Paolo Bologna (a cura di)
Il prezzo di una capra marcia. Voci di resistenti ossolani
Domodossola, Edizioni Libreria Giovannacci, 1969
Descrizione fisica:
Volume in formato cm 23,5 × 17,5; pagine VIII, 169, (1). Con numerose riproduzioni fotografiche a piena pagina, tratte da lettere, schizzi, testimonianze autografe e documenti coevi alla lotta partigiana. Brossura editoriale in cartoncino illustrata alla coperta superiore, dorso e quarta di copertina in bianco. Ottima copia da collezione, ben conservata e internamente fresca.
Contenuto dell’opera
Il volume raccoglie una serie di testimonianze dirette di partigiani ossolani, prevalentemente appartenenti alle formazioni “Valgrande Martire”, “Divisione Valtoce” e “Brigata Garibaldi”. Le narrazioni seguono il filo della memoria popolare: brevi resoconti biografici, episodi di combattimento, rastrellamenti, fughe in montagna, vita di reparto, violenze subite dalla popolazione civile, improvvisazioni quotidiane di un esercito partigiano povero di mezzi ma ricco di determinazione.
Grande rilievo viene dato alle voci “dal basso”, senza mediazione ideologica: un mosaico di ricordi che conserva il tono orale, talvolta aspra, talvolta quasi ingenua, della testimonianza immediata. Accanto ai racconti compaiono lettere familiari, schizzi cartografici dei rastrellamenti, appunti tecnici sull’uso di esplosivi e movimenti tattici, fotografie d’epoca dei protagonisti.
Il titolo – “Il prezzo di una capra marcia” – allude a un episodio emblematico: la sproporzione tra i sacrifici della guerra partigiana e la durezza delle condizioni materiali, evidenziando il realismo quotidiano del vivere in clandestinità.
Contestualizzazione storica: la memoria resistenziale in Ossola
Il volume si inserisce nel più ampio movimento di recupero memoriale che negli anni Sessanta porta la Resistenza ossolana a occupare un posto centrale nella storia pubblica italiana. L’Ossola, teatro dell’effimera Repubblica Partigiana (settembre–ottobre 1944), rappresenta uno dei più alti momenti della lotta di liberazione nel Nord Italia: governo autonomo, stampa libera, giustizia civile, riforme amministrative temporanee.
Negli anni 1965–1970, complice il ventennale della Liberazione, si intensifica la pubblicazione di ricordi, diari e documenti partigiani. Bologna, libraio e animatore culturale domese, decide di raccogliere queste voci per salvarle dalla dispersione, dando forma a un documento collettivo che restituisce il tono “non istituzionale” della Resistenza: non la grande storia, ma la quotidianità del rischio, il rapporto dei partigiani con il territorio, la povertà dei mezzi, la solidarietà dei valligiani, la durezza dei rastrellamenti tedeschi e fascisti del ’44.
Valore documentario e uso delle fonti
Il volume è oggi considerato un importante repertorio di fonti primarie sulla Resistenza ossolana.
La scelta di includere lettere, schizzi, disegni tecnici, appunti improvvisati e testi autografi introduce un approccio documentario innovativo per l’epoca: non solo testimonianze scritte “a posteriori”, ma riproduzione di materiali composti durante la lotta, spesso in condizioni di emergenza.
Anche le fotografie — spesso non professionali, talvolta sgranate — sono parte integrante del valore storico dell’opera, poiché mostrano luoghi, volti, uniformi improvvisate e momenti della vita partigiana raramente documentati altrove.













