Pierre Roussel – Système physique et moral de la femme – Parigi, Caille et Ravier, 1813
Sesta edizione ampliata – esemplare di eccezionale interesse bibliografico e bibliotecnico, in raffinata legatura firmata P. Lefebvre, con sette tavole complessive, tre delle quali a colori
Autore: Pierre Roussel (1742-1802)
Titolo: Système physique et moral de la femme, suivi du Système physique et moral de l’homme, et d’un fragment sur la sensibilité, par Roussel. Précédé de l’Éloge historique de l’auteur, par J.-L. Alibert, Médecin de l’Hôpital Saint-Louis et du Lycée Napoléon
Edizione: Sixième édition, ornée de deux gravures et augmentée d’une Notice sur Mme Helvétius, d’une Note sur les Sympathies e dei Doutes historiques sur Sapho
Luogo, editore e data: Paris, Chez Caille et Ravier, Libraires, rue Pavée-Saint-André-des-Arts, n. 17, 1813
Formato: circa cm 21,5 × 13,5
Pagine: LX, 409, (3)
Illustrazioni presenti nell’esemplare: complessivamente 7 tavole fuori testo, compreso il frontespizio figurato; tre tavole presentano coloritura, circostanza di particolare pregio. Le incisioni recano, tra le altre, le indicazioni di Girardet quale disegnatore e di L’Épine quale incisore.
Legatura: piena pelle rossa a grana lunga, ricchissima decorazione dorata ai piatti e al dorso, cornici ornamentali a roulette, filetti geometrici, piccoli ferri, titolo in oro al dorso, tagli dorati, dentelles interne dorate; sguardie in seta blu, segnalibro anch’esso in seta blu. Legatura firmata P. Lefebvre al piede del dorso.
Provenienze e testimonianze manoscritte: tre dediche o note di possesso sulle prime carte bianche; una conserva applicato un piccolo esemplare vegetale essiccato; timbro ex-libris rosso di foggia orientale all’ultima carta bianca.
Stato dell’opera: esemplare in stato eccezionale, con carte fresche e ben conservate, incisioni nette e legatura di grande qualità.
L’opera e il suo autore
Pierre Roussel appartiene a quella generazione di medici e filosofi francesi del secondo Settecento che cercò di superare una concezione puramente meccanica dell’organismo umano per indagare il rapporto fra costituzione fisica, sensibilità, comportamento e vita morale. Nato nel 1742 e formatosi a Montpellier, fu vicino all’ambiente vitalista legato a Théophile de Bordeu; la sua opera più celebre, il Système physique et moral de la femme, apparve per la prima volta nel 1775 e conobbe una fortuna editoriale assai lunga, venendo ristampata e ampliata più volte tra XVIII e XIX secolo. Cataloghi istituzionali registrano Roussel come medico e autore francese vissuto tra 1742 e 1802, mentre la fortuna editoriale del trattato è testimoniata dalle numerose edizioni successive.
Il libro è oggi particolarmente significativo perché rappresenta uno dei testi più influenti nella costruzione settecentesca e primo-ottocentesca di un discorso medico sul rapporto fra sesso biologico, costituzione corporea e carattere morale. La moderna storiografia della medicina ha riconosciuto al Système un ruolo importante nella formazione delle idee francesi sulla differenza sessuale e sulla fisiologia femminile fra Illuminismo e primo Ottocento.
Si tratta dunque di un’opera che va letta storicamente: non soltanto come trattato medico, ma come documento della cultura antropologica delle Lumières, nel quale fisiologia, medicina, psicologia ante litteram e filosofia della sensibilità si intrecciano continuamente.
La sesta edizione del 1813
L’esemplare appartiene alla sesta edizione parigina del 1813, pubblicata da Caille et Ravier. La corrispondenza bibliografica è puntuale: Google Books registra proprio un’edizione in 409 pagine, stampata a Parigi da Caille et Ravier nel 1813 e qualificata come 6ª edizione.
Il frontespizio precisa, inoltre, che questa edizione è accresciuta rispetto alle precedenti e contiene, oltre al nucleo fondamentale dedicato alla donna, il Système physique et moral de l’homme, un Fragment sur la sensibilité e l’Éloge historique de l’auteur di Jean-Louis Alibert. Seguono inoltre tre testi che costituiscono una parte tutt’altro che secondaria dell’edizione: la Notice sur Mme Helvétius, la Note sur les Sympathies e i Doutes historiques sur Sapho.
