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Lajos Kossuth – Le Congrès, l’Autriche et l’Italie. Révélations sur la crise italienne – Bruxelles, Fr. Van Meenen et Cie, Imprimeurs-Éditeurs, 1859

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Testo fondamentale del Risorgimento europeo, l’opuscolo di Kossuth è una delle più lucide denunce contro la diplomazia del Congresso e una chiamata all’azione congiunta tra italiani e ungheresi. Simbolo dell’ideale democratico e federalista, rappresenta un caposaldo del pensiero politico patriottico in esilio, scritto da uno degli spiriti più alti dell’Ottocento europeo.

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Lajos Kossuth

Le Congrès, l’Autriche et l’Italie. Révélations sur la crise italienne par Louis Kossuth 

Bruxelles, Fr. Van Meenen et Cie, Imprimeurs-Éditeurs, 1859

Edizione: Prima edizione Formato: In 16° (cm 12,5 x 18,5) Pagine: 35 Legatura: Brossura editoriale coeva in carta leggera con indicazioni di autore, titolo, editore e anno al piatto anteriore Condizioni: Qualche segno del tempo, restauro antico al dorso, ma copia più che discreta, genuina e integra Rarità: Esemplare di estrema rarità, non comune in commercio antiquario

Contenuto e valore politico

Pubblicato nel 1859, alla vigilia della Seconda guerra d’indipendenza italiana, questo opuscolo rappresenta una presa di posizione appassionata e lucidamente strategica da parte di Lajos Kossuth, padre dell’indipendenza ungherese e simbolo della democrazia rivoluzionaria europea in esilio.

Nel testo, Kossuth denuncia la natura strumentale del Congresso europeo prefigurato dalle diplomazie imperiali e ne smaschera la reale funzione: consolidare l’equilibrio dell’Europa a spese della libertà dei popoli. L’Austria viene identificata come l’elemento di repressione sistematica sia in Italia che in Ungheria, mentre l’Italia è lodata per aver risvegliato il senso nazionale e per avere intrapreso una via autonoma di affrancamento, sebbene ancora incerta.

L’autore elogia Napoleone III, ma con riserva: non basta l’aiuto francese – afferma – serve una vera sollevazione nazionale. Le “rivelazioni” a cui allude il titolo riguardano l’inconsistenza delle promesse imperiali e l’urgenza per l’Italia e l’Ungheria di agire in sintonia contro la dominazione asburgica.

Profilo dell’autore

Lajos (Luigi) Kossuth (1802–1894) fu il principale esponente del nazionalismo ungherese ottocentesco. Dopo una carriera iniziale come avvocato e giornalista, divenne leader carismatico della rivoluzione magiara del 1848. Dittatore e proclamato reggente dell’Ungheria, fu sconfitto dalla coalizione austro-russa e costretto all’esilio. Dopo l’America, si stabilì a Londra e fu alleato ideale di Mazzini e dei democratici italiani, condividendo con essi la lotta contro le monarchie assolute.

Nel 1861, scrisse una lettera sul quotidiano milanese La Perseveranza, in cui invocava una guerra totale contro l’Austria. Visse gli ultimi decenni a Torino, dove si considerò italiano d’adozione. L’Italia divenne per lui patria spirituale e concreta, tanto che i suoi figli furono naturalizzati cittadini italiani nel 1888. Morì nel 1894, a Torino, venerato come eroe democratico e simbolo di lotta per i popoli senza nazione.

Contesto editoriale e storico

La pubblicazione dell’opuscolo a Bruxelles, anziché a Londra o Parigi, risponde alla necessità di circolazione riservata tra gli ambienti dell’esilio democratico europeo. Il 1859 fu l’anno della Seconda guerra d’indipendenza italiana, in cui Cavour e Napoleone III affrontarono l’Impero austriaco. Kossuth temeva che il conflitto potesse sfociare in una pace diplomatica favorevole all’ordine conservatore e scrisse quest’opera come monito e guida per i patrioti.

Dal punto di vista tipografico, l’opuscolo si distingue per la qualità artigianale e l’eleganza essenziale del suo allestimento. Destinato a circolare tra élite intellettuali e diplomatiche, ma anche tra attivisti risorgimentali, venne letto e discusso a Torino, Genova, Firenze.

Rilevanza bibliografica

L’opuscolo è documentato in raccolte risorgimentali (BNCR, Biblioteca dell’Accademia dei Lincei, Bibliothèque Nationale de France), ma quasi assente dal mercato antiquario contemporaneo. Le edizioni originali di Kossuth in lingua francese sono oggetto di studio nel campo della storiografia dell’esilio democratico europeo. Il valore documentale e l’intersezione tra cause nazionali (Italia e Ungheria) ne fanno un riferimento di primo piano per lo studio del “policentrismo risorgimentale”.

Approfondimento: Kossuth, Mazzini e Cattaneo. Tre visioni per l’Italia e l’Europa dei popoli

L’opuscolo di Kossuth, pubblicato nel cruciale 1859, è una lucida analisi della crisi italiana letta in chiave europea, ma anche un manifesto politico che si inserisce idealmente nel dialogo con altri grandi pensatori e attivisti del Risorgimento: Giuseppe Mazzini e Carlo Cattaneo.

Se per Mazzini l’unità italiana è un dovere sacro, fondato su un principio etico e divino, per Cattaneo essa deve nascere da un equilibrio federale tra autonomie locali, come esito razionale del progresso civile. Kossuth, pur restando radicato nella questione magiara, si mostra più pragmatico: crede in una federazione dei popoli oppressi e in un’alleanza concreta tra Ungheria e Italia, come leve contro il potere degli Asburgo.

A differenza di Mazzini, che invoca l’insurrezione popolare in nome di un’idea assoluta, e di Cattaneo, che propone una rivoluzione civile e amministrativa, Kossuth scrive con tono diplomatico e realistico, mirando a influenzare l’opinione pubblica europea e i vertici governativi. Il suo appello all’indipendenza italiana è anche un calcolo strategico: liberare l’Italia per destabilizzare il dominio austriaco in Europa centrale.

Tutti e tre condividono l’anelito alla libertà dei popoli, ma divergono profondamente nel metodo e nella visione dello Stato. In questo senso, Le Congrès, l’Autriche et l’Italie diventa documento prezioso per comprendere la varietà delle prospettive che animarono il Risorgimento, in particolare nella sua dimensione transnazionale e comparata.

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