L’Esposizione di Torino 1911. Giornale ufficiale illustrato dell’Esposizione Internazionale delle Industrie e del Lavoro
Torino, Stabilimento Tipografico Dott. Guido Momo, 1911 – Terza edizione
Dati generali. Grande volume in folio, cm 39 × 29, composto da 36 numeri pubblicati tra il 1910 e il 1911, riuniti editorialmente; copertina a colori in gusto Liberty; [2] pp. pubblicitarie, [4] pp. di titolo e indice degli articoli, grande tavola fotografica in seppia più volte ripiegata da fotografia Brogi, quindi 576 pagine. Ricchissimo apparato iconografico costituito da fotografie, fotoincisioni e riproduzioni nel testo, a piena pagina, a doppia e a tripla pagina, con numerose tavole fuori testo e diversi inserti a colori. Legatura in mezza pelle rossa con percallina ai piatti, dorso decorato da fregi e titolo in oro “Esposizione di Torino 1911”. Carte sane e ben conservate; un paio di strappi restaurati; legatura con qualche segno d’uso ma ancora solida. Esemplare complessivamente buono e di notevole presenza.
Un documento ufficiale della grande Torino industriale
Il volume non è semplicemente un libro celebrativo, ma la raccolta organica del giornale ufficiale illustrato dell’Esposizione Internazionale delle Industrie e del Lavoro di Torino del 1911, una delle manifestazioni più importanti dell’Italia liberale. L’Esposizione venne organizzata in occasione del cinquantenario della proclamazione del Regno d’Italia e si svolse al Parco del Valentino dal 29 aprile al 31 ottobre 1911, parallelamente alle manifestazioni celebrative di Roma e Firenze. Torino assunse il compito di rappresentare soprattutto il volto industriale, tecnico e produttivo della nazione, mostrando al pubblico internazionale quanto profondamente il Paese fosse cambiato nei cinquant’anni successivi all’Unità.
Questa raccolta nasce dunque nel cuore stesso dell’avvenimento. La pubblicazione precede l’apertura dell’Esposizione e ne accompagna la preparazione: il numero 1 è documentato già al 15 gennaio 1910, confermando la funzione del periodico quale strumento di informazione, propaganda, organizzazione e cronaca prima ancora che di testimonianza a posteriori.
La bibliografia istituzionale relativa all’Esposizione registra precisamente il “Giornale ufficiale illustrato dell’Esposizione internazionale delle industrie e del lavoro”, nn. 1-36, 1910-1911, dato che coincide perfettamente con la consistenza dell’esemplare qui descritto.
Il significato storico dell’Esposizione del 1911
Torino aveva maturato una lunga esperienza di esposizioni industriali e artistiche durante tutto l’Ottocento, ma quella del 1911 ebbe un significato particolare. Non si voleva soltanto mostrare prodotti: si intendeva offrire una rappresentazione sintetica della modernizzazione italiana, fondata su industria, tecnologia, comunicazioni, elettricità, trasporti, arti applicate e organizzazione del lavoro.
La documentazione conservata evidenzia infatti come la manifestazione comprendesse settori molto diversi: industria meccanica, fotografia, cinematografia, elettricità, radiotelegrafia, strumenti musicali, macchine, trasporti, arti decorative, agricoltura e una fittissima rete di esposizioni nazionali straniere. Il giornale ufficiale ne registrava progressivamente la progettazione e lo svolgimento.
Il volume consente quindi di osservare dall’interno il modo in cui l’Italia del primo Novecento desiderava rappresentare se stessa: non più soltanto come nazione appena unificata, ma come potenza industriale emergente, capace di dialogare con le maggiori economie europee.
La pubblicazione: un periodico trasformato in grande libro illustrato
Particolarmente interessante è la struttura editoriale. I 36 fascicoli conservano il carattere originario di periodico illustrato ma, riuniti nella legatura, formano un vero e proprio monumento cartaceo all’Esposizione.
Le immagini mostrano chiaramente la straordinaria attenzione grafica della pubblicazione. Le testate sono ornate da cornici fitomorfe, festoni, stemmi, motivi sabaudi e composizioni decorative tipicamente Liberty. La copertina di uno dei fascicoli presenta il titolo L’Esposizione di Torino entro una complessa cornice policroma di gusto floreale, con al centro il monumento al principe Amedeo e gli stemmi celebrativi.
L’apparato grafico riesce a fondere fotografie, disegni, ornati tipografici e tavole a colori, rappresentando una fase particolarmente felice della grande editoria illustrata italiana precedente alla Prima guerra mondiale.
Un vero archivio fotografico della Torino del 1911
Una delle qualità maggiori dell’opera è la quantità di documentazione fotografica contemporanea che conta ben oltre il migliaio di immagini.