Questa articolazione conferisce al volume una natura quasi antologica: non siamo più davanti soltanto al trattato del 1775, ma alla forma matura della ricezione editoriale di Roussel, nella quale il suo pensiero viene inserito in un quadro più ampio di medicina filosofica, teoria della sensibilità, biografia intellettuale e storia culturale.
Il Système physique et moral de la femme
Il nucleo originario dell’opera affronta la costituzione femminile secondo le categorie mediche del secondo Settecento. Roussel tenta di spiegare le differenze fra uomo e donna non limitandosi all’anatomia degli organi riproduttivi, ma estendendo l’analisi alla struttura generale dell’organismo, alla sensibilità nervosa, al temperamento, alle passioni, alla gravidanza, alla maternità e ai comportamenti sociali.
Il successo del libro fu notevole proprio perché esso proponeva una teoria complessiva della relazione fra physique e moral. La persona veniva interpretata come organismo nel quale corpo, sistema nervoso, sensibilità e carattere agiscono reciprocamente. È questo aspetto a renderlo oggi un documento di primo piano nella storia della medicina e della costruzione scientifica delle categorie di genere.
Il testo non deve pertanto essere valutato soltanto per la validità delle sue conclusioni alla luce della medicina contemporanea: il suo valore storico risiede soprattutto nel mostrare come una cultura scientifica abbia tentato di tradurre le differenze sessuali in un sistema organico e morale coerente.
Il Système physique et moral de l’homme
L’accostamento al trattato sull’uomo rende questa edizione particolarmente interessante. Donna e uomo vengono inseriti in una medesima prospettiva comparativa: non due trattazioni isolate, ma due modi di osservare la relazione fra costituzione corporea, sensibilità e comportamento.
Questo secondo nucleo consente di comprendere meglio il progetto teorico di Roussel: costruire una sorta di antropologia fisiologica nella quale l’essere umano viene studiato attraverso la continuità fra organismo e vita psichica.
La presenza congiunta dei due Systèmes permette quindi al volume del 1813 di documentare in modo molto più completo l’universo intellettuale dell’autore rispetto alle prime edizioni del solo trattato femminile.
Il Fragment sur la sensibilité e la medicina vitalista
Particolarmente significativo è il Fragment sur la sensibilité. La nozione di sensibilità occupò una posizione centrale nella medicina del XVIII secolo: non indicava semplicemente l’emotività, ma una proprietà dell’organismo vivente, legata alla capacità dei tessuti e degli organi di reagire agli stimoli.
L’inserimento di questo scritto accanto ai due Systèmes rende evidente il fondamento teorico dell’opera di Roussel. La fisiologia viene interpretata attraverso una rete di reazioni e corrispondenze fra le parti dell’organismo, piuttosto che come semplice funzionamento meccanico.
È proprio in questo contesto che va letta anche la successiva Note sur les Sympathies, chiaramente visibile nell’esemplare.
La Note sur les Sympathies
La pagina fotografata consente di leggere l’incipit della Note sur les Sympathies, dove il rapporto fra gli organi viene definito come un’azione esercitata gli uni sugli altri senza un legame fisico immediatamente percepibile.
Il testo richiama espressamente la tradizione vitalista e cita Barthez, uno dei principali esponenti della scuola medica di Montpellier. La “simpatia” fra organi costituiva uno dei concetti attraverso i quali la medicina settecentesca tentava di comprendere fenomeni sistemici che non apparivano spiegabili tramite semplici rapporti meccanici locali.
Queste pagine sono dunque particolarmente utili per la storia della fisiologia perché permettono di osservare una fase di passaggio fra la medicina umorale e meccanica del passato e le nuove concezioni integrate dell’organismo.
I Doutes historiques sur Sapho
Di notevole curiosità è anche l’appendice dedicata a Saffo. L’autore mette in discussione la tradizione secondo cui la poetessa si sarebbe gettata dalla rupe di Leucade per amore di Faone.
La pagina fotografata è eloquente: il testo osserva ironicamente che, se Saffo avesse voluto semplicemente morire annegata, avrebbe avuto a disposizione il mare nella propria isola e non avrebbe avuto necessità di recarsi fino a Leucade.
Questa sezione apparentemente marginale rivela invece uno degli aspetti più affascinanti della cultura tardo-illuminista: l’applicazione del razionalismo critico anche alle tradizioni letterarie e biografiche tramandate dall’antichità.
Jean-Louis Alibert e l’Éloge historique
La nuova organizzazione editoriale dell’opera è introdotta dall’Éloge historique de Pierre Roussel di Jean-Louis Alibert (1768-1837), medico dell’Hôpital Saint-Louis e figura di primo piano della medicina francese dell’età napoleonica.
