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L’Eroica. Quaderno doppio 186–187, Febbraio–Marzo 1934 – XII Milano, Casella Postale 1155, 1934.

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Numero doppio di grande interesse storico-documentario, dedicato in larga parte alla scultura monumentale di Eugenio Baroni. L’eccezionale apparato fotografico e la curiosa doppia copertina con errore di numerazione rendono il fascicolo particolarmente significativo all’interno della serie de L’Eroica.

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L’Eroica. Rassegna Italiana di Ettore Cozzani 

Quaderno doppio 186–187, Febbraio–Marzo 1934 – XII

Milano, Casella Postale 1155, 1934.

Descrizione fisica

Pubblicazione in grande formato (cm 34 × 25), pagine 72.
Brossura editoriale originale a doppia copertina: la prima con numerazione corretta 186–187, la seconda identica ma recante erroneamente la numerazione 185–186, entrambe illustrate a colori con xilografia Tetti di Benito Maria Disertori.
Numero doppio completo di una tavola fuori testo riproducente la copertina e di venticinque tavole fotografiche fuori testo, oltre a sei fotografie nel testo, dedicate prevalentemente a opere di Eugenio Baroni.
Esemplare non rifilato, in stato di nuovo.

Contenuto

Il quaderno è concepito come una vasta ricognizione sull’opera scultorea di Eugenio Baroni, con particolare attenzione ai grandi complessi monumentali e alle figure simboliche che caratterizzano la sua produzione tra gli anni Venti e Trenta. Le numerose tavole fotografiche documentano in modo sistematico il Monumento a Chavez, con il celebre ciclo de Il Decollaggio (visto di faccia, di fianco, di schiena e nei particolari), oltre a opere quali Fontanina, La vela, La vetta, La caccia e altri studi plastici.

Accanto al nucleo baroniano, il fascicolo ospita testi in prosa e lirica di vari autori, interventi critici e rubriche, secondo l’impianto tipico de L’Eroica, in cui parola e immagine concorrono a definire un’idea unitaria di arte come espressione morale e civile.

La rivista “L’Eroica”

Nel 1934 L’Eroica si trova in una fase di piena maturità editoriale. La rivista, diretta da Ettore Cozzani, privilegia numeri doppi di forte coesione tematica, dedicati a singoli artisti o a cicli monumentali, con un apparato iconografico ampio e di alta qualità. L’uso sistematico della fotografia come strumento di documentazione dell’opera d’arte risponde all’esigenza di fissare e diffondere modelli figurativi considerati esemplari per l’arte italiana contemporanea.

Ettore Cozzani

Figura centrale del progetto de L’Eroica, Cozzani promuove in questo periodo una visione dell’arte profondamente legata ai valori della tradizione, dell’eroismo e della monumentalità. La scelta di dedicare ampio spazio a scultori come Eugenio Baroni rientra nella sua volontà di sostenere una scultura solida, celebrativa e carica di significato simbolico.

Eugenio Baroni

Eugenio Baroni (1880–1935) è uno dei protagonisti della scultura monumentale italiana del primo Novecento. In questo quaderno la sua opera è documentata con eccezionale ampiezza, attraverso un corpus fotografico che consente di seguire le sculture da diverse angolazioni e nei dettagli.
Il Monumento a Chavez, con la figura alata del Decollaggio, emerge come sintesi della sua poetica: tensione dinamica, anatomia vigorosa e aspirazione simbolica convivono in una scultura pensata per lo spazio pubblico e per una fruizione collettiva. La centralità di Baroni in questo numero conferisce al fascicolo un valore documentario di primo piano.

Benito Maria Disertori

Incisore tra i più raffinati del Novecento italiano, Benito Maria Disertori firma la copertina con la xilografia Tetti, immagine di forte costruzione grafica e di gusto arcaizzante, perfettamente coerente con la linea estetica de L’Eroica. La presenza della doppia copertina, con l’errore di numerazione, costituisce una curiosità editoriale che accresce l’interesse collezionistico dell’esemplare.

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