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Jean-Pierre Claris de Florian -Fables de Florian – Paris, Bernardin-Béchet et Fils, s.d. [1892]

65,00 € 53,30 €

Elegante edizione illustrata da 72 incisioni di W.-H. Freeman e Philippoteaux, con antiporta e numerose scene animali e narrative. Genuino esemplare nel ricco cartonnage editoriale rosso impresso in nero e oro, con medaglione di Florian e tagli dorati.

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Florian, Jean-Pierre Claris de

Fables de Florian,

illustrées de 72 gravures par W.-H. Freeman et Philippoteaux, précédées d’une notice et d’une appréciation littéraire sur Florian par H. de Suckau

Paris, Bernardin-Béchet et Fils, Libraires-Éditeurs, 53 quai des Grands-Augustins, s.d. [1892]

Volumetto dimensioni: cm 14,5 × 9,5; pp. 255, (1). Antiporta figurata e 72 incisioni nel testo. Legatura editoriale in percallina rossa riccamente impressa in nero e oro, con medaglione-ritratto di Florian al piatto anteriore, titoli e motivi ornamentali; tagli dorati. Copia genuina e ben legata, con sporadiche fioriture e normali segni del tempo.

Edizione e datazione

Il frontespizio non reca data, ma la presente tiratura può essere ricondotta al 1892: un esemplare perfettamente coincidente per editore, formato, consistenza di 255 pagine, 72 illustrazioni e cartonnage editoriale rosso impresso in nero e oro è catalogato con quell’anno. La medesima edizione è tuttora descritta anche in esemplari privi di data tipografica, con identica collazione. La forma più precisa per il catalogo è quindi s.d. [1892].

L’edizione deriva da una fortunata impresa illustrata di Bernardin-Béchet già attestata nel 1870, successivamente riproposta in differenti configurazioni e consistenze. La presente versione di 255 pagine costituisce una redazione editoriale più compatta, mantenendo però integralmente il ricco apparato delle 72 incisioni.

Florian e la favola settecentesca

Jean-Pierre Claris de Florian (1755-1794) fu uno degli ultimi grandi rappresentanti francesi della tradizione favolistica settecentesca. Le sue Fables, pubblicate originariamente nel 1792, si inseriscono consapevolmente nella linea di Esopo e La Fontaine, ma sviluppano un tono più sentimentale, elegante e leggermente moralistico, perfettamente accordato alla sensibilità preromantica.

Florian possiede una particolare capacità di trasformare animali e situazioni quotidiane in piccoli apologhi sulla società, sull’educazione e sulle debolezze umane. Cavalli, gatti, leoni, volpi e animali domestici diventano attori di un teatro morale costruito con grazia, ironia e immediatezza narrativa.

La notice di H. de Suckau

L’edizione è preceduta da una notice e da un’apprezzazione letteraria di H. de Suckau, che inquadra la vita e l’opera del fabulista e accompagna il lettore nella comprensione della sua fortuna letteraria.

Questa presenza conferisce al volume una funzione che supera quella del semplice libro illustrato per ragazzi: l’opera viene presentata come un classico della letteratura francese, degno di introduzione critica e di una veste editoriale particolarmente curata.

Le 72 incisioni

L’elemento più qualificante è l’apparato di 72 gravures di W.-H. Freeman e Philippoteaux, distribuite attraverso il testo e strettamente legate alle singole favole. Le immagini allegate documentano molto bene la varietà dell’insieme.

L’antiporta, intitolata “La Cour du Lion”, presenta una scena popolata da numerosi animali entro un paesaggio esotico. Altre incisioni accompagnano Le Cheval et le Poulain, Le Savant et le Fermier e la curiosa favola del gatto che scopre un piccolo cannocchiale, trasformando ogni apologo in una breve scena narrativa.

La qualità del tratto, la ricchezza dei paesaggi e l’attenzione all’espressività degli animali collocano il volume nella migliore tradizione del libro illustrato francese per la gioventù della seconda metà dell’Ottocento.

Testo e immagine

Uno degli aspetti più riusciti dell’edizione è il rapporto fra poesia e illustrazione. Le incisioni non svolgono una funzione puramente decorativa: isolano il momento centrale della favola e ne anticipano visivamente il significato.

Nella tavola del Cheval et le Poulain, per esempio, il gruppo dei cavalli inserito in un ampio paesaggio naturale stabilisce immediatamente il tono del racconto; nel Savant et le Fermier, invece, l’ambientazione domestica sottolinea il confronto fra sapere teorico ed esperienza quotidiana. Il risultato è un libro che può essere letto tanto come raccolta letteraria quanto come piccolo repertorio iconografico della favola ottocentesca.

La legatura editoriale

Di particolare fascino è la legatura originale in percallina rossa, decorata mediante una complessa placca in nero e oro. Il piatto anteriore presenta al centro il titolo FABLES DE FLORIAN, contornato da fregi geometrici e vegetali, con un piccolo ritratto di Florian entro medaglione.

L’oro, il nero e il rosso creano un impatto visivo tipico dei cartonnages d’éditeur francesi dell’ultimo Ottocento. La decorazione non è accessoria, ma parte integrante della destinazione commerciale del volume: un libro concepito per essere insieme istruttivo, elegante e adatto al dono.

I tagli dorati completano la veste editoriale e conferiscono al piccolo formato un carattere particolarmente raffinato.

L’esemplare

La copia conserva la propria legatura editoriale originale, ben riconoscibile e complessivamente fresca, e mantiene una buona compattezza della compagine. Le pagine mostrano sporadiche fioriture, fisiologiche per la carta dell’epoca, mentre le incisioni conservano una buona nitidezza.

La genuinità dell’insieme, l’integrità della veste editoriale e la presenza completa dell’apparato illustrativo ne fanno un esemplare particolarmente gradevole rispetto alle numerose copie che sul mercato si presentano con legature sciolte, cerniere lesionate o cartonnages fortemente usurati.

Perché è interessante oggi

Perché riunisce tre elementi ancora molto attraenti: la tradizione della favola morale, l’illustrazione ottocentesca e il grande cartonnage editoriale francese. Florian rimane un autore capace di parlare con leggerezza di educazione, ambizione, vanità, prudenza e libertà, utilizzando gli animali come specchio delle debolezze umane.

Il volume è inoltre un piccolo documento della storia dell’educazione e del libro illustrato, quando il testo letterario veniva trasformato in un oggetto visivamente seducente senza rinunciare alla qualità tipografica.

Perché è un acquisto consapevole

L’interesse di questo esemplare non risiede nella rarità assoluta delle Fables, opera più volte ristampata, ma nella specifica edizione Bernardin-Béchet del 1892, completa delle 72 incisioni di Freeman e Philippoteaux e conservata nella caratteristica legatura editoriale policroma in nero e oro.

Formato elegante, antiporta, ricchissimo apparato figurativo, tagli dorati e cartonnage originale compongono un oggetto librario assai più interessante delle comuni ristampe moderne o delle copie ottocentesche successivamente rilegate.

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