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Mario Appelius – Asia gialla – Milano, ALPES Edizioni, 1926

110,00  90,20 

L’edizione di Asia gialla del 1926 riflette in pieno il progetto culturale di ALPES: un volume riccamente illustrato, agile nella struttura, pensato per il lettore colto ma non accademico, e costruito per offrire una esperienza visiva e narrativa insieme, secondo una logica editoriale che anticipa il moderno reportage fotografico.

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Mario Appelius

Asia gialla  
(Giava – Borneo – Indocina – Annam – Cambodge – Laos – Tonkino – Macao)
Milano, ALPES Edizioni, 1926

Descrizione dell’esemplare
Volume in (cm 20 × 14), pp. 488, (2). Con 60 illustrazioni fuori testo, prevalentemente fotografiche, tratte dai viaggi dell’autore nelle regioni dell’Asia sud-orientale allora sotto influenza coloniale europea (Indie Olandesi, Indocina Francese, territorio portoghese di Macao).
Brossura editoriale in cartoncino, con coperta superiore illustrata a colori (titolo in blu, cornice decorativa orientaleggiante e riproduzione di scultura asiatica), titoli al dorso. Tracce d’uso alla coperta; interni nel complesso buoni con normale ingiallimento della carta e fioriture sparse. Firma di possesso datata Roma, Febbraio 1928 al frontespizio. Buona copia.

Contenuto

Opera tra le più note di Mario Appelius (1892–1946), giornalista e scrittore di viaggio, osservatore diretto dei territori dell’Estremo Oriente negli anni Venti.
Il volume raccoglie impressioni, descrizioni etnografiche, note storiche e racconti di viaggio su:

  • Giava (vita rurale, città di Batavia, usi e costumi dei villaggi montani)
  • Borneo (etnie indigene, natura e prime infrastrutture coloniali)
  • Indocina Francese: Cocincina, Annam, Tonchino
  • Cambodge (Angkor e tradizioni cambogiane)
  • Laos
  • Macao

Lo stile, tipico dell’epoca, fonde osservazione diretta e retorica orientalista, con giudizi filtrati dalla mentalità coloniale europea del primo Novecento. Le 60 illustrazioni fotografiche documentano scene di vita quotidiana, paesaggi, città e tipologie etnografiche.

Rilevanza storico-letteraria

Asia gialla rappresenta una testimonianza significativa della letteratura di viaggio italiana degli anni Venti, quando l’interesse per l’Estremo Oriente cresceva anche grazie alla competizione coloniale internazionale.
Appelius, già inviato speciale in vari fronti bellici, applica qui il suo stile diretto e giornalistico, restituendo un’immagine dell’Asia filtrata da un punto di vista occidentale ma ricca di materiale documentario.

Il libro è oggi ricercato:

  • per il valore iconografico delle fotografie originali;
  • per la presenza di descrizioni di aree allora poco note al pubblico europeo;
  • come testimonianza della narrativa geopolitica italiana pre-bellica.

Stato di conservazione

Esemplare in buone condizioni generali:

  • coperta con usuali segni del tempo;
  • leggera fioritura nelle tavole interne;
  • carta integra;
  • dedica/nota di possesso al frontespizio.
    Strutturalmente solido.

Nota storico-critica su Mario Appelius e il suo ruolo nella letteratura di viaggio italiana

Mario Appelius (1892–1946) rappresenta una figura complessa e di grande rilievo nel panorama della letteratura italiana tra le due guerre. Inviato speciale, reporter cosmopolita, scrittore prolifico e successivamente voce radiofonica del regime, fu però negli anni Venti soprattutto un osservatore inquieto del mondo e uno dei protagonisti della rinascita della letteratura di viaggio italiana.

Prima dell’avvento della grande saggistica geopolitica degli anni Trenta, Appelius si colloca in una fase di transizione: non più la narrazione ottocentesca di esplorazione geografica, non ancora la propaganda esplicitamente imperiale. I suoi libri — Asia gialla (1926), Carovane d’Arabia (1927), Mediterraneo (1928), Africa nera (1929) — nascono da lunghi soggiorni nei territori descritti e si caratterizzano per un taglio giornalistico, diretto, spesso impressionistico, in cui l’autore fonde osservazione etnografica, racconto di viaggio e digressioni di carattere politico.

Appelius inaugura uno stile nuovo nella tradizione italiana:

  • un linguaggio rapido, visivo, moderno, vicino alla scrittura da reportage;
  • un uso costante della fotografia documentaria, non come semplice illustrazione ma come prova di verità del testo narrativo;
  • l’attenzione alla vita quotidiana, alle strade, ai mercati, ai popoli “minori”, contrapposta alle consuete descrizioni monumentali;
  • l’adozione — tipica dell’epoca — di un paradigma orientalista, in cui l’autore interpreta culture lontane attraverso una prospettiva eurocentrica, talvolta intrisa di giudizi stereotipati.

La sua opera più riuscita è forse Asia gialla (1926), dove il viaggio attraverso Giava, Borneo, Indocina, Cambogia, Laos e Macao diventa anche una riflessione sul confronto tra Oriente e Occidente. La narrazione procede per quadri autonomi, vividi e sensoriali, senza la rigidità di un trattato geografico. L’elemento descrittivo convive con quello emozionale, creando un registro ibrido tra diario privato e cronaca politica.

In questo senso Appelius anticipa — pur con una diversa qualità letteraria — quella giornalistica di viaggio che sarà poi propria di autori come Moravia, Piovene, Montanelli. La sua produzione, pur segnata a partire dagli anni Trenta dall’adesione alla retorica fascista, rimane fondamentale per comprendere come la cultura italiana percepisse il mondo extra-europeo nel periodo interbellico: un misto di fascinazione, distanza ideologica e volontà di interpretazione globale.

Per gli studiosi di letteratura coloniale e di storia dell’immaginario, Asia gialla è oggi una fonte preziosa: non soltanto come narrazione, ma come documento storico, ricco di immagini, lessico e codici culturali tipici dell’Italia degli anni Venti.

Le Edizioni ALPES e il loro ruolo nella saggistica di viaggio

Le Edizioni ALPES, attive a Milano dagli anni Dieci fino al secondo dopoguerra, ebbero un ruolo di primo piano nella diffusione della saggistica culturale, geografica e politica del primo Novecento italiano. Il catalogo si distingueva per:

  • attenzione a temi internazionali e geopolitici;
  • forte componente iconografica;
  • collane dedicate alla conoscenza dei popoli e delle civiltà extraeuropee;
  • cura grafica sobria ma elegante, spesso con copertine illustrate in stile modernista.

ALPES pubblicò autori come Appelius, Persia, Barzini, oltre a testi politici e filosofici di ampio respiro. La scelta editoriale privilegiava opere capaci di unire divulgazione, attualità e osservazione diretta: un taglio perfettamente in linea con la crescente curiosità del pubblico italiano verso le regioni “esotiche” e verso la dimensione internazionale del mondo contemporaneo.

L’edizione di Asia gialla del 1926 riflette in pieno il progetto culturale di ALPES: un volume riccamente illustrato, agile nella struttura, pensato per il lettore colto ma non accademico, e costruito per offrire una esperienza visiva e narrativa insieme, secondo una logica editoriale che anticipa il moderno reportage fotografico.

La casa editrice contribuì così a definire un’importante stagione della letteratura di viaggio italiana, prima che tale genere venisse assorbito — negli anni Trenta — dalle esigenze propagandistiche e dalle grandi campagne imperiali.

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