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John Steinbeck – Pian della Tortilla. Romanzo – Milano, Valentino Bompiani, 1939

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Prima edizione italiana di Tortilla Flat, importante per la storia della mediazione culturale americana in Italia e per il ruolo di Vittorini traduttore. Con sovraccoperta originale, non comune in questa conservazione.

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John Steinbeck

Pian della Tortilla. Romanzo  
Milano, Valentino Bompiani, 1939

Descrizione bibliografica
Volume (cm 20,5 × 12), pp. 274, (4). Prima edizione italiana, pubblicata da Bompiani nella collana narrativa, tradotta da Elio Vittorini. Brossura editoriale in cartoncino con coperta illustrata a colori; presente la sovraccoperta originale, con fisiologiche imperfezioni marginali. Interno fresco; buona copia nel complesso superiore alla media.

Illustrazioni
Coperta illustrata in stile modernista, tipica delle prime edizioni Bompiani tardo-anni Trenta.

Nota storico-critica: Steinbeck in Italia e la mediazione di Elio Vittorini

Pian della Tortilla costituisce un momento nodale nella precoce ricezione italiana di John Steinbeck. Pubblicato negli Stati Uniti nel 1935, giunge in Italia nel 1939 grazie all’interesse di Valentino Bompiani per la narrativa americana contemporanea, allora in piena espansione editoriale. L’intermediazione di Elio Vittorini è decisiva: il traduttore, già impegnato nella costruzione del canone americano in Italia attraverso rubriche, antologie e corrispondenze, riconosce in Steinbeck una voce popolare ma letterariamente sofisticata, capace di fondere ironia, compassione sociale e profondità psicologica.

Questa traduzione – una delle prime di Steinbeck in lingua italiana – segna l’ingresso dell’autore nel panorama culturale nazionale, anticipando la fortuna critica che si consoliderà con Furore (1940) e con le successive riedizioni del dopoguerra. Vittorini non si limita a una resa letterale: interviene sul ritmo testuale, valorizza le inflessioni orali e restituisce la dimensione corale e marginale della comunità chicana di Monterey, rendendo il romanzo accessibile e insieme innovativo per il pubblico italiano del tempo.

Il volume si colloca inoltre nel clima culturale dell’“americanismo” editoriale degli anni Trenta, fenomeno che – pur dentro le contraddizioni della censura fascista – porta in Italia Hemingway, Caldwell, Faulkner e Steinbeck, contribuendo a ridefinire il romanzo moderno e aprendo la strada alla narrativa neorealista del dopoguerra.

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