Michele Cervantes di Saavedra
Don Chisciotte della Mancia
Illustrato con 120 quadri grandi e 250 disegni di Gustavo Doré
Roma, Edoardo Perino Editore, 1888
Opera in 2 volumi
Dati editoriali
- Autore: Miguel de Cervantes Saavedra
- Titolo: Don Chisciotte della Mancia
- Editore: Edoardo Perino, Roma
- Anno di pubblicazione: 1888
- Formato: due volumi in-folio (cm 24,5 × 35)
- Pagine:
- Volume I: 375, (1)
- Volume II: 439, (1)
- Tiratura originaria: pubblicata a dispense (totale 102 fascicoli)
- Legatura: coeva in mezza pelle rossa con titoli dorati ai dorsi e piatti in carta marmorizzata; rinforzi e cuciture originali.
Descrizione fisica
- Solida legatura editoriale coeva, segni d’uso minimi e fisiologici ai dorsi (lievi abrasioni, piccole screpolature nella pelle).
- Interni ben conservati, con carta lievemente brunita ma fresca e senza difetti strutturali.
- Le impressioni xilografiche risultano nette e di ottima qualità, esaltando la profondità caratteristica delle incisioni di Doré.
- Presente antiporta figurata ai due volumi e ricchissimo apparato illustrativo completo.
Contenuto dell’opera
Edizione illustrata monumentale del Don Chisciotte, una delle più ricercate nella storia dell’editoria illustrata ottocentesca italiana.
L’opera comprende:
- 120 tavole a piena pagina (i celebri “quadri grandi” di Doré)
- 250 disegni nel testo
- Molte xilografie firmate G. Doré e incise da Héliodore Pisan, suo principale traduttore incisorio
- Introduzione e rubriche editoriali dell’Editore Perino
Tutte le illustrazioni sono di forte impatto figurativo, con scene drammatiche, epiche e comiche alternate, perfettamente integrate al testo.
Apparato iconografico
Descrizione di alcune immagini tratte dall’opera :
- Battaglia navale – “Spararono d’improvviso due pezzi d’artiglieria”
- Incisione firmata H. Pisan dai disegni di Doré
- Forte contrasto chiaroscurale, mare agitato, atmosfera notturna
- Don Chisciotte contro il gregge di pecore
- Una delle scene più dinamiche dell’intero ciclo
- Eccellente resa della follia eroica del protagonista
- Don Chisciotte nella biblioteca – antiporta del vol. I
- Tavola iconica della follia cavalleresca
- Composizione sovraccarica e teatrale in puro stile doriano
- In viaggio per Barcellona
- Suggestivo notturno con uso magistrale del tratteggio a bulino
- L’avventura degli uccelli da preda
- Una delle scene più visionarie dell’intero corpus
- Altri episodi minori
- Sancho che dorme
- Paesaggi castigliani
- Battaglie, cavalcate, incontri cavallereschi
Stato di conservazione
- Esemplare complessivamente molto buono, superiore alla media delle copie sopravvissute.
- Tavole nitide, nessuna mancanza, nessuna rottura evidente, nessuna macchia significativa.
- Legatura solida, solo lievi segni ai dorsi.
- Carta uniforme e priva di fessurazioni.
Approfondimento critico: Gustavo Doré e Héliodore Pisan
Gustave Doré (Strasburgo, 1832 – Parigi, 1883)
Considerato uno dei massimi illustratori europei del XIX secolo, Doré costruì un immaginario visivo potentissimo che segnò tutta l’iconografia occidentale. Le sue illustrazioni per Dante, la Bibbia, l’Orlando Furioso, Shakespeare e soprattutto Don Chisciotte sono capolavori assoluti del romanticismo figurativo.
L’edizione Perino del 1888 utilizza le lastre originali francesi create circa trent’anni prima, in uno dei momenti più maturi del suo stile.
Héliodore Pisan (Montpellier, 1822 – Parigi, 1890)
Incisore di immenso talento, fu il principale traduttore xilografico delle tavole di Doré.
I suoi bulini trasformano il tratto rapido e visionario del maestro in matrici stabili, precise e di profondissima resa atmosferica.
Le sue firme “H. Pisan” presenti nelle tavole confermano la qualità altissima dell’edizione.
Importanza bibliografica
Questa edizione è una delle più importanti pubblicazioni illustrate italiane dell’Ottocento:
- prima edizione italiana monumentale del ciclo doriano completo
- realizzata in grande formato
- pubblicata a fascicoli (raccolti poi in volume), oggi difficili da reperire completi
- ricercata da bibliofili di Doré, cervantisti, collezionisti di libri illustrati ottocenteschi
Storia editoriale delle edizioni Perino
La casa editrice di Edoardo Perino occupa un posto di primo piano nella storia dell’editoria illustrata italiana della seconda metà dell’Ottocento. Attiva a Roma dal 1871, Perino si specializzò molto presto nella pubblicazione di grandi opere a dispense, spesso di argomento storico, letterario e divulgativo, con un’attenzione particolare per la qualità iconografica. La sua strategia editoriale, innovativa per l’Italia del tempo, combinava tirature elevate, apparati illustrativi imponenti e prezzi accessibili grazie al modello di vendita rateale.
L’edizione del Don Chisciotte della Mancia del 1888 rappresenta uno dei massimi esempi della produzione periniana. Perino acquisì la concessione per utilizzare le incisioni originali di Gustave Doré, già celebri in Francia e in tutta Europa, e le fece tradurre tipograficamente con altissima fedeltà tramite le matrici di Héliodore Pisan, entrando così nel novero delle rare edizioni nazionali che potessero competere, per qualità, con le prestigiose coeve parigine. Il risultato fu un’opera monumentale: 102 fascicoli pubblicati a cadenza regolare, poi raccolti in due volumi di grande formato, destinati a un pubblico colto e borghese ma anche a famiglie desiderose di possedere un “capolavoro illustrato” da esporre in casa.
Le edizioni Perino furono particolarmente apprezzate per la cura tipografica, per l’uso di carte resistenti, per la resa eccellente delle xilografie e per la volontà di divulgare opere classiche in edizioni iconograficamente ricche. Oltre al Don Chisciotte, la casa editrice pubblicò edizioni di ampio respiro dedicate a Dante, alla Bibbia, alle vite dei santi, a opere storiche e letterarie illustrate, spesso corredate da prefazioni e apparati tecnici che univano rigore erudito e finalità divulgative.
Perino fu anche un editore culturalmente impegnato: sostenne la diffusione della lettura nell’Italia post-unitaria, contribuendo alla democratizzazione del libro illustrato, fino ad allora riservato a un pubblico d’élite. La sua produzione costituisce oggi un’importante testimonianza dell’editoria illustrata italiana tra Ottocento e primo Novecento, e le sue edizioni – specialmente quelle tratte da Doré – sono ricercate dai collezionisti per l’equilibrio tra qualità artistica, solidità tipografica e coerenza editoriale.


















