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Mercurio decapita Argo Panoptes da Ovidio, Metamorfosi – Tavola n. 19 – Anno 1615

350,00 € 287,00 €

Drammatica incisione seicentesca tratta dalle Metamorfosi di Ovidio. Mercurio decapita Argo per liberare Io trasformata in giovenca. Raffinata tavola mitologica ricca di energia narrativa e dettagli incisori.

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Mercurio decapita Argo Panoptes da Ovidio, Metamorfosi – Tavola n. 19 – Anno 1615

Importante incisione originale di epoca seicentesca appartenente a una celebre serie di 52 tavole dedicate alle Metamorfosi di Ovidio, realizzata in acquaforte e bulino su carta vergata. Foglio di grande fascino narrativo e forte dinamismo compositivo, databile alla fine del XVII secolo, di area nord-europea.

Dimensioni del foglio ca. cm 29,5 × 26,5; impronta della lastra ca. cm 17,8 × 25,4.

La scena illustra uno degli episodi più drammatici del Libro I delle Metamorfosi: Mercurio, inviato da Giove, uccide il gigante Argo Panoptes per liberare Io, trasformata in giovenca e custodita dal mostro dai cento occhi per volontà di Giunone. L’artista sceglie di rappresentare il momento culminante dell’azione: Mercurio, armato della caratteristica spada ricurva (harpe), sta decapitando Argo sotto un grande albero, mentre la giovenca Io osserva la scena in secondo piano, inquieta e pronta alla fuga.

L’iscrizione latina in calce riprende direttamente il testo ovidiano:

“Eripit et vivis blando sociata sopori
Custodem Inachie mors inopina bouis.
Hoc opus, hoc ingens decus est Cyllenidos Harpes,
Junonem Maia fallere nate potes.”

Traduzione italiana:

“Una morte improvvisa strappa al sonno soave
il guardiano della giovenca di Inaco.
Questa impresa, questa grande gloria appartiene al figlio di Cillene armato di harpe:
o figlio di Maia, tu puoi perfino ingannare Giunone.”

Il testo celebra l’astuzia di Mercurio, figlio di Maia e dio del monte Cillene, capace di vincere con l’inganno il terribile Argo Panoptes.

L’impostazione della composizione richiama il linguaggio manierista nordico influenzato da Hendrick Goltzius e dalla grande incisione olandese di traduzione mitologica. Di particolare qualità risultano la costruzione anatomica del corpo di Mercurio, il vigoroso chiaroscuro del tronco arboreo e la resa minuziosa degli animali e del paesaggio sullo sfondo. Molto suggestiva la presenza della giovenca Io, raffigurata quasi di spalle, come colta nell’istante precedente alla liberazione e alla fuga.

Interessante anche la filigrana visibile controluce, elemento che conferma l’autenticità e la qualità della carta d’epoca. La tavola reca il numero 19 in basso a destra, corrispondente alla numerazione originaria della serie.

Esemplare con ampi margini oltre l’impronta, in buono stato conservativo generale; presenti normali lievi pieghe verticali e leggere tracce del tempo compatibili con fogli sciolti del XVII secolo.

Opera di forte impatto iconografico, molto interessante per collezionisti di incisione barocca, mitologia classica e cicli illustrativi ovidiani.

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