Nelle immagini dell’esemplare compare, per esempio, la sezione “Come procedono i lavori dell’Esposizione”, definita significativamente “cronaca fotografica”, con fotografie delle fondazioni del ponte monumentale e del Palazzo delle Industrie Manifatturiere ancora in costruzione. Non siamo quindi davanti solamente alle immagini ufficiali dell’esposizione ultimata, ma a una vera testimonianza della città-cantiere.
La documentazione comprende anche vedute urbane di eccezionale interesse. Spicca il grande “Panorama di Torino dal Monte dei Cappuccini”, tratto da fotografia Brogi e ripiegato più volte: una veduta panoramica che restituisce l’aspetto della città all’inizio del Novecento, con la Mole, il Po, la trama urbana e l’arco alpino sullo sfondo.
È una tavola particolarmente interessante non soltanto dal punto di vista estetico, ma anche per la storia urbana e fotografica di Torino.
I grandi padiglioni dell’Esposizione
Il volume documenta diffusamente le architetture temporanee costruite nel Valentino, molte delle quali furono demolite dopo la chiusura della manifestazione.
Tra le tavole illustrate dell’esemplare compare il grande Palazzo delle Feste, rappresentato in una raffinata tavola cromatica. Questa tipologia di immagini permette oggi di ricostruire visivamente edifici effimeri che non appartengono più al paesaggio torinese.
Ancora più spettacolare è la grande tavola a colori raffigurante lo Stadium, osservato dall’interno durante una manifestazione. La composizione panoramica, articolata su più pieghe, restituisce il carattere grandioso e scenografico della struttura.
L’uso delle tavole ripiegate consente all’editore di superare materialmente il formato della pagina, trasformando il libro in una sorta di panorama portatile dell’Esposizione.
Il Palazzo della Repubblica Argentina
Di notevole fascino è la grande tavola doppia raffigurante “Il Palazzo della Repubblica Argentina all’Esposizione di Torino 1911”.
L’edificio, rappresentato frontalmente con minuzioso dettaglio architettonico, manifesta uno degli aspetti fondamentali delle esposizioni internazionali: la competizione simbolica tra le nazioni attraverso l’architettura.
Il padiglione argentino, monumentale e riccamente decorato, esprimeva l’immagine di una nazione in rapida crescita economica e demografica e testimoniava la particolare intensità dei rapporti fra Italia e Argentina nell’epoca delle grandi migrazioni.
La presenza di questa grande tavola nel volume amplia dunque l’interesse dell’opera dalla storia torinese alla storia diplomatica, economica e migratoria internazionale.
Il Palazzo dell’Ungheria
Altrettanto suggestiva è la tavola a colori dedicata al Palazzo dell’Ungheria, visto dal fronte prospiciente il Po.
La composizione, derivata da un acquerello dell’architetto Maurizio Pogány, è stampata dallo Stabilimento Cromotipico Pietro Celanza & C. di Torino. Si tratta di un’immagine particolarmente efficace nel documentare l’impiego della cromotipia nelle pubblicazioni celebrative del primo Novecento.
Il padiglione ungherese presenta una monumentalità fortemente caratterizzata, inserita in una rappresentazione quasi pittorica del paesaggio fluviale.
Il Villaggio Alpino
Uno degli aspetti forse più affascinanti del volume è la grande tavola a colori dedicata al Villaggio del Club Alpino.
L’immagine mostra un nucleo montano ricostruito con case in pietra e legno, una chiesa, fontane e abitanti in costume. Il complesso costituiva una delle manifestazioni di quel gusto etnografico e regionalista che caratterizzava le grandi esposizioni dell’epoca.
La tavola non possiede soltanto valore documentario: è una raffinata testimonianza della rappresentazione idealizzata della montagna alpina all’inizio del Novecento, quando turismo, alpinismo, tutela del paesaggio e identità regionale cominciavano a intrecciarsi in forme nuove.
Torino attraverso la fotografia
La documentazione non si limita all’area espositiva.
La grande fotografia a doppia pagina della Reale Basilica di Superga, impressa con notevole nitidezza, testimonia come il giornale utilizzasse l’Esposizione anche come occasione per presentare Torino ai visitatori stranieri.
Altre immagini riguardano monumenti, infrastrutture, vie cittadine, edifici pubblici, stabilimenti e paesaggi piemontesi. Ne deriva una sorta di grande album geografico e urbano della città alla vigilia della sua definitiva trasformazione in capitale industriale.
Industria, tecnica e lavoro
Il sottotitolo della manifestazione — Esposizione Internazionale delle Industrie e del Lavoro — non è puramente celebrativo.
I fascicoli documentano macchinari, stabilimenti, officine, trasporti, prodotti manifatturieri e nuove applicazioni tecnologiche. Le fonti contemporanee ricordano, fra gli altri temi, radiotelegrafia, fotografia industriale, cinematografia, apparecchi scientifici e nuove tecnologie elettriche.
