INVESTI in Arte, Cultura e Bellezza -> Sconto 18%
, , ,

Poesia Giuseppe Petrosellini – Musica Giovanni Cavi – Il Trionfo delle Belle Arti – Roma, Casaletti, 1795.

300,00  246,00 

Cantata allegorica in onore del secondo centenario dell’Accademia del Disegno di Roma (1795), con poesia dell’abate Petrosellini e musica di Giovanni Cavi. Il libretto celebra le Belle Arti sotto il pontificato di Pio VI, con il pittore Tommaso Maria Conca Principe dell’Accademia. Raro esemplare settecentesco in coperta coeva marmorizzata, ben conservato.

Disponibilità: 1 disponibili

- +
COD: Sdt 1804 Categorie: , , , Tag: , ,

Il Trionfo delle Belle Arti

Cantata a due voci in occasione del secondo centesimo celebrato in Roma dall’Accademia del Disegno colla distribuzione de’ premi l’anno MDCCXCV (1795).
Poesia di Abate Giuseppe Petrosellini – Musica di Giovanni Cavi.

Dati editoriali

  • Luogo e anno: Roma, Nella Stamperia del Casaletti, 1795.
  • Formato: in-8° (cm 13,5 x 19).
  • Pagine: VIII, (2).
  • Legatura: coperta coeva in carta marmorizzata.
  • Marca tipografica e decorazioni: testatina xilografica istoriata a motivi romani alla pagina III.
  • Condizioni: esemplare ben conservato, con minimi segni del tempo, nel complesso più che buone.

Contenuto

  • Interlocutori: Il Genio di Roma e La Fama.
  • La cantata fu composta per celebrare il secondo centenario dell’Accademia del Disegno in Roma, in occasione della distribuzione dei premi annuali.
  • La poesia è di Giuseppe Petrosellini (1727–1799), abate e librettista romano attivo nella seconda metà del Settecento, autore di numerosi testi per opere buffe e cantate.
  • La musica è del maestro Giovanni Cavi, musicista al servizio di S.A.R. il Principe Augusto d’Inghilterra.
  • Il libretto è dedicato a Papa Pio VI (Giovanni Angelo Braschi, 1717–1799), allora pontefice regnante, e ricorda come Principe dell’Accademia il pittore Tommaso Maria Conca (1734–1822), importante figura artistica romana, legato alla tradizione accademica tardo-barocca e neoclassica.

Nota storico-artistica

Questo libretto si inserisce nella tradizione settecentesca delle cantate celebrative accademiche, in cui musica e poesia si univano per celebrare eventi solenni legati a istituzioni artistiche, religiose e politiche. In particolare, i “centenari” delle Accademie erano occasioni per rafforzare il prestigio culturale e il legame con il potere pontificio.
L’uso di interlocutori allegorici (Il Genio di Roma e La Fama) riflette la consuetudine classicista di celebrare le arti attraverso figure simboliche, con un forte richiamo alla tradizione antica e romana.

Esemplari e rarità

L’opera, stampata dalla tipografia Casaletti di Roma, è di grande rarità bibliografica: trattandosi di un libretto celebrativo a diffusione limitata, la sua circolazione fu ristretta ai membri dell’Accademia e agli ambienti artistici romani. Esemplari sono oggi reperibili solo in poche biblioteche storiche italiane.

Torna in alto