Les Images ou Tableaux de Platte Peinture des deux Philostrates Sophistes Grecs et les Statues de Callistrate
Mis en François par Blaise de Vigenère Bourbonnois, enrichis d’Arguments et Annotations.
Revuës et corrigées sur l’original par un docte personnage de ce temps en la langue grecque.
Représentées en taille douce en cette nouvelle édition.
Avec des épigrammes sur chacun d’iceux par Artus Thomas, sieur d’Embry.
Paris, Chez la veuve Abel l’Angelier, au premier pilier de la grand Salle du Palais,
et la veuve M. Guillemot, en la Galerie des Prisonniers, 1614.
Descrizione generale dell’opera
Imponente e monumentale edizione illustrata di uno dei più celebri testi dell’antichità dedicati alla descrizione delle arti figurative: le “Imagines” dei due Filostrati e le descrizioni scultoree di Callistrato, tradotte e commentate dal grande erudito rinascimentale Blaise de Vigenère (1523-1596). L’opera costituisce una straordinaria sintesi tra letteratura classica, antiquaria umanistica e arte incisoria barocca, offrendo al lettore una vera e propria galleria ideale di pitture e sculture dell’antichità. Nei testi originali Filostrato descrive una serie di dipinti immaginari esposti in una villa romana. Le descrizioni sono talmente vivide da trasformarsi, nell’edizione illustrata di Vigenère, in un vero programma iconografico, tradotto in immagini incise.
Questa edizione del 1614 è unanimemente considerata la più ricca e completa tra tutte le edizioni illustrate dell’opera, ampliata con un vasto apparato figurativo e nuove tavole calcografiche.
“Questa opera presenta un caso unico nella storia dell’iconografia: le incisioni non illustrano un testo narrativo, ma ricreano visivamente le pitture immaginarie descritte dagli autori greci.”
Dati editoriali
Titolo: Les Images ou Tableaux de platte peinture des deux Philostrates sophistes grecs et les statues de Callistrate.
Traduzione e commento: Blaise de Vigenère
Epigrammi poetici: Artus Thomas, sieur d’Embry
Luogo di stampa: Parigi Stampatori/librai: Veuve Abel l’Angelier Veuve M. Guillemot
Anno: 1614
Descrizione fisica
Grande volume in folio monumentale. Dimensioni: cm 41 × 28,5. Pagine: (18) + 921 + (1) + (46). Testo in lingua francese. Carta forte vergata di ottima qualità. Amplissima marginatura
La struttura dell’opera comprende i due libri delle Imagines dei Filostrati e le descrizioni delle statue di Callistrato, ciascun capitolo accompagnato da una tavola illustrata e da epigrammi esplicativi.
Apparato illustrativo
L’apparato figurativo è uno degli elementi più straordinari dell’opera.
Frontespizio inciso
Il volume si apre con un magnifico frontespizio interamente inciso in rame realizzato dal maestro incisore Jaspar Isac.
La composizione raffigura una scenografica architettura allegorica simile a un tempio o a una galleria delle arti. L’edificio prospettico, popolato da statue, figure mitologiche e amorini, rappresenta simbolicamente il “museo ideale dell’antichità” che il libro invita ad esplorare.
Al centro si apre una grande galleria che conduce a una cupola irradiata dal sole, chiaro simbolo della sapienza antica riscoperta dall’umanesimo. Il frontespizio funziona quindi come introduzione iconografica all’intero programma dell’opera.
Tavole calcografiche
Il volume contiene: 68 tavole calcografiche, incise da:
- 10 tavole di Jaspar Isac
- 58 tavole di Antoine Caire
Le incisioni rappresentano episodi mitologici, allegorie morali e scene della cultura greca antica.
Ogni tavola è accompagnata da epigrammi poetici che spiegano il significato morale o simbolico della scena rappresentata.
Tra i soggetti figurano: Narcisse, Pan, Ajax ou les Gyres, Les Isles, La chasse des bestes noires, La naissance de Mercure, Perseus, Atlas, Hercule parmi les pygmées, Les Heures ou saisons de l’année
Il volume è inoltre arricchito da:
- numerose testatine xilografiche
- iniziali istoriate
- finalini ornamentali
che testimoniano la grande raffinatezza dell’editoria parigina del primo Seicento.
Commento iconografico
Narcisse
Una delle incisioni più suggestive rappresenta il mito di Narciso, giovane cacciatore che si innamora della propria immagine riflessa nell’acqua. La scena mostra il giovane chino su una fonte mentre osserva il proprio volto specchiato nell’acqua. Accanto a lui compare il cane da caccia, mentre sullo sfondo una statua anticipa simbolicamente la metamorfosi finale.
