Miguel de Cervantes Saavedra
L’ingegnoso Idalgo Don Chisciotte della Mancia con Sancio Pancia suo scudiere, tradotto da Bartolomeo Gamba. Edizione illustrata.
Milano, presso la Libreria Dante Alighieri di Enrico Politti, 1870.
Opera in due volumi (cm 23,5 × 17), con doppio frontespizio in entrambi i tomi: il primo impreziosito da un titolo entro una ricchissima bordura arabescata incisa, il secondo a stampa. Il testo è accompagnato da un amplissimo apparato illustrativo interamente inciso in xilografia, comprendente centinaia di vignette nel testo, eleganti testatine, finalini e capilettera arabescati o figurati, che accompagnano in modo continuo e narrativo lo svolgersi del romanzo. Pagine 630, (2) – 712. Elegante legatura coeva in piena percallina con titoli, fregi e filetti in oro al dorso. Qualche sporadica e lieve fioritura sparsa e minimi segni del tempo, del tutto trascurabili. Esemplare complessivamente ben conservato.
Miguel de Cervantes Saavedra (1547–1616) è una delle figure fondative della letteratura europea moderna e Don Chisciotte della Mancia rappresenta la sua opera capitale, non solo per la straordinaria fortuna editoriale, ma per l’impatto duraturo esercitato sulla forma stessa del romanzo. Nato come parodia dei libri cavallereschi, il Don Chisciotte si trasforma progressivamente in un’opera di grande profondità narrativa e filosofica, in cui convivono ironia, malinconia, critica sociale e riflessione sull’identità e sull’illusione. La coppia Don Chisciotte–Sancio Pancia costituisce uno dei più celebri e complessi dualismi della letteratura occidentale, capace di restituire, attraverso il contrasto tra idealismo e concretezza, una rappresentazione universale della condizione umana. La traduzione di Bartolomeo Gamba, adottata in questa edizione, è considerata una delle più riuscite in lingua italiana: elegante, equilibrata e rispettosa del dettato cervantino, essa ha svolto un ruolo fondamentale nella diffusione ottocentesca del romanzo in Italia. Gamba, bibliografo, bibliofilo e accademico della Crusca, seppe coniugare rigore linguistico e chiarezza espressiva, rendendo l’opera accessibile senza impoverirne la complessità.
Le illustrazioni di questa edizione si inseriscono consapevolmente nella grande tradizione iconografica del Don Chisciotte, rielaborando modelli derivati da alcune tra le più celebrate edizioni precedenti, tra cui Madrid, Ibarra, 1780; Parigi, Huart, 1733; Parigi, David Fils Damonneville, 1741; Parigi, Didot, 1799. Il risultato è un apparato figurativo coerente, narrativamente efficace e di grande piacevolezza, capace di accompagnare la lettura senza sovrastarla, secondo un gusto pienamente ottocentesco che privilegia la diffusione dell’immagine nel corpo del testo piuttosto che l’isolamento delle tavole.
La Libreria Dante Alighieri di Enrico Politti, attiva a Milano nella seconda metà del XIX secolo, si distingue per una produzione editoriale attenta alla valorizzazione dei grandi classici della letteratura europea attraverso edizioni curate sotto il profilo tipografico, illustrativo e materiale. L’edizione del Don Chisciotte del 1870 si colloca pienamente in questa linea editoriale, concepita per un pubblico borghese colto e per biblioteche private, in cui il libro è pensato come oggetto culturale completo, capace di unire testo, immagine e qualità manifatturiera. La scelta di una ricca decorazione xilografica e di una solida legatura coeva conferma l’ambizione di realizzare un volume destinato a durare nel tempo e a occupare un posto qualificato nelle raccolte ottocentesche.






















