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H. Syer Cuming – On the Seals of the Knights Templars (1881) – Con lettera autografa dell’autore

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Raro estratto originale del saggio di H. Syer Cuming sui sigilli dei Cavalieri Templari (1881), corredato da lettera autografa dell’autore a Lucius Toulmin Smith. Documento di alto interesse antiquario e storico-archeologico, in cui l’erudito inglese contesta con arguzia le tesi di idolatria templare di Von Hammer. Splendido esemplare con carta vergata filigranata “Fourdrinier’s Adiaporos” e tavola incisa sigilli templari.

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H. Syer Cuming

On the Seals of the Knights Templars (1881)  

Con lettera autografa dell’autore a Lucius Toulmin Smith, datata 30 gennaio 1886.

Descrizione bibliografica e fisica

Opuscolo proveniente da grande collezione, rilegato in mezza tela blu con piatti marmorizzati in blu e nero, titoli dorati al dorso, ex libris cartaceo alla seconda copertina. Dimensioni: cm 15,5 × 23,5. Pagine: estratto da “Journal of the British Archaeological Association”, vol. XXXVII (1881), pp. 122–126. All’interno, una tavola incisa con cinque riproduzioni di sigilli templari (nn. 1–5), con la “matrix” del sigillo n. 3. All’inizio è conservata una lettera autografa dell’autore, datata 83 Kennington Park Road, 30 gennaio 1886, indirizzata a Lucius Toulmin Smith, Esq. Le carte sono complessivamente ben conservate, pulite e sane; ottimo esemplare.

Contenuto

L’opuscolo riproduce il saggio di Henry Syer Cuming (1817–1902), antiquario, numismatico e vicepresidente della British Archaeological Association, letto in seduta il 20 aprile 1881.
Il testo, di tono erudito ma non privo di ironia, indaga le tipologie e la simbologia dei sigilli dei Cavalieri Templari, soffermandosi sul più celebre di essi, recante l’immagine dei due cavalieri in sella a un medesimo destriero, emblema di fratellanza e povertà.
Cuming confronta le varianti note dei sigilli templari provenienti da diverse collezioni inglesi e francesi, includendo osservazioni sulle matrici e sulle tecniche di coniazione, con particolare attenzione al linguaggio araldico.

La tavola incisa riporta cinque sigilli templari, tra cui la matrice metallica originale del n. 3, e costituisce una delle prime rappresentazioni sistematiche dei sigilli dell’Ordine in ambito britannico.

La lettera autografa di H. Syer Cuming

All’interno dell’esemplare è conservata una lettera autografa dell’autore, indirizzata al giurista e medievista Lucius Toulmin Smith, importante esponente dell’erudizione storica inglese di fine Ottocento e amico personale di Cuming.
La missiva, interamente manoscritta e firmata, è datata London, 30 January 1886, e testimonia il tono cortese e ironico dello studioso nell’affrontare il tema templare.

Trascrizione diplomatica della lettera Traduzione italiana
83, Kennington Park Road, S.E. Jan. 30th 1886.

Dear Sir,

I am very glad that I have succeeded in finding for your friend a copy of the
Paper on the Seals of the Knights Templars.
Half the copies were sent to the late Dr. Kendrick,
and the Paper was no sooner published in our
Journal than applications for copies of it came
in thick upon me so that my stock was soon
reduced.

The Seals of the Knights Templars are
very rare, but still rarer are the Idols they
worshipped — if they ever did perpetrate such
a crime, which to my mind is very doubtful.
Some of the strange looking little Images
that we occasionally meet with are far more
likely to have been employed by the old Astrologers
than by the Red-Cross Knights, upon whom Von
Hammer is so hard.

Yours faithfully,

H. Syer Cuming.

To
L. Toulmin Smith, Esq.

83, Kennington Park Road, S.E. – Londra, 30 gennaio 1886

Caro Signore,

Sono molto lieto di essere riuscito a trovare per il Suo amico una copia del mio scritto On the Seals of the Knights Templars.
Metà delle copie furono inviate al defunto dottor Kendrick, e non appena il saggio fu pubblicato nel nostro Journal, ricevetti così numerose richieste che la mia scorta si ridusse rapidamente.

I sigilli dei Cavalieri Templari sono molto rari, ma ancor più rari sono gli idoli che si dice essi adorassero — se mai commisero davvero un tale crimine, cosa che a mio avviso è assai dubbia.
Alcune delle strane piccole figure che di tanto in tanto si incontrano sono assai più probabilmente state usate dai vecchi astrologi che non dai Cavalieri della Croce Rossa, sui quali Von Hammer è tanto severo.

Devotamente Suo,

H. Syer Cuming

Al signor Lucius Toulmin Smith, Esq.

 

Nota interpretativa

La lettera costituisce un documento raro di corrispondenza antiquaria ottocentesca e riflette il dibattito intellettuale dell’epoca tra erudizione archeologica e mito esoterico templare.
Cuming, con tono pacato e scettico, prende esplicitamente le distanze dalle teorie di Joseph von Hammer-Purgstall (Mysterium Baphometis revelatum, 1818), che interpretava le accuse di idolatria ai Templari come segno di pratiche gnostiche.
Lo studioso respinge tali ipotesi con spirito razionale e ironico, affermando che le presunte “immagini idolatriche” sono con ogni probabilità antichi strumenti astrologici mal interpretati.
Il passo finale — “upon whom Von Hammer is so hard” — mostra l’elegante understatement con cui Cuming deride l’intransigenza del celebre orientalista austriaco.

Nota codicologica sulla lettera

Lettera manoscritta su carta vergata inglese ottocentesca, piegata in due fogli (cm ca. 20 × 25), inchiostro bruno, scrittura corsiva regolare.
La carta reca filigrana figurata con unicorno rampante e iscrizione “FOURDRINIER’S ADIAPOROS”, marchio della storica cartiera dei fratelli Henry e Sealy Fourdrinier, pionieri della macchina continua per la produzione della carta (patente 1803).
Il termine Adiaporos (dal greco ἀδιάπορος, “impermeabile”) designava un tipo di carta resistente e di alta qualità, destinata a uso epistolare e archivistico.
La combinazione dell’unicorno con il marchio Fourdrinier consente di collocare la fabbricazione tra il 1875 e il 1885, perfettamente coerente con la data della missiva (1886), e di confermarne l’autenticità.

Nota simbolica conclusiva

L’unicorno, emblema di purezza, forza e verità, rappresenta un contrappunto ideale al contenuto della lettera: il simbolo araldico che campeggia sulla filigrana diventa una metafora del metodo di Cuming — uno sguardo lucido e “incorruttibile” rivolto alle leggende templari.
Come l’unicorno, che secondo la tradizione poteva essere catturato solo dalla verità e dalla purezza, anche l’autore si pone come studioso immune al fascino mitico, restituendo ai sigilli templari la loro dignità storica e il loro valore documentario.

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