Il periodico costituisce pertanto una fonte preziosa per la storia della tecnologia e dell’industrializzazione italiana, offrendo un repertorio iconografico di macchine e procedimenti spesso difficilmente documentabili attraverso altre fonti.
La fotografia come linguaggio della modernità
Particolare attenzione era riservata alla fotografia stessa. La documentazione ufficiale dell’Esposizione prevedeva una grande mostra dedicata alle sue applicazioni artistiche, scientifiche, industriali, didattiche e professionali, comprendendo inoltre fotografia stereoscopica, fototipia, fotoincisione, tricromia, quadricromia e cinematografia.
La struttura stessa del giornale riflette questa centralità della fotografia: vedute di cantieri, ritratti, macchine, edifici e manifestazioni convivono con tavole disegnate e cromotipiche.
L’opera documenta quindi non soltanto ciò che l’Esposizione mostrava, ma anche il passaggio dell’editoria illustrata dalla cultura dell’incisione alla cultura fotografica.
Le tavole artistiche e i grandi supplementi
Di particolare rilievo sono le grandi tavole ripiegate e i supplementi.
Fra quelle mostrate compare la monumentale riproduzione della Passione di Gesù di Hans Memling, proveniente dalla Pinacoteca di Torino, stampata su doppia pagina. Questa presenza conferma quanto l’Esposizione intendesse intrecciare industria, arte, storia nazionale e cultura figurativa.
Le tavole policrome, alcune delle quali occupano due o tre pagine, rappresentano oggi una componente determinante del valore collezionistico dell’opera: sono infatti assai più facilmente soggette a dispersione quando i fascicoli vengono smembrati.
La rarità della raccolta completa
Il dato bibliografico più importante è la presenza di tutti i 36 numeri.
La sopravvivenza di singole dispense è relativamente più frequente: il mercato antiquario registra infatti fascicoli sciolti del giornale ufficiale già dal numero inaugurale del 1910.
Ben diversa è la disponibilità di una serie completa, rilegata e conservante gli apparati supplementari, soprattutto quando sono presenti le grandi tavole ripiegate e policrome.
Per questo motivo l’esemplare va considerato principalmente come raccolta organica, e non come semplice somma del valore commerciale dei singoli fascicoli.
La legatura
L’esemplare conserva una robusta legatura in mezza pelle rossa e percallina, con nervature simulate mediante fregi dorati e titolo al dorso:
ESPOSIZIONE / DI / TORINO / 1911
L’aspetto è quello tipico di una raccolta di pregio destinata a biblioteca privata o istituzionale. Il formato imponente e il considerevole peso del blocco librario rendono comprensibili i segni d’uso della struttura, senza diminuire la forte presenza bibliografica dell’insieme.
Stato dell’opera
Esemplare complessivamente buono, completo dei 36 numeri dichiarati e caratterizzato da interni assai ben conservati. Carte sane, apparato iconografico ricco e nitidamente impresso. Presenti un paio di strappi restaurati. La legatura mostra alcune tracce d’uso ma rimane robusta e funzionale.
Particolarmente significativa appare la presenza delle grandi tavole a colori e ripiegate, fra le quali quelle documentate dedicate al Palazzo della Repubblica Argentina, al Palazzo dell’Ungheria, allo Stadium, al Villaggio Alpino, alla Basilica di Superga e al grande panorama fotografico di Torino.
Perché è interessante oggi
Perché è una straordinaria macchina del tempo sulla Torino del 1911, nel momento in cui la città stava consolidando la propria trasformazione da capitale sabauda a grande centro industriale europeo.
Fotografia, architettura, tecnologia, industria, costume, arti decorative, trasporti e comunicazione convivono nello stesso corpus documentario. Molti degli edifici riprodotti furono temporanei e scomparvero dopo l’Esposizione: il volume ne costituisce quindi una delle più affascinanti testimonianze visive.
L’interesse supera ampiamente l’ambito piemontese e coinvolge collezionisti di esposizioni universali, fotografia, architettura Liberty, storia industriale, grafica editoriale e storia dell’Italia unita.
Perché è un acquisto consapevole
Non si acquista soltanto una pubblicazione celebrativa, ma una fonte primaria contemporanea all’avvenimento, composta dai 36 numeri ufficiali prodotti mentre l’Esposizione veniva progettata, costruita e realizzata.
Il valore dell’esemplare risiede soprattutto nell’unità del corpus: testo, fotografie, grandi supplementi, tavole ripiegate e immagini policrome restituiscono un patrimonio iconografico che i fascicoli sciolti non possono offrire nella stessa completezza.
La dimensione monumentale, l’elegante legatura e la ricchezza figurativa ne fanno inoltre un volume di forte impatto anche come oggetto da biblioteca e da collezione.




























