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Marino Ferraris – La “Repubblica” dell’Ossola. 9 settembre – 23 ottobre 1944 – Domodossola, 1964

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Pubblicato in occasione delle celebrazioni ventennali della Liberazione dell’Ossola, il volume restituisce nella sua integralità la documentazione ufficiale della Giunta Provvisoria, un unicum nella storia della Resistenza italiana per ampiezza, lucidità amministrativa e respiro politico. La pubblicazione permette di seguire, giorno per giorno, l’organizzazione civile del territorio liberato: scuola, giustizia, approvvigionamenti, ordine pubblico, rapporti internazionali. L’opera rappresenta ancora oggi una delle fonti più autorevoli e citate per lo studio della Repubblica Partigiana dell’Ossola, riconosciuta come modello di democrazia in nuce e di rinascita istituzionale nel pieno del secondo conflitto mondiale.

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Marino Ferraris

La “Repubblica” dell’Ossola. 9 settembre – 23 ottobre 1944 
Domodossola, Cartografia C. Antonioli, 1964

Volume (cm 24 × 17), pp. 145, (3). L’opera contiene la Relazione ufficiale sull’attività della Giunta Provvisoria di Governo durante i quaranta giorni della Repubblica dell’Ossola, prezioso documento istituzionale della breve ma significativa esperienza di autogoverno partigiano del 1944. Brossura editoriale cartonata grigio-azzurra, con titoli impressi alla coperta superiore e al dorso; ottima copia, ben conservata.

Nota storica sulla Repubblica dell’Ossola (9 settembre – 23 ottobre 1944)

La Repubblica dell’Ossola rappresenta uno degli episodi più significativi e simbolici della Resistenza italiana. Tra il 9 settembre e il 23 ottobre 1944 un territorio montano di circa 1.600 km², comprendente Domodossola e numerosi comuni vallivi, riuscì a sottrarsi all’occupazione nazifascista grazie all’azione congiunta delle formazioni partigiane ossolane. In questo breve arco di tempo sorse un esperimento politico-amministrativo di sorprendente maturità: la Giunta Provvisoria di Governo, composta da esponenti di diverse anime politiche (liberali, socialisti, cattolici, azionisti), riuscì a dare una struttura civile organica al territorio liberato.

La Giunta adottò provvedimenti avanzati per l’epoca: riapertura delle scuole, disciplina del lavoro, regolamentazione dei prezzi e delle forniture, riorganizzazione dell’ordine pubblico, riforma della giustizia, libertà di stampa e contatti diplomatici con la Svizzera, che guardò con interesse all’esperimento. La Repubblica dell’Ossola venne così percepita, in Italia e all’estero, come un primo laboratorio democratico nato nel pieno della guerra, capace di coniugare resistenza armata e rinascita istituzionale.

L’esperienza ebbe termine il 23 ottobre 1944, quando le truppe tedesche e repubblichine, in forze superiori, riconquistarono la valle. Tuttavia, la caduta non intaccò il valore storico dell’esperimento ossolano: la Repubblica fu ricordata nel dopoguerra come anticipazione concreta dei valori costituzionali, simbolo di libertà, autodeterminazione e partecipazione civile. Nel 1964 alla Valle dell’Ossola venne conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare, a riconoscimento del sacrificio e della capacità organizzativa dimostrata durante quei 40 giorni.

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