Secondo il mito narrato da Ovidio, Narciso fu condannato dagli dei ad amare se stesso e, incapace di distogliere lo sguardo dal proprio riflesso, morì consumato dalla passione trasformandosi nel fiore che porta il suo nome.
L’episodio diventa così una potente allegoria della vanità e dell’amore egoistico, temi centrali nella morale barocca.
Ajax ou les Gyres
La tavola dedicata ad Ajax Locrio rappresenta uno dei momenti più drammatici della mitologia legata alla guerra di Troia.
L’eroe appare su una fragile imbarcazione tra onde tumultuose e mostri marini mentre una tempesta divina si scatena dall’alto.
Secondo la tradizione, Ajax aveva profanato il tempio di Atena durante il saccheggio di Troia. La dea, per punirlo, scatenò una tempesta durante il viaggio di ritorno. Poseidone spezzò infine la roccia su cui l’eroe si era salvato facendolo precipitare in mare.
L’immagine diventa così un monito contro la hybris, l’arroganza dell’uomo che sfida il potere degli dei.
Les Isles
Questa tavola raffigura un paesaggio idilliaco in cui figure mitologiche riposano tra strumenti musicali e armi abbandonate.
L’iconografia allude alle Isole dei Beati, il luogo mitico dove dimoravano gli eroi dopo la morte. Il contrasto tra le armi e la musica suggerisce il passaggio dalla vita terrena dominata dalla guerra alla pace eterna dell’aldilà.
Les Etrennes
La scena rappresenta un contadino circondato da frutti, animali e oggetti domestici. Il titolo allude alla tradizione romana delle étrennes, i doni di buon augurio offerti all’inizio dell’anno.
Il significato allegorico dell’immagine esalta la vita semplice e moderata della campagna, contrapposta agli eccessi della vita cittadina.
Gli incisori
Jaspar Isac: Incisore attivo a Parigi nei primi anni del XVII secolo, autore del grande frontespizio e di alcune delle tavole più elaborate del volume. Il suo stile è caratterizzato da una costruzione scenografica complessa e da una forte attenzione alla prospettiva architettonica.
Antoine Caire: Responsabile della maggior parte delle tavole dell’opera, Antoine Caire sviluppa un linguaggio incisorio elegante e narrativo, capace di tradurre in immagini le descrizioni letterarie dei Filostrati con grande ricchezza di dettagli.
Le sue incisioni mostrano un equilibrio tra precisione antiquaria e invenzione barocca.
Legatura
Elegante legatura coeva in piena pelle maculata.
Caratteristiche:
- dorso a nervi con ricca decorazione dorata
- tassello con titolo in oro
- fregi dorati alle unghie anteriori
- decorazioni geometriche e floreali di gusto secentesco
La legatura, di grande fascino antiquario, presenta una splendida patina del tempo.
Provenienza
Alla seconda copertina è presente un’etichetta tipografica con la dicitura:
“The Library, St. Benedict’s Abbey, Fort-Augustus, Scotland.”
L’abbazia benedettina di Fort Augustus, situata sulle rive del Loch Ness, possedeva una ricca biblioteca monastica. L’etichetta testimonia una successiva provenienza del volume da questa collezione. È presente inoltre un ulteriore riquadro tipografico per la segnatura di collocazione, rimasto non compilato.
Stato di conservazione
Esemplare in condizioni eccellenti per un grande folio del primo Seicento.
- legatura robusta e ben conservata
- carta sana con ampia marginatura
- incisioni nitide e ben impresse
- lievi fori di tarlo marginali non invasivi
- rari restauri antichi ben eseguiti per difetti originari della carta
Nel complesso si tratta di un esemplare molto fresco e collezionistico
Importanza bibliografica
L’edizione del 1614 è generalmente considerata la più importante tra le edizioni illustrate dei Philostrati, arricchita con un numero maggiore di tavole rispetto alle precedenti stampe e caratterizzata da un programma iconografico più ambizioso.
L’opera ebbe grande influenza sugli artisti europei del XVII secolo e rappresenta una delle fonti iconografiche più importanti per la diffusione della mitologia classica nella cultura barocca.
