M. Valsecchi (testo)
Nature morte di C. Fornara
Novara, Arti Grafiche di Cressa S.p.A., 1970
(Collana “Prestigio della Pittura Italiana”)
Descrizione bibliografica
Volume in formato grande (cm 33,5 × 27,5), pagine 42 non numerate.
Monografia dedicata esclusivamente alla produzione di nature morte di Carlo Fornara, con ampie illustrazioni a colori a piena pagina. Testo introduttivo critico di Mario Valsecchi.
Legatura e stato di conservazione
Brossura editoriale in cartoncino, protetta da sovraccoperta illustrata a colori, perfettamente conservata.
Esemplare in buona copia, interno fresco, stampe nitide.
Contenuto
- Ampia selezione delle più note nature morte di Fornara, appartenenti soprattutto alla maturità artistica.
- Riproduzioni ad alta qualità delle opere, con colori ben calibrati e buona fedeltà materica.
- Testo di Valsecchi che contestualizza la ricerca pittorica di Fornara entro il divisionismo lombardo e il suo successivo approdo a una poetica più intima e sintetica.
- Focus sulla costruzione del colore, la vibrazione luminosa e la particolare “tessitura” della pennellata fornarese.
Nota artistica
Le nature morte di Fornara costituiscono un capitolo molto raffinato della sua produzione: piccoli interni silenziosi, tavoli di campagna, frutti e fiori colti con una luce domestica e raccolta, resi attraverso una pennellata divisionista ormai libera e pienamente personale.
Le opere riprodotte mostrano:
- composizioni essenziali, dominate da pochi oggetti;
- colore denso e materico, ma sempre vibrato;
- una poetica di intimità quotidiana, dove la luce diventa la vera protagonista.
Rilevanza bibliografica
Edizione non comune della collana “Prestigio della Pittura Italiana”: serie ricercata da collezionisti e appassionati di arte novecentesca e in particolare della scuola ossolana. Interessante come documento editoriale dedicato specificamente al genere delle nature morte di Fornara (meno diffuse rispetto ai paesaggi).
Carlo Fornara e il Divisionismo ossolano – Nota critica
Carlo Fornara (1871–1968) è considerato la figura più autorevole del Divisionismo ossolano, interprete originale di un linguaggio che, pur dialogando con Segantini, Previati e gli altri maestri lombardi, seppe trasformarsi in una poetica del tutto personale. La sua formazione avviene nel clima del Divisionismo milanese di fine Ottocento, ma Fornara porta nel movimento un contributo distintivo: l’attenzione alle valli ossolane, ai loro ritmi stagionali, ai borghi e agli interni silenziosi.
Il suo divisionismo è caratterizzato da:
- una scomposizione luminosa meno teorica e più sensibile;
- la ricerca di un accordo tonale caldo e vibrante, spesso costruito su gamme cromatiche naturali;
- un rapporto profondamente affettivo con il paesaggio alpino, trasfigurato in visione poetica.
Negli anni maturi la pennellata si fa più libera e materica: non abbandona la vibrazione divisionista, ma la rende più intima, più domestica, come si osserva nelle nature morte, nelle vedute di piccoli vicoli, nei tavoli di cucina e nei fiori colti nella loro semplicità quotidiana.
Il Divisionismo ossolano, grazie a Fornara, acquista così una dimensione autonoma: non solo derivazione del grande movimento lombardo, ma interpretazione locale e radicata del rapporto tra luce, natura e memoria, capace di restituire l’anima profonda dell’Ossola