L’intervento di Alibert è importante perché trasforma il volume anche in un monumento postumo all’autore. Roussel, morto nel 1802, viene presentato non semplicemente come autore di un trattato ormai noto, ma come esponente di una precisa stagione della medicina filosofica francese.
Una delle tavole presenti nell’esemplare rafforza visivamente questa funzione celebrativa: il ritratto di Roussel è inserito entro una struttura monumentale e accompagnato da figure allegoriche, in una composizione che utilizza il linguaggio figurativo neoclassico proprio della cultura dell’Impero.
Le sette tavole dell’esemplare
L’apparato figurativo di questo specifico esemplare merita una considerazione autonoma.
Il frontespizio tipografico dell’edizione dichiara espressamente «ornée de deux gravures». La copia qui descritta presenta invece sette tavole complessive, circostanza che la distingue nettamente dall’esemplare ordinario dell’edizione. La bibliografia dell’edizione standard conferma infatti l’esistenza di copie con il numero più ristretto di tavole dichiarato al titolo; per esempio un esemplare della precedente edizione del 1809 viene descritto con due tavole fuori testo.
Nel nostro esemplare sono visibili diverse tipologie iconografiche: figure maschili e femminili nude impostate secondo il canone accademico, tavole allegoriche, immagini con paesaggi e il ritratto celebrativo di Roussel.
Tre tavole sono a colori, elemento visivamente assai rilevante. In almeno una di esse si leggono chiaramente le indicazioni N. Monsiau inv. e L’Épine sculp.; altre recano riferimenti a Girardet e a L’Épine.
È importante descrivere bibliograficamente la situazione in modo esatto: l’edizione dichiara due incisioni, mentre questo esemplare ne conserva sette. La presenza delle tavole supplementari costituisce quindi un arricchimento specifico della copia e non deve essere confusa con la normale collazione tipografica della sesta edizione.
Nicolas-André Monsiau, Girardet e L’Épine
La presenza di Nicolas-André Monsiau è particolarmente significativa. Monsiau fu uno dei protagonisti della pittura narrativa e storica francese fra la fine dell’Ancien Régime e l’età napoleonica, e il suo linguaggio neoclassico si prestava perfettamente alla rappresentazione idealizzata del corpo umano.
Le incisioni dell’esemplare traducono questo repertorio accademico attraverso il bulino: anatomia idealizzata, posa classica, paesaggio moralizzato, gestualità eloquente.
Le firme di Girardet e L’Épine documentano inoltre quella collaborazione fra disegnatore e incisore che costituiva la base della grande illustrazione libraria francese tra Sette e Ottocento.
Nel nostro esemplare la coloritura di tre tavole accentua ulteriormente il carattere collezionistico dell’apparato figurativo.
La legatura firmata P. Lefebvre: un elemento determinante
Se il testo è importante per la storia della medicina, la legatura colloca questo esemplare in una categoria bibliophilica assai superiore rispetto a una comune copia editoriale.
La firma P. LEFEBVRE è chiaramente leggibile al piede del dorso. Non si tratta di un nome marginale nella storia della legatura francese: Lefebvre – indicato nelle fonti anche come Lefébure o Lefèbvre – fu legato professionalmente alla famiglia Bozerian e riprese l’atelier di Jean-Claude Bozerian intorno al 1810, continuando a utilizzare parte del repertorio ornamentale e dei ferri della prestigiosa bottega.
La circostanza è particolarmente interessante perché il volume è del 1813: libro e legatura appartengono dunque allo stesso clima storico e decorativo dell’Impero.
L’esemplare presenta piena pelle rossa a grana lunga, una superficie particolarmente adatta alla doratura; i piatti sono delimitati da ricche bordure a roulette e attraversati da una rigorosa costruzione geometrica di filetti dorati. Il dorso è scandito da grandi ferri ornamentali, piccoli cerchi e filetti; il titolo è impresso in oro.
L’effetto complessivo è quello della grande reliure Empire: simmetria, disciplina geometrica, sobrietà del campo centrale e forte concentrazione ornamentale nelle cornici e nel dorso.
La qualità della manifattura è confermata dall’uso delle sguardie in seta blu, dalle dentelles interne dorate e dai tagli dorati.
La bibliografia e il mercato antiquario attribuiscono alle legature firmate P. Lefebvre un’importanza autonoma: esemplari in marocchino o pelle di lusso firmati dal suo atelier compaiono regolarmente in cataloghi di alta bibliophilia e in vendite specialistiche, con valutazioni che possono raggiungere diverse migliaia di euro quando opera, provenienza e decorazione concorrono favorevolmente.
