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Isolina Trabattoni – Ombre del passato. – Preglia di Crevoladossola, Industria Grafica Ossolana, 1971

80,00  65,60 

Ombre del passato è uno dei volumi più rappresentativi della riscoperta della tradizione orale ossolana negli anni Settanta. Trabattoni, con lavoro appassionato e sistematico, registra racconti che fino ad allora circolavano quasi esclusivamente per via orale, contribuendo a preservare un segmento fondamentale del patrimonio antropologico del Sempione. Il libro, stampato con cura tipografica superiore alla media locale, è oggi ricercato come testimonianza culturale e iconografica di un’epoca in cui l’identità alpina veniva riscoperta e codificata.

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Isolina Trabattoni

Ombre del passato. Leggende del Sempione e della Valle Ossola 
Preglia di Crevoladossola, Industria Grafica Ossolana, 1971

Descrizione fisica

Volume in formato cm 31,5 × 23, pp. 124, (4).
Riccamente illustrato con tavole in bianco e nero a piena pagina, tratte da disegni originali che accompagnano ogni leggenda e ne accentuano l’atmosfera visionaria e popolare.
Legatura editoriale in piena pelle verde, con titolo e cornice dorata impressi al piatto superiore; titolo dorato al dorso. Esemplare in buona copia, con minimi segni d’uso ai bordi.

Contenuto

Il volume raccoglie un’ampia selezione di leggende, racconti popolari e tradizioni orali del Sempione e della Valle Ossola, trascritte e ordinate da Isolina Trabattoni.
Il corpus include narrazioni di:

  • luoghi storici e simbolici (Gondo, Trasquera, Sagi, Alpe Veglia)
  • presenze sovrannaturali, serpenti e creature leggendarie
  • episodi legati ai pericoli delle vie di transito alpine
  • incontri miracolosi e storie sacre della devozione valligiana

La struttura del libro alterna brevi testi narrativi o poetici e illustrazioni originali, che ne costituiscono un autentico apparato iconografico d’autore.

Apparato iconografico

Le illustrazioni, nitide e di forte impatto, rappresentano:

  • animali e figure mostruose della tradizione alpina
  • torri, castelli e luoghi di confine immersi in paesaggi invernali
  • scene narrative tratte dalle leggende più note
  • episodi religiosi o miracolosi secondo l’immaginario ossolano

Sono tavole eseguite con tratto grafico raffinato, di valore documentario e artistico, capaci di restituire l’immaginario collettivo della valle negli ultimi secoli.

Profilo di Isolina Trabattoni

Isolina Trabattoni (XX sec.) è stata una delle figure più significative nella raccolta, conservazione e divulgazione delle tradizioni popolari del Sempione e della Valle Ossola durante la seconda metà del Novecento. Appassionata conoscitrice del territorio e della sua cultura orale, si dedicò con rigore quasi etnografico alla ricerca di racconti, fiabe, testimonianze e ricordi tramandati nelle comunità alpine.

La sua opera più nota, Ombre del passato (1971), rappresenta uno dei primi tentativi sistematici di fissare su carta un patrimonio narrativo che rischiava di scomparire con il rapido mutamento sociale della valle. Trabattoni raccoglieva le storie direttamente dalla voce degli anziani, rispettandone tono, lessico e cadenze, e ricostruendo un quadro coerente della mitologia minore ossolana: serpenti mostruosi, torri e manieri spettrali, miracoli, incontri sovrannaturali, fatti di brigantaggio e memorie di un passato duro e avventuroso.

La curatrice ebbe il merito di dare forma letteraria alle tradizioni orali senza snaturarle, affiancandole a illustrazioni che ne amplificano il carattere visionario e popolare. Il risultato è un’opera che si colloca a metà tra la documentazione antropologica e la rievocazione poetica, preziosa per la ricostruzione dell’immaginario culturale dell’Ossola.

Sebbene non particolarmente nota fuori dall’ambito locale, Trabattoni gode oggi di una rinnovata attenzione da parte degli studiosi di cultura alpina, come una delle figure che, con sensibilità moderna e consapevole, contribuì a preservare un mondo narrativo destinato a dissolversi con la fine delle civiltà rurali.

Nota sul folklore ossolano

Il folklore ossolano costituisce uno dei patrimoni più ricchi e stratificati dell’arco alpino occidentale, frutto di secoli di interscambi tra culture montane, tradizioni walser, influssi piemontesi e suggestioni transalpine provenienti dal Sempione. In questo ambiente isolato ma al tempo stesso attraversato da vie di comunicazione millenarie, si è sviluppato un immaginario popolare caratterizzato da creature fantastiche, leggende di confine, spiriti tutelari, miracoli, apparizioni, antichi briganti e luoghi “segnati” dalla memoria collettiva.

Le vallate ossolane, con i loro boschi fitti, le gole, i torrenti tumultuosi e gli alpeggi remoti, hanno alimentato per secoli racconti che spiegavano fenomeni naturali attraverso figure sovrannaturali: serpenti mostruosi, spiriti delle acque, demoni custodi di tesori sepolti, animali inquietanti che mutano forma. Accanto al fantastico, sopravvive un vasto repertorio di leggende devozionali, spesso legate a eremi, santuari, croci poste sui valichi e miracoli attribuiti a santi molto venerati localmente.

Un ruolo importante è ricoperto anche dalle narrazioni storiche: torri e castelli abbandonati, locande famigerate, briganti del Sempione, notai truffaldini o figure singolari della vita alpina diventano protagonisti di racconti che, pur con base reale, sono stati trasformati dalla fantasia popolare in piccoli “epici” di montagna.

La forza del folklore ossolano risiede nella sua funzione identitaria: esso ha permesso per secoli alle comunità montane di tramandare valori, paure, norme morali e memorie condivise, fungendo da ponte tra il passato e il presente. Opere come Ombre del passato di Isolina Trabattoni hanno contribuito in modo decisivo alla salvaguardia di questo patrimonio, fissando sulla pagina un mondo narrativo che rischiava di scomparire con l’erosione della cultura rurale e l’avvento della modernità.

 

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