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Lentz, Harold – The Pop-Up Pinocchio – New York, Blue Ribbon Books, Inc., 1932 – Prima edizione americana

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Rarissimo e splendido esemplare della prima edizione del Pop-Up Pinocchio, capolavoro di Harold Lentz e primo adattamento tridimensionale del celebre burattino collodiano. Esemplare integro e perfettamente funzionante, autentico documento della prima stagione aurea del libro pop-up americano.

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Lentz, Harold

The Pop-Up Pinocchio

Being the Life and Adventures of a Wooden Puppet Who Finally Became a Real Boy

New York, Blue Ribbon Books, Inc., 1932 – Prima edizione americana

Descrizione fisica

Un volume in 4° piccolo (cm 17 × 22,5); pagine 96, con numerose illustrazioni in bianco e nero nel testo e quattro spettacolari tavole pop-up a doppia pagina a colori, perfettamente conservate e funzionanti. Legatura editoriale in tela rigida, con illustrationi a colori applicate ai piatti (da disegni della sovraccoperta originale); titolo al dorso in nero. Pagine leggermente brunite ai margini, lievissimi segni del tempo, ma esemplare eccellente, completo e meccanicamente integro.

Contenuto e struttura

Adattamento in lingua inglese delle Avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, con testo ridotto e riformulato per il pubblico angloamericano.
Le illustrazioni e le tavole tridimensionali sono di Harold Lentz, artista e cartotecnico che collaborò con la Blue Ribbon Books tra il 1932 e il 1934, realizzando i primi volumi americani interamente basati su meccanismi pop-up autoaprenti.

Le quattro tavole principali raffigurano:

  1. Pinocchio a scuola con il libro alfabetico animato;
  2. La Fata dai Capelli Turchini, con il burattino in carrozza.
  3. Il Circo, con il burattino trasformato in asino;
  4. Il Pescecane, con Geppetto e Pinocchio all’interno del mostro marino;

Significato storico e bibliografico

Questo Pop-Up Pinocchio è una pietra miliare della storia del libro animato, nonché una delle prime applicazioni americane della tecnica inventata pochi anni prima da S. Louis Giraud in Inghilterra.
La Blue Ribbon Books, che lanciò nel 1932 la propria serie The “Pop-Up” Book, fu la prima casa editrice statunitense a usare ufficialmente il termine “Pop-Up” in senso commerciale e promozionale.
L’edizione di Pinocchio fu tra le più complesse per disegno e montaggio, grazie alle coloriture vivaci e alla resa teatrale delle scene principali.

Iconografia e stile

Le illustrazioni di Harold Lentz reinterpretano Collodi in chiave espressionista e caricaturale, fondendo linee secche, ironia e dinamismo cromatico. La scena del pescecane — uno dei più spettacolari pop-up degli anni Trenta — testimonia la maestria nella progettazione dei meccanismi tridimensionali e l’uso sapiente della prospettiva.

La fortuna angloamericana di Pinocchio (1930–1950) e l’invenzione del “burattino moderno”

La traduzione e diffusione di Pinocchio nei paesi anglofoni segna una delle più straordinarie metamorfosi editoriali di un testo europeo.
Pubblicato in Italia nel 1883, il romanzo di Carlo Collodi divenne noto in Inghilterra e negli Stati Uniti già a fine Ottocento, ma fu solo negli anni Trenta che trovò una nuova popolarità, grazie al crescente interesse per le illustrazioni a colori e per la narrativa per ragazzi di ispirazione fantastica.

Le edizioni illustrate di quegli anni — come quelle di Attilio Mussino, Frederic Richardson e Charles Folkard — introdussero un Pinocchio più ironico e dinamico, adatto al gusto moderno e alla cultura visuale del cinema d’animazione.
Il contesto editoriale americano, dominato dalla Blue Ribbon Books e da altre case come Cupples & Leon e McLoughlin Brothers, trasformò Collodi in un prodotto narrativo perfettamente integrato nell’immaginario dell’infanzia statunitense: un burattino che, più che simbolo di morale scolastica, diventava eroe di avventura e meraviglia meccanica.

Nel 1932–33, con The Pop-Up Pinocchio di Harold Lentz, la storia entrò letteralmente nel terzo piano dimensionale.
Le figure di Collodi, rilette con tratto caricaturale e spiccata ironia visiva, vennero rese vive attraverso l’invenzione del “Living Book” — un teatro cartaceo dove i personaggi sembravano emergere dalle pagine per animarsi davanti al lettore.
Le scene scelte da Lentz (la scuola, il circo, il pescecane, la Fata) rappresentano una selezione “spettacolare” del romanzo, enfatizzandone i momenti di metamorfosi, inganno e riscatto, temi centrali anche nella cultura americana della Depressione.

Dopo la pubblicazione della versione Disney (1940), Pinocchio divenne definitivamente un’icona visiva globale. Tuttavia, gli esemplari pop-up di Lentz conservarono una freschezza e una modernità sorprendente, anticipando lo spirito del film pur mantenendo una poetica artigianale e teatrale.
Nei decenni successivi, altre edizioni pop-up — inglesi, ceche e francesi — si ispirarono al modello americano, confermando il burattino collodiano come figura-ponte tra letteratura, illustrazione e meccanica del libro.

Oggi The Pop-Up Pinocchio rappresenta non solo una rarità bibliofila ma anche una tappa fondamentale nella storia della ricezione visiva di Collodi, simbolo di come la tradizione italiana del racconto morale si sia trasformata, in Occidente, in un mito meccanico di libertà e fantasia.

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