Sguardie in seta blu, tagli dorati e segnalibro
La scelta della seta blu per le sguardie non rappresenta un semplice dettaglio ornamentale. Nella legatura di lusso fra Impero e Restaurazione le doublures e guardes in seta o tabis costituivano una finitura costosa, destinata agli esemplari di rappresentanza.
Nel nostro volume la seta crea un contrasto particolarmente elegante con il rosso della pelle e con l’oro della decorazione.
Anche i tagli integralmente dorati e il segnalibro in seta blu confermano che la legatura fu concepita come un insieme coerente e non come semplice protezione del testo.
Le tre testimonianze manoscritte
Le prime carte bianche conservano tre dediche o annotazioni manoscritte, che costituiscono una vera e propria storia materiale del volume.
Una di esse reca una data ottocentesca e conserva applicato un piccolo elemento vegetale essiccato. La combinazione fra nota autografa e campione botanico trasforma la carta in una memoria personale: il libro è stato non soltanto posseduto, ma utilizzato come custode di relazioni, ricordi e oggetti.
Un’altra dedica reca una formulazione di dono “en témoignage d’estime et d’amitié”, espressione tipica della cultura di sociabilità ottocentesca.
Queste iscrizioni meritano di essere conservate integralmente perché documentano il passaggio dell’esemplare attraverso diverse mani e ne accrescono la dimensione di objet de mémoire.
Il piccolo vegetale essiccato
Particolarmente suggestiva è la presenza del piccolo frammento botanico conservato insieme a una nota manoscritta. Al di là della precisa identificazione della specie, che non va forzata sulla sola base fotografica, il manufatto appartiene alla tradizione ottocentesca dei souvenirs vegetali: fiori, foglie o rametti raccolti in luoghi significativi e conservati fra le pagine dei libri.
La sua presenza contribuisce alla singolarità materiale della copia e testimonia un uso privato, affettivo e memoriale del volume.
Il timbro ex-libris rosso
All’ultima carta bianca compare un grande timbro quadrato rosso di carattere orientale, evidentemente utilizzato come contrassegno di proprietà o raccolta.
In assenza di una lettura paleografica specialistica dei caratteri, è corretto non attribuirlo a un proprietario specifico; resta però un interessante elemento di provenienza, che indica un passaggio dell’esemplare attraverso un ambiente collezionistico successivo alla sua prima circolazione europea.
Stato dell’opera
Esemplare in stato eccezionale. Legatura piena in pelle rossa a grana lunga firmata P. Lefebvre, riccamente decorata in oro ai piatti e al dorso; sguardie in seta blu, tagli dorati e segnalibro di seta. Carte fresche e fortemente marginose, testo nitido, tavole in eccellente conservazione. Presenti sette tavole complessive, tre delle quali a colori. Tre testimonianze manoscritte alle carte bianche iniziali, una con piccolo vegetale essiccato; timbro ex-libris rosso all’ultima bianca. Nel complesso copia di qualità decisamente superiore alla media, sia per conservazione sia per caratteristiche bibliotecniche.
Perché è interessante oggi
Il Système physique et moral de la femme è oggi un documento fondamentale per comprendere come la medicina illuministica abbia costruito il rapporto tra corpo, sensibilità, sesso e carattere. La sua importanza supera quindi la storia della medicina in senso stretto e coinvolge storia delle idee, antropologia, storia delle donne, studi di genere e storia culturale del corpo.
In questa copia, inoltre, il contenuto scientifico incontra la grande arte del libro francese dell’Impero. La legatura di P. Lefebvre, le incisioni, le tavole colorate, le sguardie di seta e le memorie manoscritte fanno dell’esemplare un oggetto nel quale si sovrappongono medicina, arte, artigianato e storia del collezionismo.
Perché è un acquisto consapevole
Acquistare questo volume significa acquisire non semplicemente un’edizione di Roussel, ma un esemplare fortemente individualizzato.
La distinzione è sostanziale. Una normale copia dell’edizione ha un valore librario; questa possiede anche un valore di reliure signée, di livre illustré, di documento di provenienza e di oggetto d’arte decorativa.
È proprio questa stratificazione a renderlo particolarmente adatto a una raccolta di medicina antica, storia della donna, antropologia settecentesca, legature francesi dell’Impero o libri illustrati neoclassici.








