Perché quest’opera è uno dei grandi libri illustrati di mitologia del XVII secolo
Tra i grandi libri illustrati dell’Europa barocca, le Images ou Tableaux de platte peinture occupano un posto di assoluto rilievo. L’opera rappresenta infatti uno dei primi e più ambiziosi tentativi di tradurre in immagini l’intero universo figurativo della mitologia classica, basandosi sulle celebri descrizioni letterarie dei Filostrati.
La traduzione e il commento di Blaise de Vigenère, erudito e diplomatico tra i più raffinati della Francia rinascimentale, trasformarono il testo antico in un vero repertorio iconografico destinato ad artisti, antiquari e collezionisti. Le incisioni della presente edizione del 1614, tra le più numerose e spettacolari mai realizzate per quest’opera, diedero forma visiva alle pitture immaginarie descritte dagli autori greci, creando una sorta di museo ideale della mitologia antica.
Per questa ragione il volume ebbe una grande influenza sulla cultura figurativa europea del XVII secolo, fornendo modelli iconografici per pittori, incisori e decoratori. Ancora oggi è considerato uno dei più affascinanti esempi di dialogo tra erudizione classica, arte incisoria e immaginazione barocca, e rimane uno dei grandi capolavori dell’editoria illustrata secentesca.
Un precursore dei grandi “musei cartacei” dell’età barocca
L’opera dei Philostrati nella traduzione e nel commento di Blaise de Vigenère può essere considerata uno dei primi esempi di quello che gli storici dell’arte definiscono “museo cartaceo”. Con questa espressione si indicano quei grandi libri illustrati che, tra XVI e XVII secolo, cercavano di raccogliere e rendere visibile su carta l’intero patrimonio figurativo dell’antichità.
Prima ancora della nascita dei grandi repertori antiquari del Seicento, come il celebre Museo Cartaceo di Cassiano dal Pozzo, l’opera di Vigenère offriva già ai lettori europei una vasta galleria di immagini mitologiche ispirate alla tradizione classica. Le incisioni che accompagnano il testo trasformano infatti le descrizioni letterarie dei Filostrati in vere e proprie composizioni figurative, consentendo di immaginare le pitture perdute dell’antichità.
In questo senso il volume non è soltanto un libro di erudizione umanistica, ma anche uno dei più importanti tentativi di ricostruzione visiva della cultura artistica greco-romana realizzati prima della nascita della moderna storia dell’arte. La straordinaria ricchezza delle tavole e l’ampiezza del programma iconografico spiegano perché questa edizione del 1614 sia oggi considerata uno dei più affascinanti e monumentali libri illustrati della mitologia classica prodotti nell’Europa del primo Seicento.
Rarità e prestigio del grande formato folio
Uno degli aspetti più notevoli di questa edizione è il suo imponente formato folio monumentale (cm 41 × 28,5), decisamente superiore alla media dei libri illustrati pubblicati nei primi decenni del XVII secolo. La scelta di un formato così ampio rispondeva alla precisa volontà editoriale di offrire alle incisioni lo spazio necessario per rendere con chiarezza e ricchezza di dettagli le complesse descrizioni pittoriche dei Filostrati.
La realizzazione di volumi di tali dimensioni comportava costi di produzione molto elevati: carta di grande formato, incisioni calcografiche di grande ampiezza e una lavorazione tipografica complessa. Per questo motivo i grandi folii illustrati di quest’epoca venivano stampati in tirature relativamente limitate, destinati principalmente a biblioteche erudite, collezionisti aristocratici e studiosi dell’antichità.
Nel corso dei secoli molti esemplari di opere di questo tipo sono andati dispersi o hanno subito danni dovuti proprio alla loro mole e alla delicatezza delle grandi carte. Gli esemplari completi e ben conservati risultano pertanto piuttosto rari sul mercato antiquario, soprattutto quando presentano tutte le tavole e conservano una legatura antica.
L’importanza di questa edizione è riconosciuta anche dalla sua presenza in importanti collezioni pubbliche e museali. Esemplari sono conservati, tra le altre istituzioni, presso il Museo Nacional del Prado a Madrid, oltre che in grandi biblioteche europee e americane specializzate in libri antichi e storia dell’arte.
Per ampiezza del formato, ricchezza dell’apparato iconografico e qualità dell’incisione, l’edizione parigina del 1614 è spesso considerata dagli studiosi uno dei più spettacolari libri illustrati francesi del primo Seicento, nonché uno dei più ambiziosi tentativi di trasformare la mitologia classica in una grande galleria figurativa destinata agli eruditi e agli artisti dell’età barocca.


































