioevo piemontese, storia del diritto comune e istituzioni comunali alpine.














