Paolo Giovio
Dialogo dell’imprese militari et amorose… con un ragionamento di Messer Lodovico Domenichi nel medesimo soggetto.
In Vinegia, appresso Gabriel Giolito de’ Ferrari, 1557.
Descrizione fisica:
In 8° (cm. 15,5 x 10,5); pagine 144. Bella legatura coeva in piena pergamena rigida, dorso con tassello in marocchino e titolazione e fregi dorati ben leggibili. Stato di conservazione buono, carte fresche e marginate, con alcuni usuali segni d’uso ai piatti. Marca tipografica di Giolito al frontespizio, xilografie decorative e iniziali istoriate nel testo.
Contenuto:
Opera fondamentale per lo studio della simbologia rinascimentale, il volume riporta il celebre dialogo sulle imprese (motti con emblemi figurati) tra Paolo Giovio e Lodovico Domenichi, incentrato sulle immagini adottate da condottieri, nobili e uomini di lettere. L’opera si propone di illustrare le funzioni, le regole e il gusto dell’epoca per queste forme di comunicazione visiva. Il dialogo è intervallato da osservazioni letterarie, morali e storiche.
Giovio espone le sue teorie sulle imprese araldiche a partire dal modello di quelle militari per approdare poi a quelle amorose, in un percorso che fonde sapientemente cultura umanistica e osservazione contemporanea.
Marca tipografica:
Al frontespizio campeggia la classica marca di Giolito de’ Ferrari (Phoenix su rogo con motto “Post tenebras spero lucem”), incisiva e fortemente emblematica, già di per sé un’espressione figurativa affine alle imprese descritte nel testo. Il motto latino e la simbologia della fenice si prestano a una lettura allegorica rinascimentale di rigenerazione morale e intellettuale, coerente con i valori evocati dall’opera.












