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Leroy, Stéphen – Jacques de Molay et les Templiers franc-comtois d’après les actes du procès – Gray, Imprimerie de Gilbert Roux, 1900

250,00  205,00 

Raro studio documentario sul processo ai Templari di Franca Contea e sulla figura di Jacques de Molay, fondato sugli atti originali. Esemplare completo, con dedica autografa di Stéphen Leroy e provenienza “VADREIT”, testimonianza del filone erudito positivista nella storiografia templare francese.

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Leroy, Stéphen

Jacques de Molay et les Templiers franc-comtois d’après les actes du procès

Gray, Imprimerie de Gilbert Roux, 1900

Descrizione fisica

Opuscolo proveniente da grande collezione, in mezza tela blu con piatti marmorizzati in blu e nero, titoli dorati al dorso ed ex-libris cartaceo “VADREIT” alla seconda copertina.
Formato cm 14,5 × 22,5; pagine 115, (1); conservata la brossura editoriale originale.
Esemplare con dedica autografa dell’autore all’antiporta:

“À M. J. Delaville Aroult – Hommage respectueux, Stéphen Leroy.”

Carta forte e pulita, minimi segni del tempo; copia genuina, ben conservata.

Contenuto e interesse

Edizione originale di uno studio importante e oggi raro dedicato alla figura di Jacques de Molay, ultimo Gran Maestro dell’Ordine del Tempio, e ai Templari della Franca Contea, pubblicato a Gray — terra natale di de Molay — dal professore e storico Stéphen Leroy, ufficiale d’Académie e docente di storia e geografia.

L’opera, basata su documenti d’archivio e atti autentici del processo contro i Templari, offre un’indagine di taglio storico-giuridico e documentario, tra le più puntuali pubblicate in Francia all’inizio del XX secolo.

La struttura segue cinque capitoli principali:

  • I. Organizzazione dell’Ordine e cause della sua caduta;
  • II. Origini e vita di Jacques de Molay fino al 1307;
  • III–V. Processi inquisitoriali, interrogatori, accuse e morte del Gran Maestro;
  • Appendice: Opinioni e corrispondenze relative all’unione dei Templari con gli Ospitalieri e all’idea di una nuova crociata.

Il tono, sobrio e fondato su fonti primarie, rivela un approccio positivista e laico allo studio templare, in netta contrapposizione con la letteratura romantica del secolo precedente (Raynouard, Michelet, Maistre).

Provenienza

Appartenente alla medesima collezione “VADREIT”, riconoscibile dall’ex-libris inciso (braccio in armatura che regge un’asta con banderuola crociata e motto “VADREIT”), collezione specializzata nella storia e simbologia degli ordini cavallereschi.
La presenza della dedica manoscritta dell’autore accresce il valore storico-documentario dell’esemplare, probabilmente destinato a un erudito o collezionista francese di studi cavallereschi (forse legato al milieu accademico di Gray o Digione).

Contesto storico e valore dell’opera

Pubblicata nel 1900, quest’opera segna la transizione dagli studi romantici sulla cavalleria templare alla storiografia critica moderna, basata su documenti processuali e fonti archivistiche.
Leroy, con rigore metodologico, si propone di restituire dignità storica e giuridica all’Ordine del Tempio, liberandolo dal mito per riportarlo al suo contesto istituzionale e religioso.

Il volume costituisce un anello conclusivo della grande linea di studi templari avviata da Millauer (1822) e proseguita con la rinascita simbolista e antiquaria di fine Ottocento.

Collegamento con la raccolta templare e giovannita

Il Jacques de Molay di Stéphen Leroy costituisce, nella raccolta “VADREIT”, la chiusura moderna del ciclo templare inaugurato dal Millauer (1822) e idealmente prefigurato nella tragedia di Raynouard (1815).
Se Raynouard sublimava il mito e Millauer cercava le tracce simboliche e monumentali, Leroy riporta il discorso sul piano storico e giudiziario, fondando su base archivistica la memoria dell’Ordine.

Nel contesto della collezione, quest’opera rappresenta dunque la sintesi documentaria e critica del mito cavalleresco europeo: un passaggio dalla leggenda alla storia, dalla poesia alla prova.

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