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Jacobus de Voragine – Mariale: sive Sermones de Beata Maria Virgine – Venetiis, per Simonem de Luere/Lazari Soardi, die 3 novembris 1497

5.800,00  4.756,00 

Raro incunabolo veneziano in pergamena coeva, con frontespizio xilografico colorato e datazione corretta al novembre 1497. Testimonianza eminente della devozione mariana e della raffinata arte tipografica veneziana di fine Quattrocento.

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Jacobus de Voragine (Giacomo da Varazze)
Mariale: sive Sermones de Beata Maria Virgine  
Venetiis, per Simonem de Luere, impensis Lazari Soardi, die 3 novembris 1497.

Descrizione:
Un volume in 4° piccolo (cm 14,5 x 20); [72] carte numerate. Testo in caratteri gotici disposto su due colonne di 52 righe per pagina, con numerose iniziali rubricate a mano. Frontespizio con ampia xilografia raffigurante un predicatore in cattedra, acquarellata coevamente in vivaci toni di rosso, verde e azzurro. Legatura originale in pergamena floscia coeva, con leggere tracce d’uso ma integra e solida. Carte forti e sane, inchiostratura nitida, ampia marginatura. Esemplare di eccellente conservazione e grande fascino.

Sul termine “incunabolo”:
Il termine incunabolo (dal latino incunabula, “culla”, “origine”) designa i libri stampati nei primi cinquant’anni dell’arte tipografica, cioè fino al 31 dicembre 1500. Si tratta dei volumi nati nella fase pionieristica della stampa a caratteri mobili, iniziata a Magonza con Gutenberg intorno al 1455 e diffusasi rapidamente in tutta Europa. Gli incunaboli presentano ancora molte caratteristiche del manoscritto medievale: uso del carattere gotico, rubricature e iniziali dipinte a mano, impaginazione in due colonne, legature in pergamena o in assi rivestite di cuoio.
Ogni incunabolo è oggi considerato testimonianza diretta della nascita del libro moderno, unendo la tradizione manoscritta alla nuova tecnica meccanica di riproduzione. L’esemplare qui descritto, stampato nel 1497, appartiene dunque a pieno titolo alla fase conclusiva del periodo incunabolare veneziano, caratterizzata da un altissimo livello qualitativo e da una forte specializzazione nei testi religiosi.

Contenuto:
Raccolta di sermoni mariani composta da Jacobus de Voragine (Giacomo da Varazze), domenicano e arcivescovo di Genova (†1298), celebre autore della Legenda Aurea. Quest’opera, dedicata alla figura della Vergine Maria, raccoglie una serie di prediche ordinate alfabeticamente, ognuna dedicata a un titolo o attributo mariano. Il testo, di impianto scolastico e teologico, unisce rigore esegetico e profonda ispirazione mistica, destinato all’uso dei predicatori e alla meditazione monastica.

Aspetti tipografici:
Stampato a Venezia nel 1497 da Simon de Luere per Lazzaro Soardi, il volume rappresenta una delle ultime e più raffinate produzioni incunabole di ambito veneziano. Il carattere gotico, regolare e compatto, è di grande chiarezza; la disposizione a due colonne e la rubrica rossa testimoniano la piena maturità tecnica della tipografia lagunare di fine Quattrocento.

La xilografia del frontespizio:
La scena xilografica raffigura un predicatore in pulpito circondato da fedeli inginocchiati, ambientato in un interno ecclesiastico ornato da una pala mariana. Si tratta di una raffigurazione iconograficamente coerente con il contenuto del testo, che esalta il ruolo del predicatore come interprete della Parola e mediatore della devozione alla Vergine. L’incisione è stata acquarellata coevamente, con colori vivi e ben conservati, secondo una pratica diffusa nelle edizioni devozionali destinate ai conventi o ai fedeli benestanti.
La tavola è affine alle xilografie presenti nelle edizioni veneziane di Soardi e de Luere fra il 1495 e il 1498, in particolare nel Legenda Aurea e nel Speculum vitae humanae, ma questa si distingue per la profondità spaziale e la resa architettonica del pulpito, segno della mano di un incisore più esperto, forse lo stesso attivo nella bottega di Giovanni Ragazzo o nel primo ambito di Benedetto Bordon.

Rilievo storico e bibliografico:
Il Mariale rappresenta una delle opere più diffuse del tardo Medioevo e un testo fondamentale per la predicazione mariana tra Quattro e Cinquecento. L’edizione veneziana del 1497 costituisce la prima tiratura a nome congiunto di Soardi e de Luere, testimoniando la specializzazione della tipografia veneziana in testi religiosi e omiletici.

Esemplari censiti:
ISTC ij00117000 – Goff J1177 – Hain 9943 – GW M12566 – BMC V, 406.
Esemplari in: Bibliothèque nationale de France, British Library, Marciana, Bodleian Library, Harvard University.

Provenienza e fortuna collezionistica:
Esemplari completi e in buono stato, con la xilografia integra e colorata, sono rari sul mercato antiquario. Copie simili risultano in antiche raccolte religiose veneziane e in collezioni private italiane. L’opera è stata oggetto di riscoperta nell’ambito del collezionismo mariano e della storia della predicazione medievale.

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