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John Bowlt (a cura di) – Teatro della Ragione / Teatro del Desiderio. L’Arte di Benois e Bakst – Skira – 1998

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John Bowlt (a cura di), Teatro della Ragione / Teatro del Desiderio. L’Arte di Alexandre Benois e Léon Bakst (Milano, Skira, 1998).
Catalogo illustrato della mostra dedicata ai grandi scenografi russi dei Ballets Russes. Esemplare in perfetto stato, prima edizione.

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John Bowlt (a cura di)

Teatro della Ragione / Teatro del Desiderio. L’Arte di Alexandre Benois e Léon Bakst
Milano, Skira – Fondazione Thyssen-Bornemisza, 1998

Descrizione bibliografica

  • Formato: in-4° (cm 21 x 28).
  • Legatura: cartonato editoriale blu con ampie ali ripiegate; piatto superiore illustrato a colori; titoli in bianco al dorso.
  • Pagine: 160.
  • Illustrazioni: numerose riproduzioni a colori e in bianco e nero, tra cui bozzetti scenografici, figurini teatrali e fotografie d’epoca.
  • Edizione: prima edizione, 1998.

Contenuto
Catalogo della mostra organizzata dalla Fondazione Thyssen-Bornemisza e da Skira, dedicata a due tra i più importanti artisti russi del Novecento legati al teatro: Alexandre Benois (1870-1960) e Léon Bakst (1866-1924). Entrambi protagonisti dei Ballets Russes di Diaghilev, hanno ridefinito il concetto di scenografia e costume teatrale, portando in scena un linguaggio pittorico e decorativo rivoluzionario che influenzò profondamente l’arte europea.

Il volume, a cura di John Bowlt, raccoglie saggi critici e un vasto repertorio iconografico di bozzetti, figurini, disegni e documenti, offrendo uno sguardo esaustivo sul ruolo di Benois e Bakst nella trasformazione del teatro moderno.

Importanza dell’opera
Il catalogo è un contributo fondamentale agli studi sull’arte scenografica del Novecento, nonché una testimonianza del rinnovato interesse europeo per l’avanguardia russa a fine secolo. L’elevata qualità delle riproduzioni Skira ne fa anche un pregiato volume d’arte.

Approfondimento critico

Alexandre Benois e Léon Bakst furono figure centrali nel rinnovamento della scenografia e del costume teatrale europeo grazie alla loro collaborazione con Sergej Djagilev e i celebri Ballets Russes, attivi dal 1909 al 1929.

  • Alexandre Benois (1870–1960), artista e storico dell’arte, fu tra i fondatori del movimento artistico Mir Iskusstva (“Il mondo dell’arte”), che mirava a un rinnovamento estetico attraverso il recupero raffinato di elementi storici e decorativi. Per i Ballets Russes curò scenografie e costumi di grande eleganza, capaci di evocare ambienti raffinati e un passato reinventato con sensibilità moderna. Tra le sue realizzazioni più celebri vi è la scenografia per Petrushka (1911), in collaborazione con Igor Stravinskij, in cui il lirismo visivo si fonde con l’avanguardia musicale.
  • Léon Bakst (1866–1924), noto per l’uso audace del colore e per la libertà immaginativa, rivoluzionò la concezione del costume teatrale. Le sue creazioni per balletti come Cleopatra (1909), Scheherazade (1910) e L’Après-midi d’un faune (1912) di Debussy, con la coreografia di Nijinskij, furono dirompenti: tessuti ricchissimi, motivi orientali e linee fluide contribuirono a rendere la scena un’opera d’arte totale. Bakst introdusse nei palcoscenici occidentali un gusto esotico e sensuale che influenzò anche la moda e il design del primo Novecento.

L’incontro tra la visione storicizzante di Benois e l’esplosione cromatica di Bakst diede vita a un linguaggio scenico nuovo, che trasformò radicalmente il teatro visivo europeo e anticipò molte delle sperimentazioni moderniste. La loro influenza si estese oltre il teatro: dalle arti decorative alla pittura, dalla moda alla grafica pubblicitaria.

Il catalogo Teatro della Ragione / Teatro del Desiderio del 1998 testimonia questa eredità, restituendo al pubblico occidentale la straordinaria forza innovativa di due artisti che seppero fare del palcoscenico una tela viva e un laboratorio estetico capace di segnare un’epoca.

Stato di conservazione
Esemplare in condizioni perfette, con legatura solida, piatti freschi e interni immacolati.

Nota
Raro e ricercato catalogo di mostra, apprezzato sia per il valore scientifico dei contributi sia per la qualità editoriale tipica delle pubblicazioni Skira.

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