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Torquato Tasso – Lettere di Torquato Tasso illustrate da Cesare Guasti Firenze, Felice Le Monnier, 1853-1854

400,00  328,00 

Prima edizione rara in 5 voll., con apparato critico e note filologiche. Esemplare ben conservato, in legatura novecentesca.

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Torquato Tasso

Lettere di Torquato Tasso disposte per ordine di tempo ed illustrate da Cesare Guasti
Firenze, Felice Le Monnier, 1853-1854

Descrizione bibliografica

  • Formato: in-8° (cm 12 x 18,5).
  • Legatura: 5 volumi in mezza tela verde di fattura novecentesca con piatti marmorizzati; titoli entro tasselli cartacei applicati ai dorsi.
  • Pagine: XXXIV, (2), 319, (1) – VII, (1), 649, (1) – XXXV, (1), 391, (1) – XXXVIII, (2), 367, (1) – XXXV, (1), 282, (2).
  • Edizione: rara prima edizione, 1853-1854.

Contenuto
Monumentale raccolta epistolare del Tasso, ordinata cronologicamente e annotata da Cesare Guasti (1822–1889), filologo e storico della letteratura. L’opera costituisce la prima edizione critica di ampio respiro delle lettere tassiane, corredate di apparato esegetico e note storiche.

Le lettere abbracciano l’intera vita del poeta, offrendo un ritratto vivido del Tasso uomo oltre che scrittore: i rapporti con i potenti e i letterati del tempo, le vicende travagliate legate alla sua condizione di cortigiano, il periodo della prigionia a Sant’Anna, le riflessioni religiose e filosofiche, i legami familiari.

Importanza dell’opera
Questa edizione Guasti segna una tappa fondamentale nella fortuna critica del Tasso, rivelandone la dimensione privata, intellettuale e psicologica con documenti fino ad allora dispersi o poco noti.
L’iniziativa editoriale di Felice Le Monnier si inserisce nel programma culturale risorgimentale di valorizzazione dei classici italiani, fornendo al pubblico colto e accademico una fonte indispensabile per lo studio della letteratura rinascimentale.

Approfondimento critico: Cesare Guasti editore del Tasso

Cesare Guasti (Prato, 1822 – Firenze, 1889) fu una delle figure centrali della filologia e della critica storica nell’Italia dell’Ottocento. Allievo di Pasquale Villari e legato agli ambienti eruditi fiorentini, si distinse per il rigore metodologico e per l’attenzione alle fonti documentarie, qualità che applicò con grande impegno anche alle lettere di Torquato Tasso.

L’edizione tassiana del 1853–1854 rappresenta uno dei primi tentativi sistematici di raccogliere e ordinare cronologicamente il vasto corpus epistolare del poeta. Guasti non si limitò alla trascrizione: confrontò manoscritti, verificò le edizioni precedenti e corredò i testi di note filologiche e storico-critiche, con l’obiettivo di restituire le lettere nella loro autenticità linguistica e nel loro contesto biografico.

Il metodo di Guasti, influenzato dal positivismo erudito, univa fedeltà al documento e chiarezza espositiva: le sue note non erano meri apparati tecnici, ma strumenti per comprendere la vita del Tasso, i suoi rapporti con le corti, le tensioni religiose, le fragilità psicologiche. In questo modo, l’edizione offriva al lettore non solo un testo critico, ma anche un vero e proprio ritratto biografico del poeta attraverso la sua corrispondenza.

Guasti si impose così come uno dei pionieri della filologia moderna in Italia, capace di coniugare erudizione e divulgazione. La sua edizione rimane un punto di riferimento per gli studi tassiani, e più in generale per la tradizione delle grandi raccolte epistolari pubblicate da Felice Le Monnier, editore che volle legare la filologia nazionale alla formazione della coscienza civile e letteraria dell’Italia unita.

Stato di conservazione
Esemplare in più che buone condizioni: legatura novecentesca solida, carte fresche, rare e lievi tracce d’uso compatibili con l’età.

Nota
Opera rara, ricercata sia dai collezionisti di edizioni tassiane sia dagli studiosi per il valore filologico dell’apparato critico di Guasti. Non comune a trovarsi completa in tutti e 5 i volumi.

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