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Italo Balbo – La centuria alata – Milano, A. Mondadori Editore, 1934

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Balbo descrive la preparazione, le difficoltà tecniche, l’organizzazione logistica e la dimensione propagandistica delle spedizioni, con particolare attenzione all’impresa del Decennale (1933).

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Italo Balbo

La centuria alata
Milano, A. Mondadori Editore, 1934
Prima edizione

Descrizione fisica
Volume in formato cm 23 x 15, pagine 292, completo di 49 illustrazioni fuori testo e una carta geografica ripiegata. Brossura editoriale in cartoncino con le ali; coperta illustrata con ritratto fotografico di Balbo al comando del velivolo; titoli al dorso. Stato di conservazione: buona copia, con normali tracce d’uso ai margini della coperta e fisiologica ingiallitura della carta.

Contenuto
Opera di carattere documentario e celebrativo, dedicata alle imprese della Regia Aeronautica negli anni delle grandi trasvolate atlantiche. Balbo descrive la preparazione, le difficoltà tecniche, l’organizzazione logistica e la dimensione propagandistica delle spedizioni, con particolare attenzione all’impresa del Decennale (1933). Le numerose fotografie ritraggono:

  • I momenti salienti del viaggio (Lisbona, New York, Chicago, Montreal).
  • Scene di vita di bordo, equipaggi, velivoli S.55X in formazione.
  • Autorità politiche e militari, comprese le accoglienze ufficiali al Lido di Roma e negli Stati Uniti.
  • Documenti iconografici e tecnici relativi ai velivoli impiegati.

Nota storico-critica

La centuria alata è tra le opere più emblematiche della produzione memorialistica e propagandistica di Italo Balbo, figura chiave dell’aeronautica italiana degli anni Trenta. Il volume è pensato per documentare e al contempo celebrare le trasvolate in formazione – in particolare la Crociera Aerea del Decennale – che rappresentarono il culmine della strategia comunicativa del regime nel campo dell’aviazione.

Balbo interpreta il volo non solo come impresa tecnica, ma come missione collettiva, simbolo di disciplina, modernità e potenza nazionale. La narrazione costruisce un’immagine eroica dei reparti aviatori, descritti come avanguardia morale e tecnologica dell’Italia fascista. L’attenzione ai dettagli tecnici, alle cronache di bordo e agli apparati organizzativi contribuisce tuttavia a conferire all’opera un valore documentario significativo, che va oltre la retorica dell’epoca.

Dal punto di vista culturale, Balbo incarna il passaggio dall’aviatore-pioniere individuale (Lindbergh, De Pinedo, Ferrarin) all’aviatore-organizzatore, promotore di operazioni aeronautiche complesse, fondate su coordinamento, formazione e logistica avanzata. Le trasvolate di massa da lui dirette collocarono temporaneamente l’Italia fra i protagonisti mondiali dell’aviazione, offrendo al Paese un’immagine di efficienza tecnica e spirito collettivo.

In questo contesto, La centuria alata svolge un ruolo fondamentale: fissare nella memoria pubblica la mitologia della grande squadra aerea, facendo della Regia Aeronautica uno strumento narrativo e identitario del regime, ma al tempo stesso lasciando una testimonianza primaria di indubbia rilevanza storica e aeronautica.

L’evoluzione dell’immagine pubblica di Italo Balbo prima e dopo il 1934

La figura pubblica di Italo Balbo conobbe, tra il 1922 e il 1934, una trasformazione radicale: da ras squadrista tra i più dinamici e controversi del primo fascismo a simbolo internazionale della modernità aeronautica italiana. Nei primi anni del regime la sua immagine politica era marcata dalla dimensione militante: uomo d’azione, organizzatore della Marcia su Roma, federale di Ferrara, rappresentava l’ala movimentista e interventista del fascismo. La nomina a Sottosegretario all’Aeronautica (1926), e soprattutto la successiva direzione del dicastero, consentirono a Balbo di ridefinire la propria identità pubblica: non più solo capo politico, ma manager della tecnica, promotore della nascente Regia Aeronautica come arma autonoma e moderna.

Le grandi crociere aeree – Mediterraneo Occidentale (1928), Mediterraneo Orientale (1929), Atlantica del Decennale (1933) – consolidarono questa metamorfosi. Balbo divenne il volto di un’Italia capace di pianificazione, tecnologia e spirito collettivo; un aviatore-organizzatore che incarnava l’unione di disciplina, innovazione industriale e coraggio. Il successo della Crociera del 1933, amplificato da una copertura mediatica globale, produsse un mutamento qualitativo: Balbo entrò nell’immaginario internazionale come ambasciatore dell’Italia moderna, figura ben distinta dalla retorica espansionista del regime. L’icona dell’“eroe aviatore” sostituì quasi completamente quella del leader politico locale.

Dopo il 1934, tuttavia, la traiettoria della sua immagine pubblica iniziò a divergere progressivamente rispetto a quella del regime. La nomina a Governatore della Libia (1934–1940) spostò Balbo dalla scena europea alla dimensione coloniale: un prestigio ancora alto, ma meno spettacolare. In Libia si costruì l’immagine di un amministratore pragmatico, impegnato nella pacificazione e nella modernizzazione infrastrutturale del territorio. Nel contesto delle tensioni interne al regime, il suo profilo apparve sempre più autonomo: riformista sul piano coloniale, meno allineato alla linea germanofila e razziale che Mussolini imboccò a partire dal 1936–1938.

La morte nel 1940, abbattuto per errore dalla contraerea italiana a Tobruk, congelò definitivamente la sua immagine. Nel dopoguerra Balbo venne ricordato come la figura più “presentabile” del fascismo: un innovatore dell’aviazione, un organizzatore di valore, e al tempo stesso un potenziale leader alternativo al radicalismo mussoliniano. Le sue opere – tra cui La centuria alata – hanno alimentato una memoria selettiva, in cui l’uomo di propaganda si intreccia con il protagonista della modernità aeronautica, offrendo un caso emblematico di costruzione e riconfigurazione postuma del mito politico.

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